"quel che conta ce lo abbiamo dentro alle mutande, nel frigo e nel conto in banca. Il resto fanculo".
Mi ha detto proprio così un amico l'altro giorno.
Io, in verità, gli ho risposto dopo un attimo che ero andata a vedere cosa avevo dentro le mutande.
Lui ci ha riso sopra, ha detto che non voleva sapere.
Io non gli ho detto.
Poi non ci ho pensato più, ho fatto le solite cose, quelle cose che sono un dovere e non ti senti per forza parte di un sesso, che non è necessario, a volte.
Poi non so perché il discorso mi è tornato in mente, ah sì, ho sentito la Gianna che cantava l'America e a me quella è l'unica canzone della Gianna che mi piace, che la cantavo da ragazzina e mica avevo capito cosa voleva dire, che insomma lei si stava masturbando pensando a un lui, e conduceva il suo gioco per la sua felicità. Bella cosa, questa.
Bella cosa il cantare così la propria felicità personale e in questo caso pure condivisa.
Mi sa che devo comporre una canzone anche io, la dedico alla Patagonia.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina

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3 commenti:
Meno male che almeno il frigo mi dà soddisfazioni
:D
Curioso. Anch'io, la sola canzone che amo della Nannini è America. La canta in modo semplice, forte, vera. Come quando avevamo sedici anni. E quando arriva, nell'i-pod, la ballo come il quaranteset... Come il sedicenne che ancora sono. (matt)
matt sedicequarantaset :D
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