Fatacarabina

Fatacarabina

giovedì 13 settembre 2007

Il G8/Allende

Mi tocca ripetermi. Ho visto la puntata di Blunotte di Lucarelli ( vedi altro recente post) dedicata ai fatti del G8 di Genova, all'uccisione di Carlo Giuliano e alla notte "cilena" alla scuola Diaz. Sono passati sei anni ed ancora non riesco a raccapezzarmi del fallimento del sistema dell'ordine pubblico a Genova, dei tantissimi che hanno riportato ferite gravi pur non avendo avuto nulla a che fare con le scorribande dei black block, che non sono stati neanche sfiorati in quei giorni da un provvedimento di arresto o fermo. E i racconti di chi parla di violenze gratuite, inni nazisti e giovani costretti a levare il braccio per un saluto romano, onestamente, mi fanno rabbrividire.
E mi chiedo: questa è democrazia.

Salto, mica tanto, ad un altro argomento. 11 settembre, il giorno del ricordo della tragedia delle torri gemelle. Un pensiero va ovviamente a tutte le vittime, innocenti del terrorismo.
Ma per me l'undici settembre è anche quel giorno del 1972 in cui Salvador Allende perse la vita nell'assalto alla Moneda, il palazzo del governo di Santiago del Cile da parte degli uomini di Pinochet. Moriva il sogno di una democrazia socialista, venivano cancellate vite umane per permettere la nascita di una delle più atroci dittature del Sudamerica.

Meditate...........

venerdì 7 settembre 2007

Mafia

Con una lettera al direttore dell'ANSA, il Consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e l'informazione, Pasquale Cascella, riferisce che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è stato "colpito" dalle parole del cronista dell'ANSA Lirio Abbate "che ha scelto di non cedere alle minacce e alle intimidazioni della mafia" e gli esprime "i suoi sentimenti di solidarietà e di augurio".

Se volete esprimere solidarietà al collega scrivete pure ad ansa punto palermo at ansanet punto it ( segnalato da Cips, vedi link)

mercoledì 5 settembre 2007

L'armadio della vergogna

Grazie a Rai Sat Extra, ieri notte _ gli orari sono sempre tardi per queste cose _ sono riuscita a vedere la puntata di Blu Notte di Lucarelli sull'armadio della vergogna, un capitolo della nostra storia di cui non possiamo affatto andare fieri.
Tutte le documentazioni sui peggiori eccidi compiuti da fascisti ed Ss sono finiti per 60 anni sepolti dentro ad un armadio tarlato, con le porte rivolte al muro, in un sottoscala della Procura Militare. E in nome della ragion di Stato, in tutti questi anni, gli assassini di Marzabotto o di Sant'Anna di Stazzema hanno potuto invecchiare in pace.
In alcuni casi i processi ci sono stati negli ultimi anni ( vedi le due stragi sopra citate), per altri il nulla. Che mi resta della visione della bella trasmissione di Lucarelli? La fortissima sensazione di vergogna di vivere in un paese che si professa democratico ma che nella pratica ma spesso ha preferito tacere, nascondere, occultare la verità.

lunedì 3 settembre 2007

articoli: solidarietà

articolo del 5 agosto 2007 - se interessato vai al link

«Quando ho incontrato i bambini di Karaitivu ho chiesto a loro cosa gli serviva. E loro mi hanno risposto: ridateci la scuola. Così quando sono rientrato a Mestre dopo la missione in Sri Lanka, ho utilizzato il compenso per realizzare il progetto di una nuova scuola che ho poi regalato alla Protezione Civile ed alle autorità locali». Da ieri ( 5/8/2007) il nome dell’architetto mestrino Giovanni Leone è legato alla nuova scuola di Karaitivu, in Sri Lanka, che, dopo due anni di cantieri, ha aperto i battenti a 1200 ragazzi. Sopravvissuti il 26 dicembre 2004 allo Tsunami che ha devastato tutto il Sud-Est asiatico, lasciandosi dietro distruzione e morte. Ieri nel villaggio è stata festa grande per l’inaugurazione della scuola progettata da Leone, ultimo atto della grande opera di ricostruzione finanziata dal governo italiano ed attuata dalla Protezione Civile. «Con gli aiuti arrivati dall’Italia è stata ricostruita la caserma dei pompieri, realizzato un ospedale e ristrutturato un secondo presidio sanitario. Non è stato facile lavorare, in quel paese c’è la guerra: 1800 le vittime calcolate dall’inizio di quest’anno». Leone, seppur invitato all’inaugurazione, è rimasto a Mestre. «Con i duemila euro del biglietto aereo, si costruisce una casa in Sri Lanka», si scusa. Ma è nel suo stile. Per Leone per ricostruire occorre puntare sulla qualità degli interventi, evitando speculazioni, assumendo maestranze locali per i cantieri e utilizzando al massimo le risorse disponibili. Leone a Mestre è noto come il responsabile dei restauri del teatro Toniolo. Ma dal dicembre 2004, un pezzo del suo cuore si è spostato nel sud dell’India. Ha fondato una Onlus, la «Spazio Sud», per portare aiuti concreti e si è messo a ricostruire villaggi distrutti dallo Tsunami. Poi la chiamata in Sri Lanka, come consulente della Protezione civile per le opere di ricostruzione. A candidarlo è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Come esperto, ho aiutato ad impostare i progetti. E poi ho dato il mio personale contributo, regalando il progetto della scuola, che era andata completamente distrutta». Per realizzare il progetto Leone ha studiato la cultura e l’architettura locale, puntando su soluzioni semplici ma innovative. «Ho studiato le caratteristiche costruttive del paese, l’ambiente, la cultura. In Sri Lanka c’è un tasso di scolarizzazione altissimo e la scuola è anche il centro di vita dei villaggi, ospita anche la casa delle assemblee. E’ insomma un magnete sociale, e allora io ho puntato su questo, oltre che alla semplicità, per il mio progetto che è un contributo alla ricostruzione e la nostra offerta di pace alla comunità». La scuola ricostruita guarda verso il tempio Indù, con il nuovo corpo di fabbrica si è arrivati a 40 aule. Ci sono vasche per la raccolta dell’acqua, ampie fasce boscate che difendono dal mare, piastre elevate di collegamento tra i vari edifici e rampe per i disabili. Alberi e posizione degli alloggi consentono una perfetta ventilazione, senza ricorrere ai condizionatori, e gli edifici comuni (palestra, mensa, uffici) serviranno anche alle altre attività sociali del villaggio.



Un architetto mite e simpatico, che si definisce un «cittadino del mondo ma siciliano di Venezia e Mestre». L’architetto Giovanni Leone vive a Mestre dal 1985. La Sicilia gli ha dato i natali e l’ Oriente lo ha stregato. Il suo nome a Mestre è legato a filo doppio ai lavori di restauro del teatro Toniolo, a cui lavora dal 2001. Dal 26 dicembre 2004 la ricostruzione dei villaggi colpiti dallo Tsunami è diventata il suo secondo lavoro. Leone ha creato l’associazione «Spazio Sud» ed ha cominciato ad investire una parte dei propri guadagni nelle opere di ricostruzione. Nel marzo scorso ha abbracciato in Galleria Matteotti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita in città. «In occasione dello Tsunami gli ho scritto cercando aiuto per la mia associazione. Nessuno mi badava ma lui che allora era tra i «saggi» dell’ emergenza, lesse la mia lettera e mi segnalò alla Protezione civile». Dopo è storia attuale. Leone è diventato consulente in Sri Lanka per le iniziative umanitarie. E molto è deciso a fare ancora, per ricostruire - spiega - i villaggi delle isole Andamane. «Volete aiutarmi davvero - ci dice - allora segnalate il codice fiscale della mia associazione per il 5 per mille». Detto, fatto. il numero è il 90115670276.

articoli:ambiente-2

Incentivi per rottamare il vecchio motorino
a 50cc ed acquistare mezzi a due ruote
a basso livello di emissioni. In città l'opportunità
offerta da giugno da un provvedimento
del Ministero dell'Ambiente che
ha messo a disposizione per questa campagna
di ecoincentivi ben 15 milioni di euro
non è ancora conosciuta alla maggioranza
dei cittadini. Colpa anche della scarsa informazione
data ad esempio dagli enti locali
che sono chiamati, anche se non direttamente,
a promuovere e sostenere queste
iniziative a favore dell'ambiente e dell'aria
che respiriamo in città. Perchè anche i
vecchi motorini (come i vecchi autobus e
qualsiasi mezzo con troppi anni sulle spalle)
contribuiscono ad inquinare, quanto le
automobili.
Il Comune di Venezia si è limitato
a segnalare l'opportunità
nel sito internet della Direzione
ambiente. La Provincia
ha invece inserito la notizia
nel sito del Mobility manager.
Da pochi giorni anche
l'associazione dei demolitori
di autoveicoli, coinvolti direttamente
nell'iniziativa, ha
pensato bene di rilanciare
l'opportunità fornendo ai cittadini
interessati anche l'elenco
dei centri di demolizione
che partecipano all'iniziativa.
Ma vediamo anzitutto come
funziona.
Per la prima volta tutti i
possessori di ciclomotori Euro
zero (50 cc) o comunque costruiti
prima del 2001 possono
ottenere sconti per demolire
il vecchi motorino e acquistare
bici o ciclomotori più rispettosi
dell'ambiente.
E' prevista anche la copertura
totale delle spese di demolizione
anche senza acquistare
un mezzo nuovo. A fronte
della demolizione del vecchio
e inquinante {cinquantino}
si possono ottenere incentivi
economici per acquistare
una bicicletta (30 per cento
del prezzo di listino, fino ad
un massimo di 250 euro), un
motociclo o quadriciclo a trazione
elettrica (il 30% del
prezzo fino a un massimo di
mille euro); un ciclomotore
elettrico o una bicicletta a pedalata
assistita che tanto successo
hanno avuto a Mestre
proprio grazie alle campagne
di incentivo all'acquisto organizzate
da Regione e amministrazione
comunale (30 per
cento del prezzo fino a 700 euro);
o ancora un ciclomotore
Euro 2.
Per il due tempi l'incentivo
è di massimo 150 euro (l'8 per
cento del listino), per il quattro
tempi si arriva a 300 euro
(il 15 per cento del prezzo di listino).
Per la demolizione è necessario
presentare la fotocopia
della tassa di circolazione in
corso di validità o dell'anno
precedente. Solo nel caso di
rottamazione non legata ad
un nuovo acquisto ci si deve
rivolgere direttamente al demolitore
(quattro in provincia
di Venezia: a Camponogara,
Mestre, Mirano e Marghera,
per i dettagli visionare il
sito internet www.ada-net.it).
Chi invece vincola la demolizione
del vecchio {cinquantino}
ad un acquisto, si deve rivolgere
al concessionario
chiedendo l'attivazione dell'eco-incentivo.
Informazioni sono a disposizione
dell'utenza anche sul sito
dell'Ancma, Associazione
nazionale ciclo motocicli e accessori,
all'indirizzo www.ancma.it.
Al ritorno dalle ferie
potrebbe essere una buona occasione
di cui approfittare
per dotarsi di un mezzo ecologico
o, comunque, meno inquinante.

articoli:ambiente

Il Comune di Venezia lancia, tra i primi in Italia, il progetto
del {buono} per la mobilità sostenibile. Dopo i voucher
per la pausa pranzo, arrivano dalla primavera del
2008 i ticket pagati dalle aziende che permetteranno ai dipendenti
di acquistare, ad esempio, un abbonamento per
gli autobus Actv o una bicicletta elettrica o il carburante
{pulito} per l'auto. Lasciando a casa l'automobile che inquina.
{E' una piccola rivoluzione che interesserà tutti i
lavoratori}, dice l'assessore Mingardi.
Il {buono} per la mobilità sostenibile
è un vecchio progetto
rimasto nel cuore di Enrico
Mingardi fin da quando era
presidente dell'Asstra, l'associazione
delle aziende di trasporto.
Oggi che è assessore alla
Mobilità a Venezia, Mingardi
ha deciso di realizzarlo, forte
del sostegno di Marcello Panettoni,
presidente di Actv. Immaginatevi
un pezzo di carta o
una piccola scheda magnetica,
con un valore che può andare
da 1 a 258 euro. Il principio è lo
stesso dei voucher che oggi migliaia
di aziende forniscono ai
dipendenti per la pausa pranzo.
Ma stavolta il {buono} non
si usa per mangiare ma per ottenere
servizi legati alla mobilità.
Si potrà usare per pagare
l'abbonamento dell'Actv, finanziare
la trasformazione dell'auto
da benzina a Gpl o l'acquisto
di biciclette tradizionali, di
quelle elettriche - a pedalata assistita,
scooter e macchine elettriche,
per pagare il carburante
{pulito} ovvero il pieno di
Gpl o metano, pagare il parcheggio
(sempre se si utilizzano
vetture elettriche o a gas),
abbonarsi al car sharing, pagare
i controlli del bollino blu. La
Direzione Mobilità ha pubblicato
martedì un avviso per cercare
aziende del settore che si accollino
la gestione del progetto:
dovranno stampare i buoni,
con tanto di logo dell'amministrazione
comunale, stilare un
elenco di partner convenzionati,
ovvero soggetti con cui creare
accordi per garantire l'utilizzo
dei ticket (dalle aziende di
trasporto ai distributori di benzina,
dai rivenditori di auto,
scooter e biciclette all'Asm,
per fare qualche esempio) e
poi andare a proporre la novità
alle aziende del territorio
veneziano, in primis quelle
che si sono già dotate del Mobility
manager aziendale. Tra le
prime interessate, sulla carta,
ci sono le Aeronavali, la Fincantieri,
la Cassa di Risparmio
di Venezia. {Ma tutta la base lavorativa
è interessata _ spiega
l'assessore Mingardi _ perchè
l'introduzione del buono
per la mobilità mira a sostenere
l'utilizzo di mezzi alternativi
all'auto privata, rientra nella
contrattazione di secondo livello
tra lavoratori ed azienda
ed è fiscalmente esente, grazie
alle disposizioni della Finanziaria}.
Il bando scade a metà settembre
e la diffusione del buono
potrebbe partire dalla primavera
del 2008. {Conto di organizzare
degli incontri con le
categorie di industria, artigianato
e commercio, le categorie
firmatarie dei grandi accordi
nazionali per proporre questo
progetto che è utile sia ai lavoratori
ma anche alle loro famiglie.
Poi faremo anche un ragionamento
con i dipendenti
comunali}. La convenienza fiscale
del {buono} mobilità lo
rende particolarmente attraente:
inserito nelle contrattazioni
sugli integrativi, il voucher
che può arrivare ad un importo
massimo di 258 euro non incide
sul reddito del dipendente
ed è interamente detraibile dalle
aziende. Il Comune di Venezia
ha deciso di contribuire all'introduzione
del buono, con
uno stanziamento di 26 mila euro
che sarà usato per cofinanziare
gli interventi delle aziende
che vorranno applicarlo per
i loro dipendenti. Il progetto,
tra i primi in Italia, potrebbe ottenere
contributi anche dal Ministero
dell'Ambiente.

domenica 2 settembre 2007

Yovo a Turisti per Caso

Segnalazione per gli amici appassionati di solidarietà concreta.

La solidarietà con il terzo mondo passa anche attraverso il divertimento. Ed ora finisce anche protagonista di una delle puntate della nota e seguita trasmissione «Turisti per caso» di Raitre. Feste, grigliate e party, sottoscrizioni in occasione di matrimoni, funerali e battesimi è il meccanismo studiato dall’associazione di Mestre «Yovo» per finanziare interventi diretti di sostegno alle popolazioni del Togo. Grazie alle tante iniziative si raccolgono fondi per portare direttamente aiuti sanitari, biciclette e pozzi per l’acqua. L’associazione Yovo nata nel 2003 dall’impegno di Stefano Nerozzi di Carpenedo e Luca Polo di Altobello, e che ha raccolto attorno a sè tantissimi giovani soci ma anche sostenitori di tutte le età, sarà protagonista domani 3 settembre alle 21 dell’ultima puntata della serie di «Evoluti per caso» con Syusy Bladi e Patrizio Roversi sulle tracce dei viaggi di Darwin. La puntata sul Togo doveva chiudere la scorsa stagione di «Turisti per caso» ma era stata cancellata dal palinsesto Rai. Viene ora riproposta in coda al programma con il titolo «La nostra Africa». Syusy Bladi in Togo ha incontrato ed intervistato Stefano Nerozzi dell’associazione Yovo ed ha visto da vicino il lavoro dei volontari mestrini. E’ l’occasione per conoscere da vicino un progetto di solidarietà che è nato nella nostra città.

www.yovo.it

articoli:acqua

Dalle prove di degustazione alle campagne pro «bicchiere del sindaco». Anche a Venezia c’è chi è convinto che il mondo sarà migliore se beviamo l’acqua di casa. E gli estimatori crescono anche se il 60 % degli italiani preferisce la bottiglia. Siamo i primi consumatori al mondo, 190 litri l’anno a testa. Il nostro acquedotto. «L’acqua del nostro acquedotto è al 90% di falda, estratta da 44 pozzi a 300 metri di profondità in 5 campi nella zona di confine tra Padova, Treviso e Venezia. Non siamo gli unici ad attingere da quella falda, è la stessa della San Benedetto - spiega Alessandro Gaburro, responsabile dell’area impianti acquedotto di Vesta - La qualità dell’acqua è buona e meno costosa. E’ regolata dal decreto 31 del 2001. I nostri impianti sono controllati sistematicamente dall’Asl. Svolgiamo 36.350 analisi l’anno per l’impianto di Ca’ Solaro che convoglia l’acqua del Sile; sulle acque di falda siamo a 5748 analisi in un anno». L’acquedotto di Vesta eroga dai 60 ai 62 milioni di metri cubi (2 metri cubi al secondo) e ne fattura circa 45 milioni. Facciamo una prova. Nella tabella abbiamo confrontato le analisi dichiarate da Vesta e le etichette di cinque note marche, tra cui la San Benedetto. Tra l’acqua potabile di Mestre Centro e la nota azienda, leader in Europa, non c’è una differenza evidente per noi che non siamo chimici. Alti i livelli di cloruri e solfati nell’acqua pubblica che ha più calcio di quella in bottiglia. Fatte salve le acque con fini terapeutici e i gusti personali, grandi differenze non ci sono. E una inchiesta di Altroconsumo conferma: «Bere dalla bottiglia o dal rubinetto fa una notevole differenza solo per il portafoglio». Il portafoglio. «Un litro di minerale o oligominerale costa mediamente 500 volte di più di quella erogata da Vesta», si legge sul sito dell’azienda. Altra prova. Una bottiglia da mezzo litro acquistata al distributore in ufficio costa 35 centesimi. La tariffa base della potabile a Mestre è di 0,34 centesimi per metro cubo, ovvero mille litri. Convertiti al rubinetto. Tra i convertiti alla potabile c’è l’assessore comunale all’Ambiente Pierantonio Belcaro. «Sì, ora bevo solo quella del rubinetto. E’ buona e si risparmia. Ma non condanno - spiega - chi sceglie la bottiglia. E’ questione di stili di vita. Il Comune di Venezia al centro Altraeconomia all’ex Plip di Carpenedo ha installato un distributore di acqua dell’acquedotto». Decisamente più rigoroso l’ambientalista mestrino Michele Boato. «La mia famiglia consuma solo l’acqua di rubinetto, noi per dissetarci spendiamo al massimo due euro l’anno. Al supermercato ho discusso con persone che bevono solo acqua in bottiglia. La scelgono senza motivo, a parte quelli che amano la gassata. Invece si risparmia e si tutela l’ambiente: la minerale viaggia sui tir, è contenuta in contenitori di plastica. Solo nei ristoranti è rimasto il vetro a rendere». La campagna. Il sito della Direzione Ambiente del Comune di Venezia segnala la campagna «Imbrocchiamola» che promuove bar e ristoranti che servono l’acqua «del sindaco», potabile e gratuita. Da Venezia solo quattro segnalazioni. Si chiede così di porre freno alla massiccia pubblicità delle aziende (379 milioni di euro l’anno), a scapito degli acquedotti. L’acqua potabile, dicono i promotori, va equiparata al latte materno che è «bene primario».

venerdì 31 agosto 2007

Sfoghi mestrepolitani

"Sei di Venezia o abiti nei dintorni?". E' questa la classica domanda che un veneziano si sente porre, specie quando e' all'estero. E quei dintorni obbligano irrimediabilmente ad una sola risposta. "Sono di Mestre".
Mestre, appunto. Che non e' periferia di Venezia ma entità che cresce e si sviluppa, rimanendo nella sua indole sempre una frazione.
Che non fa il salto di qualità. Della serie, come si dice in veneziano "voria ma no poso".
Invece, io sono convinta _ come tanti della mia generazione _ che Mestre il salto lo abbia già fatto e che abbia bisogno ora di progetti, idee, spinte, pulsioni per diventare davvero città. All'ombra di un gioiello come Venezia, ma proiettata in avanti per ottenere una propria autonomia, non amministrativa che non serve, ma di identità, di scelte e di obiettivi.
Che città vogliamo? Io vorrei meno tangenziale e traffico e più cultura e progetti innovativi. Più biciclette e tanta, tanta integrazione con gli stranieri che sono venuti ad abitare qui.
Vorrei che questo blog servisse anche a questo, a confrontarsi su questa terraferma che non è hinterland ma è già oltre, che ingloba frazioni e Comuni vicini. In cui i giovani hanno una importanza notevole, ma dove la discussione pare essersi arenata.
Se ci siete, basta bussare...

George

George, quante contraddizioni. Il suo splendido sorriso sulla passerella della mostra del Cinema di Venezia cerca di far dimenticare la brutta figura rimediata da Clooney. Che presenta a Venezia un film ( bello non so, lo andrò a vedere) contro lo strapotere delle multinazionali, e poi non sa replicate al giornalista che gli fa notare, in conferenza stampa, che lui, si tu George, fai pubblicità ad un marchio della Nestlè. Ovvero al non plus ultra della multinazionale.
Che gaffe!
Spero che dall'incoerenza nasca una reazione e non rimanga ai posteri solo la bella faccia di George che non sa che dire. Almeno, ad un certo punto, ha scelto di tacere.
Che vi assicuro a volte, è la scelta migliore.
Gaffe, ma con stile, quindi!.
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