Fatacarabina

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martedì 8 dicembre 2009

In oca

Ieri sera conversando amabilmente del più e del meno, in versione 2.0, con un amico, questi mi segnalava il fatto che ultimamente sono più oca del solito.
E ha ragione, devo ammetterlo, lui che sa vedere le cose fronte retro e laterali, ha colto un aspetto di me nuovo. Stamattina facendo colazione e sistemando le calze e infilando lo stivalone grigio, anche il procione mi ha guardato fisso e mi ha detto che sono oca. Ed ha aggiunto che la cosa non gli dispiace più di tanto perché si può vivere di soli libri, eccerto, e di musica e di cose buone da mangiare, ma una rinfrescata al cervello e al guardaroba era ora e tempo, che sennò le tarme si stufano. E poi conversando al telefono con mia madre, pure a lei, è uscito: "Madò come sei in oca in 'sto periodo". E a me è scappato un "qua qua".

5 commenti:

sancla ha detto...

ma quaaaaa...ndo mai!
:*

Baol ha detto...

Beh, se ti spiumi ti fai un bel cuscino morbido :P

Anche a me piace chiacchierare in versione 2.0!!!

Solimano ha detto...

A Parma si dice andare in oca quando uno ha lo sguardo perso: sembra che guardi fuori, ma si sta guardando (o è guardato?) dentro. In genere lo fanno i poeti e i matematici, e quindi non ti preoccupare: o scrivi un sonetto o inventa un teorema (basterebbe un
corollario...)

saluti
Solimano

alessandra ha detto...

il procione e la faccetta prociona :-) Mi fa ridere... perchè in casa mia girano parecchi procioni e foche... ecco, non oche, ma foche :-)

peppermind ha detto...

Bello questo dislocamento nel procione della TUA vista laterale...

In oca ogni tanto tutti quanti ci dobbiamo andare.

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