su
lestoriedimitia
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
sabato 9 maggio 2009
venerdì 8 maggio 2009
Farsi i propri
- Pronto? Sò Mario
- Oi, ciao. Come va?
- Bene, ma tu come stai? Ti sei alzata?
- Beh, sì , sono le dieci . Perché?
- Ho letto su Facebook che te ne stavi a letto altri 5 minuti e oramai sono passati venti minuti e mi sono preoccupato.
- Mario?
- Sì? Dimmi, cara.
-Va in mona.
Un dialogo telefonico di pochi minuti fa.
La tecnologia oramai è entrata anche nella mia vita. E si fa bellamente gli affari miei.
- Oi, ciao. Come va?
- Bene, ma tu come stai? Ti sei alzata?
- Beh, sì , sono le dieci . Perché?
- Ho letto su Facebook che te ne stavi a letto altri 5 minuti e oramai sono passati venti minuti e mi sono preoccupato.
- Mario?
- Sì? Dimmi, cara.
-Va in mona.
Un dialogo telefonico di pochi minuti fa.
La tecnologia oramai è entrata anche nella mia vita. E si fa bellamente gli affari miei.
giovedì 7 maggio 2009
Ah, sei tu
-Ciao.
-Ah, sei tu, che ci fai qui?
- Passavo.
- Sì e io ti devo credere, vero?
- Ti dimentichi che siamo amiche da anni. Sei maleducata a salutarmi così.
- Posso dire? Mi sarebbe piaciuto salutarti da lontano, mica rivederti qua ad alitarmi sul collo. Ci ho messo due anni a dimenticarti.
- Cavoli, che accoglienza...E io che mi sono messa anche la maglia verde acido, mi sono preparata i capelli, ho le unghie dipinte. Per festeggiare il ritorno...Che era un pezzo che non mi chiamavi, e così mi sono preoccupata.
- Te non ti preoccupi di niente, mia cara. Te arrivi sempre senza invito e mi sconquassi come fossi una barchetta di carta nel laghetto dei pesci rossi. Solo perché così tu puoi dimostrare che sei più forte di me.
- Beh, quello lo sai. Ti faccio vedere le cose come vanno viste.
-Appunto, e io invece voglio vederle a modo mio. Non perché arrivi tu a farmi trattenere il fiato.
- Scusa, ma tu hai paura. Lo sappiamo. E collezioni figuracce...lasciatelo dire.
- Certo che ho paura, ma preferisco non aver a che fare con te. Tu mi fai trattenere il fiato e nascondermi.
- Se hai paura è perché sai perfettamente che sei una debole. E questo non è bene.
Ti aiuto a infilarti il cappuccio,così puoi battere i denti senza che nessuno ti veda. Che lo sai che battere i denti non è cosa che va bene.
- Non è di moda insomma aver paura?
- No, assolutamente.
- E la questione è che gli altri, la gente, può pensar male di me.
- Ovvio, l'importante è l'impressione. L'immagine che si offre di sé deve essere vincente. Per tranquillizzare. Sorridere, essere vincenti, rasserenare.
Lo sai fare da sola? Noooooo.
- Invece io so fare cose che tu non sapresti mai fare.
- Bella questa, sentiamo...
- Io so abbracciare. Ma non un abbraccio di quelli secchi, cara. Io quando abbraccio, cingo e scaldo. Tu questo lo sai fare?
- Io, ehm, ...non mi ha mai abbracciato nessuno. E si stropicciano i vestiti.
- Beh, per quello io non sono mai stirata. Ma sono una abbracciata.
Anche se ho paura. Come la mettiamo? Anzi, vuoi che proviamo, io e te? Non ci vede nessuno.
- Ehm, non so.
- Dai, ci proviamo. Lasciami fare.Ecco, ti sto abbracciando. Togli quel cappuccio che nascondi dietro la schiena. Via, buttalo via. Non mi serve per abbracciarti.
- Ok, lo butto. E sto ferma.
- Sì e adesso allarga le braccia pure tu. E stringimi.
- Va bene.
- Come ti senti?
- Calda e stropicciata.
- Non sei alla moda, eh!
- Oddio, non raccontarlo a nessuno, per favore.
- Va bene, adesso smetto.
- No, per favore. Restiamo così ancora un attimo.
- Ci prendi gusto, maledetta ?
- No, è che mi sento sola.
- Capita anche a me, non preoccuparti. Poi passa.
-Ah, sei tu, che ci fai qui?
- Passavo.
- Sì e io ti devo credere, vero?
- Ti dimentichi che siamo amiche da anni. Sei maleducata a salutarmi così.
- Posso dire? Mi sarebbe piaciuto salutarti da lontano, mica rivederti qua ad alitarmi sul collo. Ci ho messo due anni a dimenticarti.
- Cavoli, che accoglienza...E io che mi sono messa anche la maglia verde acido, mi sono preparata i capelli, ho le unghie dipinte. Per festeggiare il ritorno...Che era un pezzo che non mi chiamavi, e così mi sono preoccupata.
- Te non ti preoccupi di niente, mia cara. Te arrivi sempre senza invito e mi sconquassi come fossi una barchetta di carta nel laghetto dei pesci rossi. Solo perché così tu puoi dimostrare che sei più forte di me.
- Beh, quello lo sai. Ti faccio vedere le cose come vanno viste.
-Appunto, e io invece voglio vederle a modo mio. Non perché arrivi tu a farmi trattenere il fiato.
- Scusa, ma tu hai paura. Lo sappiamo. E collezioni figuracce...lasciatelo dire.
- Certo che ho paura, ma preferisco non aver a che fare con te. Tu mi fai trattenere il fiato e nascondermi.
- Se hai paura è perché sai perfettamente che sei una debole. E questo non è bene.
Ti aiuto a infilarti il cappuccio,così puoi battere i denti senza che nessuno ti veda. Che lo sai che battere i denti non è cosa che va bene.
- Non è di moda insomma aver paura?
- No, assolutamente.
- E la questione è che gli altri, la gente, può pensar male di me.
- Ovvio, l'importante è l'impressione. L'immagine che si offre di sé deve essere vincente. Per tranquillizzare. Sorridere, essere vincenti, rasserenare.
Lo sai fare da sola? Noooooo.
- Invece io so fare cose che tu non sapresti mai fare.
- Bella questa, sentiamo...
- Io so abbracciare. Ma non un abbraccio di quelli secchi, cara. Io quando abbraccio, cingo e scaldo. Tu questo lo sai fare?
- Io, ehm, ...non mi ha mai abbracciato nessuno. E si stropicciano i vestiti.
- Beh, per quello io non sono mai stirata. Ma sono una abbracciata.
Anche se ho paura. Come la mettiamo? Anzi, vuoi che proviamo, io e te? Non ci vede nessuno.
- Ehm, non so.
- Dai, ci proviamo. Lasciami fare.Ecco, ti sto abbracciando. Togli quel cappuccio che nascondi dietro la schiena. Via, buttalo via. Non mi serve per abbracciarti.
- Ok, lo butto. E sto ferma.
- Sì e adesso allarga le braccia pure tu. E stringimi.
- Va bene.
- Come ti senti?
- Calda e stropicciata.
- Non sei alla moda, eh!
- Oddio, non raccontarlo a nessuno, per favore.
- Va bene, adesso smetto.
- No, per favore. Restiamo così ancora un attimo.
- Ci prendi gusto, maledetta ?
- No, è che mi sento sola.
- Capita anche a me, non preoccuparti. Poi passa.
mercoledì 6 maggio 2009
Anicette
Mi sono fermata in un negozietto e ho ritrovato, per caso, le anicette. Le caramelline di quando ero bambina. Quadretti di zucchero all'anice. Ce ne sono bianchi, celesti, rosa e verdini. Ne ho un sacchetto pieno e me lo sono messo nella tasca della giacca e ci cammino assieme e quando ho voglia di dolcezza pungente, infilo una mano in tasca e prendo una anicetta. La succhio lentamente che spero non finisca in fretta il sapore dolce e poi verso la fine, quando cominci oltre alla lingua a metter in moto i denti , con piccoli morsetti, arriva il pungente dell'anice. Piccole vibrazioni del palato, che mi piacciono cosi' tanto che per ripeterle faccio il bis. Quando ero bambina e mi dicevano che ero troppo vivace, troppo curiosa, troppo decisa a far di testa mia e mi facevano sentire inadeguata, io mi nascondevo in camera, sotto il lenzuolone con le mie barbie e le mie anicette, e giocavo in un mondo tutto mio, dolce e pungente. Adesso sembra che il tempo, che so che e' passato, eccome, si sia ridotto ai pochi secondi in cui il mio braccio smette di far quel che deve e infila la mano, deciso, nella tasca per frugare nel sacchetto delle anicette, senza scegliere. Non sono sotto il lenzuolo, le bambole non ci sono più ma io vivo ancora nel mio mondo, in mezzo a quadretti zuccherosi e pungenti. I bianchi sono per i momenti in cui ho bisogno di non sentirmi sempre una che non ce la fa. I verdi sono per quando penso di vivere sulla luna, dove gli alieni mi abbracciano. I rosa sono per quando vorrei sentirmi bella da squarciare un petto e i blu sono per quando servirebbe una nuvola per andar lontano dalle mie incapacita' e farmi giocare con i venti, a rincorrere le aquile. Oggi come allora, io e le mie anicette. Io e la mia inadeguatezza. Ecco, gli amici inseparabili.
La nausea ottimista
Io il bicchiere lo vedo sempre mezzo pieno. Sarò una potenziale alcolista, dirà qualcuno, ma l'ottimismo fa sempre capolino nel mio cervello. Anche quando, come in questi giorni, la nausea è forte. Perché ha ragione Caparezza quando urla dal suo palco, che il più grosso male del paese in cui vivo oggi è la sistematica azione di demolizione della cultura. Anche della voglia di costruirsi una cultura.
Vado a letto nauseata, ma poi al risveglio, al mattino, basta un raggio di sole e una bella canzone, e io penso che, cavoli, avrò la nausea, ma la vita è bella. La mia vita è bella. E anche se spesso sono triste, perché vorrei abbracci che magari non arrivano,perché mi aspetto gratificazioni che non sono dietro l'angolo, io lo so, forte e chiaro, che là fuori c'è gente bella, sorrisi entusiasmanti, facce che rassicurano che sembrano fatte di pane appena sfornato, occhi curiosi che metterebbero nei guai le giovani marmotte e cervelli che non si fermano, e anche se non sono immersi a fondo nel mio ecosistema amicale, il solo fatto che ci siano in questo paese persone così, è per me consolante.
E la tristezza, penso, è un velo grigio che ti impedisce di vedere il sole, se stai sempre a rimuginare sui tuoi errori e sulle tue mancanze. E la felicità è , a volte, solo la capacità di scostare il tendone grigio smog e capire che la questione non è accontentarsi ma avere il coraggio, piccolo piccolo ma fondamentale, di vivere. Aggrappati alla sicurezza di poter sempre fare un piccolo, scemo, atto di ribellione e non di sopravvivere attaccati alla zavorra.
Vado a letto nauseata, ma poi al risveglio, al mattino, basta un raggio di sole e una bella canzone, e io penso che, cavoli, avrò la nausea, ma la vita è bella. La mia vita è bella. E anche se spesso sono triste, perché vorrei abbracci che magari non arrivano,perché mi aspetto gratificazioni che non sono dietro l'angolo, io lo so, forte e chiaro, che là fuori c'è gente bella, sorrisi entusiasmanti, facce che rassicurano che sembrano fatte di pane appena sfornato, occhi curiosi che metterebbero nei guai le giovani marmotte e cervelli che non si fermano, e anche se non sono immersi a fondo nel mio ecosistema amicale, il solo fatto che ci siano in questo paese persone così, è per me consolante.
E la tristezza, penso, è un velo grigio che ti impedisce di vedere il sole, se stai sempre a rimuginare sui tuoi errori e sulle tue mancanze. E la felicità è , a volte, solo la capacità di scostare il tendone grigio smog e capire che la questione non è accontentarsi ma avere il coraggio, piccolo piccolo ma fondamentale, di vivere. Aggrappati alla sicurezza di poter sempre fare un piccolo, scemo, atto di ribellione e non di sopravvivere attaccati alla zavorra.
martedì 5 maggio 2009
lunedì 4 maggio 2009
Di notte nell'orto storto
Ho dormito stanotte, come non dormivo da mesi, col sonno stanco dei bambini, in una casa non mia, in un letto non mio e troppo piccolo, ma col sorriso.
E il ricordo di un plaid che mi ha protetto dall'umidità della sera, dopo una cena davanti al fuoco del caminetto, ed una passeggiata a mezzanotte dentro l'orto storto, per "bagnarlo" con un prosecco e augurargli lunga vita ed una caccia improvvisa, armati di pila, per acchiappare le lumache che ci stanno mangiando tutti i cavoli.
La festa dell'orto storto è riuscita, i bambini si sono divertiti, io ho al solito ballato troppo, ho rimediato il secchio di acqua gelida in testa a metà pomeriggio ( ma mi ero premunita con un cambio di abiti al seguito), Leda la lupa alla fine è risultata l'unica ubriaca del gruppo dei 30. E' avanzata carne e Leda ha il pasto assicurato per una settimana. Cantando Frank Sinatra stavolta non ho perso la voce e comunque c'era un plaid a salvarmi dall'umido della notte. E la melissa cresce che è un piacere, come le patate e le melanzane.
E' andata, adesso sono di nuovo a casa. Cambio d'abiti e via al lavoro. Col sorriso. Ed un dubbio...la lotta contro le "imeghe" quanto andrà avanti?
domenica 3 maggio 2009
Attenti al colpo di scena
Ieri ho cucinato che oggi si fa festa, cielo permettendo.Trenta persone affamate, cinque bambini e un lupacchiotto per festeggiare l'orto storto, è l'inaugurazione ufficiale. C'ho da fare insomma...Mi sto prendendo qualche pausa, nel possibile, perché così penso meglio. Mi sono svegliata oggi con la notizia , sulla bocca di tutti, che lei chiederà il divorzio. Non è l'unica a far questo pensiero in questo preciso momento. Uomini o donne , non faccio differenza. Forse lei lo farà davvero, ha anche i soldi per affrontare tutto in tranquillità. E' diciamolo, anche, il pensiero più normale nella situazione in cui si trova. E forse, se avrà il coraggio di andare fino in fondo, dimostrerà che le donne non sono solo quelle che ho visto in questi giorni sui giornali.
Belle ragazze che in quattro giorni di corso pensano di poterci rappresentare in Europa, che vivono la politica come se fosse solo una candidatura, sancita da una firma dal notaio, o un trampolino verso il successo.
E poi mi piace pensare che il marito di lei oggi si senta alquanto incasinato, lui che può tutto e che soprattutto può sentirsi, non come molti di noi, sempre socialmente accettato, anche se divorziato e forse prossimo ad un nuovo divorzio e con una ragazzina che non è figlia sua ma lo chiama Papi, su cui vabbé tralascio, si è detto troppo.
Ma se un minimo ho capito come funziona, temo ci sarà il colpo di scena.
Perché qualcosa sta pensando il marito, non può certo lasciar andar le cose come devono andare.
Diventerà faccenda alla Stranamore con pubbliche dichiarazioni d'amore, pubblici regali costosi e super atteggiamenti romantici, per tentare la riconquista? Il tutto ovviamente ripreso dalle telecamere? Potrebbe anche andar così, pensateci, trasformare un divorzio in un affare di stato, che ci incolla al video per piangere commossi alle prodezze di lui per evitare la fine di una storia d'amore e riconquistare lei.
Tutti incollati al video, noi italiani che alla fine siamo gran romantici, eh, mentre fuori dalla finestra il nostro paese ce lo stanno geneticamente modificando e noi, o almeno la maggior parte, manco se ne accorge.
Buona visione, io vado in orto
Belle ragazze che in quattro giorni di corso pensano di poterci rappresentare in Europa, che vivono la politica come se fosse solo una candidatura, sancita da una firma dal notaio, o un trampolino verso il successo.
E poi mi piace pensare che il marito di lei oggi si senta alquanto incasinato, lui che può tutto e che soprattutto può sentirsi, non come molti di noi, sempre socialmente accettato, anche se divorziato e forse prossimo ad un nuovo divorzio e con una ragazzina che non è figlia sua ma lo chiama Papi, su cui vabbé tralascio, si è detto troppo.
Ma se un minimo ho capito come funziona, temo ci sarà il colpo di scena.
Perché qualcosa sta pensando il marito, non può certo lasciar andar le cose come devono andare.
Diventerà faccenda alla Stranamore con pubbliche dichiarazioni d'amore, pubblici regali costosi e super atteggiamenti romantici, per tentare la riconquista? Il tutto ovviamente ripreso dalle telecamere? Potrebbe anche andar così, pensateci, trasformare un divorzio in un affare di stato, che ci incolla al video per piangere commossi alle prodezze di lui per evitare la fine di una storia d'amore e riconquistare lei.
Tutti incollati al video, noi italiani che alla fine siamo gran romantici, eh, mentre fuori dalla finestra il nostro paese ce lo stanno geneticamente modificando e noi, o almeno la maggior parte, manco se ne accorge.
Buona visione, io vado in orto
sabato 2 maggio 2009
venerdì 1 maggio 2009
Coraggio
Buon 1° maggio, a chi è a Matera al camp e a chi è a casa. A chi va in piazza alle manifestazioni dei sindacati e a chi sarà in Abruzzo, oggi. Buon 1° maggio a chi il lavoro ce l'ha e a chi, purtroppo, l'ha perso e sono tantissimi. A chi con il lavoro si è ferito, e penso anche a chi di lavoro ancora oggi muore e non sarà a festeggiare. Questo non è solo un giorno di festa ma un giorno di impegno. E coraggio.
PS: Sarebbe meglio metterlo tutti i giorni l'impegno. :)
PS2: io sarò al forte di Carpenedo, con 400 persone, a divertirmi e a contribuire all'acquisto di pozzi d'acqua per il Togo.
PS: Sarebbe meglio metterlo tutti i giorni l'impegno. :)
PS2: io sarò al forte di Carpenedo, con 400 persone, a divertirmi e a contribuire all'acquisto di pozzi d'acqua per il Togo.
Iscriviti a:
Post (Atom)

hotelushuaia is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at www.hotelushuaia.blogspot.com. Questo blog non è una testata giornalistica ma uno spazio di libera espressione del pensiero personale