Io ho un amico che comincia sempre i discorsi con "Essendo che" e finisce sempre con "la storia, vedi, insegna". Non c'entra niente con quel che sto per dirvi, ma ci stava bene, insomma mi è uscito così.
Allora, essendo che sono una donna moderna, che ha ascoltato decine di volte "Cara, ti amo", io compro sempre i preservativi. In farmacia, perché comperarli al supermercato, alle due e mezza del pomeriggio, quando alla cassa la commessa li passa e poi ti fissa con l'occhio furbo e poi noti che l'occhio furbo passa diritto al nonno dietro di te, in attesa del suo turno, beh insomma, non che mi imbarazza ma mi pare che il mondo si faccia gli affari miei mentre io non mi faccio i suoi.
Li compro, perché sono una moderna, io, ma alla fine la scatola che ho da sei mesi dentro il comodino, è intonsa.
Perché quella scatola, se la apro io , stai sicuro che succede qualcosa.
Una telefonata di lavoro improvvisa, una sfiga inattesa, la nonna che chiama perché si sente sola...insomma non si arriva neanche a pensare di tirarne fuori uno, che ti ritrovi a contar le pecorelle senza il pastore.
Funziona invece se li ha il lui, funziona se me li regalano e funziona così bene che la mattina ti svegli che hai la pelle tonica di un bambino di sei mesi. E son soddisfazioni, perché la pelle tonica è un must della donna moderna.
Io non ho mai capito bene come funziona la fortuna, che mi dicono che è cieca, e va dove vuole lei, sempre. Che se sei una donna moderna e ti preservi da sola, manco te la spassi un pochino. E se invece aspetti il regalo o che sia il lui a preservarti, ti va da ohmygod. Non l'ho capito, ma se è vero che la storia, vedi, insegna sempre qualcosa, ho questa scatola da 12 da regalare. Per pelli moderne e toniche.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
lunedì 18 maggio 2009
Io, razzista
La scorsa notte si è sfiorata la rissa.
Tralascio gli antefatti che mi han portato alle 2 di notte a sorseggiare una tipopils in uno dei migliori bar di una delle peggiori zone della mia città ( e non vivo a Caracas), che son antefatti difficili da narrare e che son scivolati come un film di Terry Gilliam tra botoi, asparagi, pinot nero, 903 e tampax e cd dei Pink Floyd, e di me medesima a parlar agli amici stesa a terra come la pelle d'orso...Tralascio tutto e vado al finale.
Tavolo d'angolo con veduta sul bancone. Cagnolino nero, bastardino, piccola taglia. Passeggia tra i tavoli. Stop.
Arriva un ragazzo che spara fuori il cane con una pedata nel posteriore. Il cane è dell'amico che è con lui e che non batte ciglio. Poi il ragazzo lancia lo sguardo verso il nostro tavolo, e si avvicina.
La scusa per avvicinarsi è che - dice - abbiamo facce che gli sono note; in realtà gli ha dato fastidio che l'abbiamo mandato a quel paese ( ma proprio quello, laggiù) per aver tirato la pedata all'innocuo cagnolino. Ma lui ha solo sentito il vaffa, non la motivazione.
Tenta un approccio e poi se ne va. Dandoci dei razzisti.
Lui era convinto lo guardassimo male perché non italiano.
Noi lo guardavamo male perché chi tratta male gli animali, per noi - io e i miei amici - eh, non è una bella persona.
E quel razzisti ci ha lasciato esterrefatti, e la rissa si è disciolta in facce attonite.
A me razzista non l'aveva mai detto nessuno.
Tralascio gli antefatti che mi han portato alle 2 di notte a sorseggiare una tipopils in uno dei migliori bar di una delle peggiori zone della mia città ( e non vivo a Caracas), che son antefatti difficili da narrare e che son scivolati come un film di Terry Gilliam tra botoi, asparagi, pinot nero, 903 e tampax e cd dei Pink Floyd, e di me medesima a parlar agli amici stesa a terra come la pelle d'orso...Tralascio tutto e vado al finale.
Tavolo d'angolo con veduta sul bancone. Cagnolino nero, bastardino, piccola taglia. Passeggia tra i tavoli. Stop.
Arriva un ragazzo che spara fuori il cane con una pedata nel posteriore. Il cane è dell'amico che è con lui e che non batte ciglio. Poi il ragazzo lancia lo sguardo verso il nostro tavolo, e si avvicina.
La scusa per avvicinarsi è che - dice - abbiamo facce che gli sono note; in realtà gli ha dato fastidio che l'abbiamo mandato a quel paese ( ma proprio quello, laggiù) per aver tirato la pedata all'innocuo cagnolino. Ma lui ha solo sentito il vaffa, non la motivazione.
Tenta un approccio e poi se ne va. Dandoci dei razzisti.
Lui era convinto lo guardassimo male perché non italiano.
Noi lo guardavamo male perché chi tratta male gli animali, per noi - io e i miei amici - eh, non è una bella persona.
E quel razzisti ci ha lasciato esterrefatti, e la rissa si è disciolta in facce attonite.
A me razzista non l'aveva mai detto nessuno.
domenica 17 maggio 2009
Torino in my mind, (con il 20% di alce in più)
Sarà stato il tema, di questo Litcamp2009, che come inizio, beh, ci stava tutto; sarà stata la splendida cornice del Circolo dei lettori, dove ho scoperto servono ottima birra artigianale o sarà stato che ho fatto il viaggio con madre natura della veneta alcolicità...
Sarà stato che c'era prima di pranzo il mini reading del Verso che sa parlar d'amore mentre ridi come un pazzo e del Potente , che ogni volta che lo leggo mi scartavetra il cervello e che è da ammirare, e basta mi fermo.
(No ancora un attimo: questi due signori dal vivo si può ascoltarli per ore, e io avrei saltato anche il pranzo per godermeli in santa pace sulla seggiola Stark, che in quei momenti mica era scivolosa).
Sarà stato che ci sono stati sorrisi ma anche tanti baci e abbracci, che mi han messo a mio agio, che non sapevo di aver per amico immaginario la mole antonelliana e per Cicerone una splendida signora.
Sarà stato per l'accoglienza e la compagnia esaltante di Pietro, di Gaspar, de la Rejna, di Daniela, di anecoico, di Andrea.
Sarà che alla fine sono arrivati anche lo Zio Bonino e poi la nordestina Elena assieme a Bloggo,
e poi finalmente ho sentito parlare Nori dal vivo.
O sarà stato che ci sono stati interventi interessanti, e ho scoperto cose nuove, ed ora mi interrogo su quel che faccio io nel mio piccolissimo, con ancora più criticità.
Sarà stato che è stato bello salutare persone simpatiche che leggo anche sui SN, come
Suzuki
Sofi
Lafra
e lo Squonk...
Insomma grazie ad un Bravuomo e agli altri organizzatori, io a Torino sono stata benissimo e il mio primo barcamp mi ha riempito di felicità. Perché c'era gente interessata, appassionata, contenta di essere lì. E io sono stata bene. Con il 20% di alce in più.
Davvero.
Ps: E poi a Torino lo spritz lo sanno fare.
Sarà stato che c'era prima di pranzo il mini reading del Verso che sa parlar d'amore mentre ridi come un pazzo e del Potente , che ogni volta che lo leggo mi scartavetra il cervello e che è da ammirare, e basta mi fermo.
(No ancora un attimo: questi due signori dal vivo si può ascoltarli per ore, e io avrei saltato anche il pranzo per godermeli in santa pace sulla seggiola Stark, che in quei momenti mica era scivolosa).
Sarà stato che ci sono stati sorrisi ma anche tanti baci e abbracci, che mi han messo a mio agio, che non sapevo di aver per amico immaginario la mole antonelliana e per Cicerone una splendida signora.
Sarà stato per l'accoglienza e la compagnia esaltante di Pietro, di Gaspar, de la Rejna, di Daniela, di anecoico, di Andrea.
Sarà che alla fine sono arrivati anche lo Zio Bonino e poi la nordestina Elena assieme a Bloggo,
e poi finalmente ho sentito parlare Nori dal vivo.
O sarà stato che ci sono stati interventi interessanti, e ho scoperto cose nuove, ed ora mi interrogo su quel che faccio io nel mio piccolissimo, con ancora più criticità.
Sarà stato che è stato bello salutare persone simpatiche che leggo anche sui SN, come
Suzuki
Sofi
Lafra
e lo Squonk...
Insomma grazie ad un Bravuomo e agli altri organizzatori, io a Torino sono stata benissimo e il mio primo barcamp mi ha riempito di felicità. Perché c'era gente interessata, appassionata, contenta di essere lì. E io sono stata bene. Con il 20% di alce in più.
Davvero.
Ps: E poi a Torino lo spritz lo sanno fare.
venerdì 15 maggio 2009
Fioretto
La mia lista delle cose da fare, quelle importanti, è cortissima.
Lavorare di meno, avere più tempo.
Più tempo, mi serve solo più tempo
:)
Lavorare di meno, avere più tempo.
Più tempo, mi serve solo più tempo
:)
giovedì 14 maggio 2009
Baffi
Ti ricordi quando ho pianto disperata perché ti ho visto senza baffi? Tu per me dovevi avere i baffi, sempre. Da quando ho aperto gli occhi a questo mondo tu avevi i baffi, e io li trovavo affascinanti e misteriosi. Ero sempre a guardarli o a toccarli, ricordi? Oggi li porti di nuovo, sono grigi ma mi piacciono ancora.
Parlare non è facile, confidarsi non è da te ma sei tu che mi hai insegnato che si può parlare diversamente, anche accoccolandosi semplicemente sul tuo braccio per addormentarsi su un ramo sicuro, di quelli che non si spezzano.
No, tu non ti spezzi. Tu vai avanti. Tu i tuoi pensieri li ritieni così forti che condividerli non ti serve. Tu non cambi idea, tu non dimentichi di chi sei figlio, non dimentichi quando sei stato da solo. E per questo non mi hai mai lasciato sola, anche se non mi hai mai capito del tutto. E tu, oltre quei baffi, ti incazzi ancora. Fino a qualche anno fa prendevi le bandiere e andavi in piazza. Adesso hai questa rabbia muta che ti bolle dentro e non dici niente.
Ma nei tuoi occhi si legge tutto.
Buon compleanno papà
Parlare non è facile, confidarsi non è da te ma sei tu che mi hai insegnato che si può parlare diversamente, anche accoccolandosi semplicemente sul tuo braccio per addormentarsi su un ramo sicuro, di quelli che non si spezzano.
No, tu non ti spezzi. Tu vai avanti. Tu i tuoi pensieri li ritieni così forti che condividerli non ti serve. Tu non cambi idea, tu non dimentichi di chi sei figlio, non dimentichi quando sei stato da solo. E per questo non mi hai mai lasciato sola, anche se non mi hai mai capito del tutto. E tu, oltre quei baffi, ti incazzi ancora. Fino a qualche anno fa prendevi le bandiere e andavi in piazza. Adesso hai questa rabbia muta che ti bolle dentro e non dici niente.
Ma nei tuoi occhi si legge tutto.
Buon compleanno papà
mercoledì 13 maggio 2009
Para-flu
Mi par di esser tornata ai tempi del liceo.
Sto lavorando decisamente troppo da settimane. E' un compito continuo, e sento che mi manca il tempo materiale per far le cose che mi piacciono e pure per un pochino di sano cazzeggio, che finisco con il praticare la sera, quando però sono troppo stanca e quindi non me lo godo come vorrei.
Beh, pensavo stamattina, svegliandomi, che ci vorrebbero quelle influenzine lievi, da 37,5 gradi corporei, che ti fanno stare a casa ma che non ti fanno stramazzare al suolo come un cavallo goloso dopato da un pacchetto di caramelle.
Una di quelle influenze piccole piccole. Quattro giorni in cui manco pensi a vestirti tanto puoi rilassarti.
In questo maggio strano, molti dei miei amici sono influenzati o lo sono stati di recente.
Io niente, manco una alterazione del termometro; solo un lieve raffreddore di quelli che se ti presenti dal medico a dire che stai male non ti fa la prescrizione per il riposo ma ti spedisce a far un controllino psicologico.
Insomma è come ai tempi del liceo: quando la classe era falcidiata dall'influenza e io ero tra i pochissimi a non saltar mai un giorno di scuola, perché avevo la salute ottima.
E finivo regolarmente massacrata dalle interrogazioni di latino. Un incubo.
Allora provavo di tutto per far alzar la febbre. Dormivo sudata con le finestre spalancate in pieno inverno; fumacchiavo sigari di nascosto, sperando alzassero la temperatura e poi le docce gelate con i capelli bagnati fino al mattino.
Ecco ricordo e sorrido, mentre faccio colazione fumando un sigaro e con i capelli bagnati e gelidi, con le finestre spalancate. :)
Ma tanto lo so che è una tortura che non funziona.
A quelli come me, tocca lavorare.
ps: ovviamente spero che adesso non si scateni, come vuole la legge del contrappasso, uno scorbuto fulminante che mi abbatte come il cavallo goloso di cui sopra. Io parlavo solo di quattro giorni di pace. Niente di più, eh? Quindi visto che la sfiga ci vede benissimo, eviti di volgere lo sguardo su con me. :)
Sto lavorando decisamente troppo da settimane. E' un compito continuo, e sento che mi manca il tempo materiale per far le cose che mi piacciono e pure per un pochino di sano cazzeggio, che finisco con il praticare la sera, quando però sono troppo stanca e quindi non me lo godo come vorrei.
Beh, pensavo stamattina, svegliandomi, che ci vorrebbero quelle influenzine lievi, da 37,5 gradi corporei, che ti fanno stare a casa ma che non ti fanno stramazzare al suolo come un cavallo goloso dopato da un pacchetto di caramelle.
Una di quelle influenze piccole piccole. Quattro giorni in cui manco pensi a vestirti tanto puoi rilassarti.
In questo maggio strano, molti dei miei amici sono influenzati o lo sono stati di recente.
Io niente, manco una alterazione del termometro; solo un lieve raffreddore di quelli che se ti presenti dal medico a dire che stai male non ti fa la prescrizione per il riposo ma ti spedisce a far un controllino psicologico.
Insomma è come ai tempi del liceo: quando la classe era falcidiata dall'influenza e io ero tra i pochissimi a non saltar mai un giorno di scuola, perché avevo la salute ottima.
E finivo regolarmente massacrata dalle interrogazioni di latino. Un incubo.
Allora provavo di tutto per far alzar la febbre. Dormivo sudata con le finestre spalancate in pieno inverno; fumacchiavo sigari di nascosto, sperando alzassero la temperatura e poi le docce gelate con i capelli bagnati fino al mattino.
Ecco ricordo e sorrido, mentre faccio colazione fumando un sigaro e con i capelli bagnati e gelidi, con le finestre spalancate. :)
Ma tanto lo so che è una tortura che non funziona.
A quelli come me, tocca lavorare.
ps: ovviamente spero che adesso non si scateni, come vuole la legge del contrappasso, uno scorbuto fulminante che mi abbatte come il cavallo goloso di cui sopra. Io parlavo solo di quattro giorni di pace. Niente di più, eh? Quindi visto che la sfiga ci vede benissimo, eviti di volgere lo sguardo su con me. :)
martedì 12 maggio 2009
Being vitelli
Gli avvoltoi li ho visti solo nei documentari ma i loro parenti sudamericani, i condor li conosco bene. Non sono belli a vedersi, ma sono tremendamente affascinanti quando sono in volo. Certo sono saprofagi. Ma come sfruttano le correnti ascensionali in maniera fantastica... non volano semplicemente, loro si fanno portare dall'aria e cavalcano la corrente, come fossero surfisti scatenati. Sono animali affascinanti...Ma sono anche stronzi, diciamolo.
Li ammiravo, un giorno di tre anni fa, nel campo della baia Onelli con le Ande al mio fianco sinistro. Erano puntini nel cielo, solo che ad un certo punto i puntini sono caduti in picchiata libera sopra la mia testa. Puntavano diritti su di me. In apparenza, l'unico essere vivente in mezzo al verde. Diciamo, che non ho pensato ad abbracciarli ma mi sono messa a correre come correrebbe un vitello nella prateria, quando sente che il predatore gli è oramai alle coste. Ancora adesso se ci ripenso, ho il fiatone.
Per la cronaca, mamma condor stava insegnando al pargolo a cacciare e guarda caso, il vitello di turno ero io.
Li mortè.
( questo post di ricordi è dedicato a Sba e al suo commento su Friendfeed)
Li ammiravo, un giorno di tre anni fa, nel campo della baia Onelli con le Ande al mio fianco sinistro. Erano puntini nel cielo, solo che ad un certo punto i puntini sono caduti in picchiata libera sopra la mia testa. Puntavano diritti su di me. In apparenza, l'unico essere vivente in mezzo al verde. Diciamo, che non ho pensato ad abbracciarli ma mi sono messa a correre come correrebbe un vitello nella prateria, quando sente che il predatore gli è oramai alle coste. Ancora adesso se ci ripenso, ho il fiatone.
Per la cronaca, mamma condor stava insegnando al pargolo a cacciare e guarda caso, il vitello di turno ero io.
Li mortè.
( questo post di ricordi è dedicato a Sba e al suo commento su Friendfeed)
Carta vetrata
Già il 2008 era servito, ma anche questo 2009 si sta rivelando importante, per smussare i miei angoli.
Non sapevo di averne così tanti, eh, che sembro un ottaedro iperbolico quando ho a che fare con le persone che mi interessano.
Me lo hanno detto e ripetuto e motivato e devo ammetterlo: a volte risulto fastidiosa.
Anche se l'intento non lo è.
Poco importa se hai le migliori intenzioni di questo mondo, se tu ti senti linea e gli altri ti vedono ottaedro iperbolico, tutto angoli. Anche il più sincero entusiasmo può essere letto come un fastidio.
Alla fine c'è poco da fare, ognuno vede quel che sente.
E allora son qua che smusso gli angoli, con una bella carta vetrata 4.
Non sapevo di averne così tanti, eh, che sembro un ottaedro iperbolico quando ho a che fare con le persone che mi interessano.
Me lo hanno detto e ripetuto e motivato e devo ammetterlo: a volte risulto fastidiosa.
Anche se l'intento non lo è.
Poco importa se hai le migliori intenzioni di questo mondo, se tu ti senti linea e gli altri ti vedono ottaedro iperbolico, tutto angoli. Anche il più sincero entusiasmo può essere letto come un fastidio.
Alla fine c'è poco da fare, ognuno vede quel che sente.
E allora son qua che smusso gli angoli, con una bella carta vetrata 4.
lunedì 11 maggio 2009
Fisici
Non ci sono più i fisici di una volta, quelli che reggevano ore e ore, senza soste, come macchine da guerra.
Prendete i miei amici, trentacinquenni e quarantenni, in libera uscita domenicale su barca per vagare tra le isole della laguna in una assolata domenica. Loro sono andati a spassarsela, io ho dovuto rinunciare perché ieri, domenica, lavoravo e ho smaneggiato tabellini per ore, tanto che alle undici di sera, avevo negli occhi solo numeri.
Ed ero stanca, perché il pisolino alle tre del meriggio a me invece di farmi bene, mi ammazza, quindi...
Beh ieri sera poi li ho raggiunti, io dovevo cenare e loro mi hanno fatto compagnia. Erano distrutti, chi dal sonno, chi dal raffreddore. Non sono manco riusciti ad andar oltre la seconda birra, anche se eravamo nel tempietto dell'autocoscienza ( non spiego per evitare pubblicità).
Mi hanno raccontato la loro giornata spiegandomi quanto si erano divertiti, ma sembravano una spedizione al rientro dall'ascensione al k2.
Io invece ero stanca ma mi sforzavo di essere reattiva e ricettiva, ma alla fine mi sono accorta che non ero stanca quanto loro, questi motori diesel collassati di colpo per una gitarella domenicale.
Insomma, il lavoro stanca meno di una gita.
E' una verità a cui dovrò abituarmi visto che io il lavoro in questo periodo ce l'ho attaccato addosso come una scimmia in astinenza.
E così, sveglissima, dopo una breve seduta di autocoscienza, me ne sono tornata a casa con lo sguardo di chi regge ancora. Tanto ho solo lavorato.
Poi in casa mi sono guardata allo specchio, e lì ho dovuto ammettere che quando sono stanca sembro proprio una persona seria.
Prendete i miei amici, trentacinquenni e quarantenni, in libera uscita domenicale su barca per vagare tra le isole della laguna in una assolata domenica. Loro sono andati a spassarsela, io ho dovuto rinunciare perché ieri, domenica, lavoravo e ho smaneggiato tabellini per ore, tanto che alle undici di sera, avevo negli occhi solo numeri.
Ed ero stanca, perché il pisolino alle tre del meriggio a me invece di farmi bene, mi ammazza, quindi...
Beh ieri sera poi li ho raggiunti, io dovevo cenare e loro mi hanno fatto compagnia. Erano distrutti, chi dal sonno, chi dal raffreddore. Non sono manco riusciti ad andar oltre la seconda birra, anche se eravamo nel tempietto dell'autocoscienza ( non spiego per evitare pubblicità).
Mi hanno raccontato la loro giornata spiegandomi quanto si erano divertiti, ma sembravano una spedizione al rientro dall'ascensione al k2.
Io invece ero stanca ma mi sforzavo di essere reattiva e ricettiva, ma alla fine mi sono accorta che non ero stanca quanto loro, questi motori diesel collassati di colpo per una gitarella domenicale.
Insomma, il lavoro stanca meno di una gita.
E' una verità a cui dovrò abituarmi visto che io il lavoro in questo periodo ce l'ho attaccato addosso come una scimmia in astinenza.
E così, sveglissima, dopo una breve seduta di autocoscienza, me ne sono tornata a casa con lo sguardo di chi regge ancora. Tanto ho solo lavorato.
Poi in casa mi sono guardata allo specchio, e lì ho dovuto ammettere che quando sono stanca sembro proprio una persona seria.
domenica 10 maggio 2009
Senape
Oggi con un sole magnifico e un caldo che invitava allo spoglio, ho passeggiato in piazza, al mercato della solidarietà delle associazioni della mia città. E son tornata a casa con acqua di melissa e piantine di liquirizia e santolina, in vendita al banco delle detenute della Giudecca. Ogni anno i volontari dell'associazione arrivano al mercatino con una idea nuova e fanno il pieno di gente.
A me stanno simpatiche assai le ragazze del granello di senape.
Anche per molte detenute oggi è la festa della mamma. Ma i loro figli spesso sono lontani, oltre le sbarre. Se volete trovarle, ecco il sito.
http://senape.provincia.venezia.it
A me stanno simpatiche assai le ragazze del granello di senape.
Anche per molte detenute oggi è la festa della mamma. Ma i loro figli spesso sono lontani, oltre le sbarre. Se volete trovarle, ecco il sito.
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