Mi piacerebbe essere come il vento che sferza tutto, fuori dalla finestra. Impetuoso, freddo ma tanto freddo che alla fine fa caldo, da quanto è impetuoso.
Esci ad affrontarlo e ti raffredda tutto, il viso, le gambe, poi ti perdi nei suoi giri in mezzo ai terrazzi, alle case, agli alberi e ti viene caldo a stargli dietro con l'occhio.
Vorrei adesso essere come lui e andare a scompigliare capelli, infilarmi tra le gambe dei passanti, vederli cercare riparo in cappelli e sciarpe per tenermi testa, vederli tenere a bada i ciuffi di capelli che devono stare a posto.
Vorrei scompigliare i perfettini, quelli che hanno tutto in tono e tutto in tinta e tutto firmato, vorrei schizzare i loro giubbotti dell'acqua sollevata dalle pozzanghere.
Vorrei vederli reagire, loro che non sbagliano mai. Solo per vedere la faccia che fanno.
Vorrei giocare con la cornacchia che sta sull'albero là in fondo, e che oggi mica canta, oggi sta zitta, chissà come mai.
Vorrei correre dietro ai bambini, non per fare loro paura, ma per misurarci a vicenda l'impeto.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina

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2 commenti:
bello bello
(tu sei fatta di vento, Mitia)
magari Laura :)
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