Fatacarabina

Fatacarabina

giovedì 7 agosto 2008

Gli uomini, che fatica

Per carità adesso sono grande e avrei dovuto insomma farmene una ragione.
Ma aver a che fare con gli uomini, oggi, è davvero una impresa ardua.
Infantili, silenziosi, bloccati oppure monoschematici, interessati solo ad una cosa ( il benemerito sesso).
Passatemi lo sfogo, ma averci a che fare è davvero un casino.
E alla fine la cosa peggiore è che sei sempre tu, donna, a non andare bene perchè troppo passionale, troppo fantasiosa, troppo affettuosa oppure, che è peggio come definizione, troppo intelligente.

e che palle!!!

mercoledì 6 agosto 2008

Prostituzione e soldati

Cinquecento euro di multa ai clienti delle prostitute. Ha iniziato Verona, seguita da Padova ed ora da altre città venete. Oggi è arrivata anche l'adesione di Milano.
Dopo l'esercito mandato nelle piazze per lo spot sulla sicurezza del governo Berlusconi, una bella azione mirata per renderci più insicuri di prima, visto che alla vista dell'esercito tutti ci preoccupiamo di più, adesso è partita un'altra crociata estiva che può contare sulla ottima cassa di risonanza della televisione.
Guardo i servizi e non trovo un riferimento che sia uno alle tante questioni che stanno dietro il fenomeno della prostituzione.
Da un lato, la multa al cliente è certamente un meccanismo per mostrare che le amministrazioni locali, sempre più con i bilanci all'osso se non in rosso, qualcosa stanno facendo.
Ma dai servizi della tv non esce una riflessione che sia una sulle questioni di fondo. La tratta internazionale di esseri umani, gli affari floridissimi che le organizzazioni criminali fanno sul corpo di migliaia di donne straniere, costrette a battere il marciapiede. Tutti preferirebbero spostarle dal marciapiede alle case, chiuse è meglio. Ma come mi ha ricordato don Dino Pistolato della Caritas, se già oggi queste ragazze in strada per noi sono fantasmi, figuriamoci quando lavoreranno solo dentro le case. Saranno delle invisibili e per gli operatori sarà difficilissimi avvicinarle, convincerle magari a denunciare gli sfruttatori o anche solo assicurare loro forme di assistenza sanitaria. Doverose.
Chi si occuperà di loro? L'altra sera in tv ho visto una vecchia puntata, una replica, di Markette, con Chiambretti impegnato ad intervistare il direttore di Libero Mercato.
La prostituzione come il mercato degli articoli, servizi e prodotti legati al sesso, sono in costante attivo. Una frase pronunciata mi ha colpito: il direttore sosteneva che i fondi tedeschi collegati all'industria del sesso in Borsa sono quelli più sicuri, perchè quando l'economia va male , solo quel titolo invece cresce.
Quando ci sentiamo insicuri ci rifugiamo nel caro vecchio sesso.
Vuoi vedere che come reazione all'arrivo dei militari, alla paura che monta.......

No, non voglio neanche pensarci
ciao

L'ho trovata, ne parlavamo ieri sera tra amici, del vecchio Paz...

giovedì 31 luglio 2008

Il cervello

Leggetevi l'intervista a Mortellini su TuttoScienze-La Stampa
"Il cervello fa sempre lo sgambetto".
Perfetto, dopo i miei bilanci personali

Tempo di bilanci

Chi mi conosce non faticherà a capire il perchè: ma oggi, se penso a domani, mi accorgo che è tempo di bilanci.
E' tempo di tirar i remi in barca e guardarsi attorno.
E la sensazione più bella che porto di quest'anno al personale, è la ritrovata voglia di scrivere per il gusto di comunicare: le poesie e i racconti finora nascosti a tutti un pò alla volta stanno uscendo allo scoperto, diventano una importante forma di comunicazione tra me e gli altri.
E su questa strada ho intenzione di proseguire ancora, perchè senza fantasia e comunicazione non si va da nessuna parte.
Non che io sappia comunque oggi dove voglio andare davvero: penso al mio futuro e mi auguro di essere anzitutto serena in tutto quello che faccio.
E di non essere anzitutto solo una cosa, ma di aver molto da dare grazie alle mie diverse personalità.
Ho scoperto quest'anno che dai mali dell'essere si può uscire, con fatica certo, ma anche con determinazione. Il percorso è iniziato e non è ancora finito.
Ho scoperto che credevo di essere una anti-conformista ed invece per una fetta del mio mondo sono una pennivendola snob, che ragiona solo di alte questioni e pensa poco alle banalità della vita quotidiana.
Ho scoperto che rivedere chi mi ha fatto tanto soffrire fa male ma se ti sei curato le ferite in assoluta solitudine, diventi forte al punto che puoi far tranquillamente finta di non sentire quel dolore che torna come una staffilata, tra il polmone e la pancia.
Ho scoperto che ho amici che mi adorano davvero e che per me si butterebbero nel fuoco.
Ho scoperto cervelli che sono assolutamente dissonanti dal mio ed altri con i quali spero di fare un lungo percorso di conoscenza e divertimento.
Ho scoperto che ho bisogno di condividere con gli altri quello che sono diventata oggi.
Ho scoperto che sono sola, ma che soltanto amandomi, non soffrirò mai di solitudine.
Ho scoperto che una famiglia, anche se oramai allargata, ce l'ho ed è un vero rifugio.

Non ho ancora imparato invece a non farmi travolgere dalla passione per gli uomini.
Non ho ancora imparato a fregarmene delle cattiverie altrui e a girare lo sguardo altrove.
Non ho ancora imparato a non incazzarmi davanti alle ingiustizie.

Cosa mi aspetto per domani? Vorrei una sorpresa, inattesa, di quelle che profumano di buono. Vorrei una bella storia d'amore ( e diciamolo su...mica ci si deve vergognare).
Vorrei possedere una sola certezza assoluta. Di quelle da nascondere alla vista degli altri come una perla preziosa.

Ciao

martedì 29 luglio 2008

Arrivano i nostri

Sono in arrivo i militari. Anche a due passi da casa mia, a Padova.
Per garantirci un'estate di sicurezza, il governo mette nelle strade 3 mila militari, invece di investire nelle forze dell'ordine, diciamo a questo punto , tradizionali.
Ma tutta questa insicurezza e paura, dove è?
Non mi pare che oggi, facendo i conti, abbiamo più paura di ieri. E solo che il panorama attorno a noi è decisamente cambiato. Esci di casa la domenica e scopri che la tua città oggi è decisamente multietnica, che per le strade i mestrini non si vedono ( sono tutti al mare?) mentre la città è invasa di facce ed abiti che arrivano da varie parti del mondo. 
Ci sono luoghi, è vero, dove si ritrovano persone che potrebbero delinquere o che commettono reati, ma questo non è sempre successo?
E allora, a cosa serve l'esercito spendendo 100 milioni di euro? Potenziamo invece i servizi che lavorano per l'integrazione di questi nuovi cittadini, lavoriamo per trasformare le forze dell'ordine in professionisti motivati, altamente specializzati. Anche per trasformare in un ricordo le infamie del g8 di Genova.
Poi ascolto il tg e sento che dei tremila soldati inviati nelle città, solo mille lavoreranno al pattugliamento delle città mentre gli altri presidieranno ambasciate, consolati, enti pubblici.
Insomma, ho capito.
E' solo l'ennesima operazione di marketing urbano, una gran bella operazione di immagine.

domenica 20 luglio 2008

Sedici anni, io sto con loro

Quando avevo sedici anni ( oramai più di vent'anni fa) anch'io mi sentivo a volte vuota, come se non sapessi nulla di me e non sapessi cosa far della mia vita. Non sapevo chi ero, cosa volevo. Sapevo però che volevo fortemente vivere la vita, in tutti i suoi aspetti. Provare di tutto.
Ma la droga, allora, mi faceva paura. Incuriosiva certamente per il mistero che portava con sè quella parola, ma anche terrorizzava. Lavorai per una estate in una cooperativa d'amici, in cui erano impiegati anche degli ex tossicodipendenti. Uno di loro, quell'estate, si impiccò nella baracca vicino al campo dove andavamo tutti assieme a raccogliere pomodori.
E poi la vista della siringa che si conficca nel braccio ( era l'estate dopo e muovevo i primi passi da provetta giornalista in una tv privata), il sangue che entra dall'ago e gli occhi di un ragazzo che si perdono nel nulla, sono bastati per impedirmi di provare esperienze con le droge pesanti, quelle che ti possono ammazzare. Per uno sballo, che poi ti lascia comunque con l'amaro in bocca, con il doloroso bisogno di aggrapparsi a quella condizione di fuoriuscita da sè. Per non pensare troppo a sè stessi e a quello che c'è attorno a noi.
Ripenso a tutto questo, mentre le agenzie raccontano il terribile dolore di due genitori che hanno perso una figlia di appena sedici anni, arrivata a Venezia per festeggiare a modo suo il Redentore, e finita morta su un tavolo in attesa dell'autopsia. Una morte orribile per una pasticchetta sciolta nell'acqua per sballarsi. Oggi la droga non fa paura, lo raccontano anche gli psicologi che entrano nelle scuole per incontrare gli adolescenti. Cocaina, eroina da sniffare, pasticche di ecstasy. Utilizzarle non lascia tracce fisiche apparenti, permette di condurre vite socialmente accettabili. Permette di non far notare la scimmia aggrappata alla spalla.
Ma di questo si parla oggi in Italia troppo poco. E soprattutto si deve far di più. Perchè chi ha sedici anni oggi non è meno vuoto di come ero io alla loro età, ma è certamente più fragile. E spesso solo.

venerdì 18 luglio 2008

domenica 6 luglio 2008

Bei posti

Adoro viaggiare, ma poi , alla fine, torno sempre a casa.
Alla mia Mestre.
Una città brutta, diranno alcuni. Il posto dove sono nata e conto di continuare per un po' a vivere, ribatto io , ma anche uno spazio che è in evoluzione continua e che seppur senza vere tracce del suo passato, nasconde dentro di sè delle scintillanti perle.
Che sono fatte anzitutto dalle persone, che animano luoghi e spazi.
C'è un locale, che è tornato a vivere dopo anni di tristezza.
E' il distributore ed è diventato per noi che lo frequentiamo non solo un pub dove andare a dissetarci e rifocillarci ma anche il ritrovo per incontrarci ed incontrare. Non è pubblicità, non me ne frega farla, ma il "distri" è diventato un po' casa mia perchè qui ci si incontra tra amici e si incontrano persone nuove, che finiscono irrimediabilmente coinvolte in discussioni e battute. Ci sono le birre, i panini buoni. Da qualche giorno anche dei libri. Ci sono moto e auto , quarantenni e poco più che ventenni. Ci sono idee.
C'è una libreria, quella di Billi in via Brenta Vecchia, dove trovi dal libro in voga alla piccola perla editoriale, di quelle per appassionati. Una certezza per chi non fa scelte banali.
C'è un centro culturale, il Candiani, che anche se ha una architettura strana, dentro è sempre pieno di iniziative e di idee.
C'è un parco, l'enorme spazio di San Giuliano, nato sopra ad una discarica ed oggi distesa di verde, in crescita seppur lenta, dove è stato meraviglioso sentir suonare i Police.
C'è un ristorantino, i Pirati, dove vale la visita anche solo bere uno spritz sulla verandina da cui intravvedi Venezia e la laguna, a lato del ponte ferroviario.
C'è uno spazio odoroso, la barena che va da San Giuliano, fino a Campalto e passa oltre fino all'aeroporto Marco Polo e via andare, dove è bello correre in bicicletta nel silenzio della natura.
C'è un forte, anzi più d'uno, attorno al centro città. Luoghi un tempo dei militari, ed oggi non ancora davvero dei cittadini.
C'è Marghera, con la città giardino di Emmer che ti nasconde dai fumi e dai capannoni industriali e dove sembra che la morte chimica non possa esser arrivata. Ed invece sbagli perchè qui ha lasciato il segno.
C'è la pista ciclabile di viale San Marco, oggi intervallata ed infastidita dai cantieri del tram ma sempre ombreggiata.
C'è il giardino intitolato, non dalla toponomastica, ma dal sentire comune della gente, al mio adorato nonno.

C'è la mia vita

lunedì 30 giugno 2008

Intercettazioni

Per capire: ecco l'analisi dettagliata del disegno di legge del Governo del consigliere nazionale Unci Alessandro Galimberti .

Articolo 1
c.1) Amplia i doveri di astensione del giudice, aggiungendo l'ipotesi se ha pubblicamente rilasciato dichiarazioni sul procedimento affidatogli.
c.2 e 3) Prevede una nuova ipotesi che obbliga il procuratore capo a sostituire il pm durante l'udienza, se questi è stato nel frattempo indagato per il reato di rivelazione di segreti d'ufficio (relativi al suo procedimento). Analogo potere ha il procuratore di corte d'appello su capo e sostituti della procura.
Articolo 2
Modifica la disciplina del segreto, stravolgendo la norma chiave della procedura penale, art 114 cpp (copiando pedissequamente dal ddl Mastella). Vieta la pubblicazione del contenuto degli atti di indagine, anche parziale e in forma riassuntiva, sia degli atti del pm sia della difesa fino alla chiusura dell'indagine preliminare ovvero fino dopo l'udienza preliminare, anche se non sussiste più il segreto.
Pertanto non potranno più essere pubblicate nemmeno le ordinanze di custodia cautelare.
Inoltre, come il ddl Mastella, vieta per sempre la pubblicazione di conversazioni intercettate e anche di flussi telematici (posta elettronica etc) di cui sia stata disposta la distruzione - perché non rilevanti ai fini del procedimento per cui sono state attivate - senza distinguere tra posizione dell'indagato e quella di terzi estranei.
La modifica dell'art. 115 cpp impone poi al procuratore della repubblica di informare immediatamente il Consiglio dell'ordine dei giornalisti per le violazioni del divieto di pubblicazione: il consiglio dovrà adottare un provvedimento entro 30 giorni, potendo disporre la sospensione disciplinare fino a tre mesi del giornalista.
Articolo 3
Nuovi limiti per intercettazioni telefoniche, acquisizione tabulati, e intercettazioni ambientali. Alza da 5 a 10 anni la pena che rende attivabili tali mezzi di prova. Il limite resta a 5 anni solo per i delitti contro la pubblica amministrazione. Limite di 5 anni di pena anche se si tratta di reati contro la persona, ma solo se sia la parte offesa a chiedere l'attivazione nei luoghi (e/o utenze telefoniche) di sua disponibilità.
Articolo 4
Il decreto che autorizza le intercettazioni è firmato dal tribunale collegiale, e non più dal giudice preliminare. Le intercettazioni devono essere assolutamente indispensabili per provare il reato e analiticamente giustificate dal pm che le chiede (ma per mafia, terrorismo e minaccia con il mezzo del telefono bastano sufficienti indizi). Il decreto vale 15 giorni, rinnovabile di volta in volta per un massimo di tre mesi.
Articoli 6, 7 e 8
Modalità di svolgimento e acquisizione delle intercettazioni. Tra l'altro: consentito l'uso in un procedimento diverso solo se si tratta di gravi reati (mafia, terrorismo, traffico di armi, di droga, violenza sessuale, rapina, sequestro di persona etc).
Articolo 9
Modifica l'art 292 cpp. Il giudice non può più inserire le intercettazioni telefoniche all'interno dell'ordinanza di custodia cautelare; può richiamarle solo nel contenuto e deve allegarle a parte nel fascicolo del futuro processo.
Articolo 10
L'obbligo del segreto si allarga a tutta l'attività (e non più solo agli atti) di indagine di pm e polizia giudiziaria.
Il pm non potrà più disporre in via eccezionale e con decreto motivato (quindi per necessità di indagine) la pubblicazione di atti dell'inchiesta.
Articolo 11
Allargamento dei casi dell'arresto obbligatorio in flagranza.
Articolo 12
Istituisce il funzionario responsabile della conservazione di verbali e dei supporti informatici contenenti le intercettazioni. Nuove regole di informazione obbligatoria alle amministrazioni da cui dipendono impiegati dello stato e ministri di culto indagati o arrestati.
Articolo 13
Modifiche al Codice penale.- Rivelazione illecita di segreti relativi a procedimento penale: pena aumentata fino a 5 anni per agente qualificato (magistrato, ufficiale di pg, cancellieri e impiegati), 1 anno se la rivelazione è per colpa. Pena di un anno anche per i testimoni che parlino dopo aver deposto.- La violazione di domicilio (3 anni di reclusione) si estende a ogni luogo privato.- Nuovo reato di accesso abusivo (informatico, ndr) ad atti del procedimento penale. Chiunque è soggetto a pene da 1 a 3 anni.- Pubblicazione arbitraria di atti del procedimento. Modificato l'art. 684 del codice penale: l'arresto (nel massimo) passa da 30 giorni a sei mesi, l'ammenda (nel massimo) da 258 a 750 euro.Se la pubblicazione riguarda però le intercettazioni telefoniche, tabulati, intercettazioni ambientali o di flussi informatici, l'arresto sale fino a 3 anni e la multa fino a 1.032 euro.
Articolo 14
Responsabilità dell'editore per in relazione all'art 684cp (pubblicazione arbitraria di atti). Sanzione pecuniaria da 100 a 300 quote (cioé da 25.800 euro a 465 mila euro, a seconda delle dimensioni e dei bilanci aziendali).
Articolo 15
Rettifiche. Modifiche alla legge sulla stampa (47/1948). Per radio e tv la rettifica deve essere pubblicata entro 48 ore dalla richiesta con le medesime modalità e fascia oraria della notizia cui si riferisce Per i siti informatici entro 48 ore dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, modalità di accesso e visibilità.La rettifica va pubblicata senza commento.Per la stampa non periodica l'autore e i co-obbligati devono provvedere entro 7 giorni alla pubblicazione della rettifica a proprie spese su due quotidiani nazionali.
Articolo 16
Abrogazione tecnica.
Articolo 17
Modifiche al codice della privacy (196/2003). In caso di violazione nella modalità di trattamento dei dati, il Garante può disporne il blocco quando vi è il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per uno o più interessati. Il Garante può disporre anche la pubblicazione della decisione su una o più testate; l'Ordine nazionale e i consigli regionali, ma anche le associazioni di editori, possono far pervenire memorie difensive, o chiedere di essere sentiti.L'inosservanza delle decisioni del Garante è punita con la reclusione da tre mesi a due anni.
Articolo 18
Le modifiche contenute in questo disegno di legge non si applicano ai procedimenti pendenti alla data dell'entrata in vigore della legge.
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