Ho provato cosa significa essere dimenticata mentre ero in quella situazione che descrive bene Pessoa quando dice che è così difficile esprimere quello che si sente quando si sente che esiste veramente.
E io mi sono trovata come scissa tra una sensazione decisamente esistente e l'inesistenza mia, e di conseguenza mi sono interrogata sul fatto che una inesistenza possa sentire l'esistente.
La risposta è che può.
E che c'è molta libertà in tutta questa cosa qua.
Che più che contorta oggi mi pare ghirigorata. E seguendone il segno sul foglio mi è salita dentro una certa gioia, che non so dire, quindi credo esista veramente.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina

domenica 30 settembre 2012
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2 commenti:
Mitia, a me quella sensazione lì, la consapevolezza dell'essere inesistente, mi dà molto dolore invece. Mica so se è ostinazione, la mia...
(Un abbraccio)
ecco, non ostinarsi è un passo :)
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