Non fate i furbi! Lo sapete benissimo, tutti avete delle amiche o degli amici di serie B. Quelle o quelli a cui volete un bene della madonna, oh sì ma tanto tanto eh, ma con cui non vi verrebbe in mente di organizzare manco un giro a Ramino o una corsa in bicicletta, semplicemente perché quando organizzate qualcosa non vi ricordate mai di loro.
Vi mettete all'opera e scatta la tabula che è più rasa delle pubenda di una pornostar.
Vero, anche voi le avete o li avete, amici così..E poi vi tocca vedere i loro musini stizziti quando si accorgono che loro, ai preparativi, non ci sono mai. Arrivano sempre dopo. Si divertono, certo, capita anche a loro...come si chiaman...ah adesso me lo ricordo.
Beh, non sentitevi in colpa adesso...su. Niente rimorsi.
Tanto anche voi siete, di sicuro, gli amici di serie B di qualcun altro.
Come diceva quello: "Lo vedi amore, che è reciproco?".
Gnegnegnegnegne
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
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giovedì 9 luglio 2009
venerdì 22 maggio 2009
C'ho le fisse
Io sono una persona che parla con tutti, che non ha difficoltà a confrontarsi con le persone, ma sono anche una che ha le sue fisse. C'ho le fisse.
Per me ci sono valori che pesano. E così faccio davvero fatica a ritenere amici...
- Chi non legge libri
- Chi mangia solo insalata e cibi rigorosamente privi di calorie
- Chi si dimentica sempre di chiedermi come sto
- Quanti non usano manciate di ironia per prendermi in giro
- Gli astemi, di cui non mi fido
- Gli integralisti cattolici, che mi annoiano
- Le donne che odiano gli uomini
- Gli uomini che odiano le donne
- Chi si scandalizza per una indianata a Non t'arrabbiare
- Chi non apprezza una partita a briscola alle due di mattina
E di fondo
- Chi non mi ritiene l'essere più megafantastico e simpatico apparso sul pianeta dopo scimmie e zebù.
Per me ci sono valori che pesano. E così faccio davvero fatica a ritenere amici...
- Chi non legge libri
- Chi mangia solo insalata e cibi rigorosamente privi di calorie
- Chi si dimentica sempre di chiedermi come sto
- Quanti non usano manciate di ironia per prendermi in giro
- Gli astemi, di cui non mi fido
- Gli integralisti cattolici, che mi annoiano
- Le donne che odiano gli uomini
- Gli uomini che odiano le donne
- Chi si scandalizza per una indianata a Non t'arrabbiare
- Chi non apprezza una partita a briscola alle due di mattina
E di fondo
- Chi non mi ritiene l'essere più megafantastico e simpatico apparso sul pianeta dopo scimmie e zebù.
mercoledì 29 aprile 2009
Il cancellino
Apro il computer e vado al mio blog e da lì, mentre la caffettiera è sul fuoco e la radio canticchia, finisco sul blog di sidgi e leggo del ctrl+alt+canc.
E non posso non pensare che alla fine capita a tutti quella cosa terribile di esser cancellati. Lei lo ha scritto, con le nuove tecnologie è facilissimo cancellarti.
Non è un semplice vai a quel paese, è il cancellare completamente una amicizia a lasciarmi là, seduta per terra, con neanche un pugno di mosche a tirarmi su il morale , a colpirmi del suo, come sempre, gustoso post.
E' terribile, è vero, non c'è altra definizione.
Io non sono capace, posso far finta di dimenticare, fare ciao ciao con la manina, ma non riesco a cancellare e finisco con il non accettare di esserlo, cancellata, quando in ballo c'è una amicizia in cui credo.
Ma a volte la forza del cancellino è stata più forte di qualsiasi entusiasmo io potessi mettere in campo.
E per me questa è una sconfitta.
Se mi cancelli io divento come un foglio di carta sbiancata.
O lo strappi o ci riscrivi sopra tutt'altre cose.
Io su di me sto scrivendo cose nuove ma mi resta la nostalgia del cancellino.
Perché non ho la dote di dimenticare.
Proseguo la mia vita con il sorriso ma io, solo io, so che in qualche occasione evidentemente ho fatto del male, ho lasciato un pessimo odore di marcio a chi mi stava vicino, ho maltrattato io per prima il concetto dell'amicizia. E non sono cose di cui andar fieri.
E mi chiedo perché non ci sia l'umiltà del perdono, se ci vuole quella, l'umiltà, come scrive il potente Sba per crear le basi solide di una amicizia.
Perché cancellare è l'azione del non perdonare. a meno che non si sfoci, e spero sempre di no, nella spaventosa forza dell'odiare. Ma l'odio come l'amore si alimenta di ricordi. Il cancellino è peggio, quindi.
Io avevo sempre pensato che solo la morte non perdona, e invece c'è chi sa aver nel cervello una gomma per cancellare una persona così come cancella una parola messa al posto sbagliato su un foglio di carta.
O fa ctrl+alt+canc che poi è lo stesso, ma più veloce.
Bah, io invece sto con gli umili stolti del rewind.
E non posso non pensare che alla fine capita a tutti quella cosa terribile di esser cancellati. Lei lo ha scritto, con le nuove tecnologie è facilissimo cancellarti.
Non è un semplice vai a quel paese, è il cancellare completamente una amicizia a lasciarmi là, seduta per terra, con neanche un pugno di mosche a tirarmi su il morale , a colpirmi del suo, come sempre, gustoso post.
E' terribile, è vero, non c'è altra definizione.
Io non sono capace, posso far finta di dimenticare, fare ciao ciao con la manina, ma non riesco a cancellare e finisco con il non accettare di esserlo, cancellata, quando in ballo c'è una amicizia in cui credo.
Ma a volte la forza del cancellino è stata più forte di qualsiasi entusiasmo io potessi mettere in campo.
E per me questa è una sconfitta.
Se mi cancelli io divento come un foglio di carta sbiancata.
O lo strappi o ci riscrivi sopra tutt'altre cose.
Io su di me sto scrivendo cose nuove ma mi resta la nostalgia del cancellino.
Perché non ho la dote di dimenticare.
Proseguo la mia vita con il sorriso ma io, solo io, so che in qualche occasione evidentemente ho fatto del male, ho lasciato un pessimo odore di marcio a chi mi stava vicino, ho maltrattato io per prima il concetto dell'amicizia. E non sono cose di cui andar fieri.
E mi chiedo perché non ci sia l'umiltà del perdono, se ci vuole quella, l'umiltà, come scrive il potente Sba per crear le basi solide di una amicizia.
Perché cancellare è l'azione del non perdonare. a meno che non si sfoci, e spero sempre di no, nella spaventosa forza dell'odiare. Ma l'odio come l'amore si alimenta di ricordi. Il cancellino è peggio, quindi.
Io avevo sempre pensato che solo la morte non perdona, e invece c'è chi sa aver nel cervello una gomma per cancellare una persona così come cancella una parola messa al posto sbagliato su un foglio di carta.
O fa ctrl+alt+canc che poi è lo stesso, ma più veloce.
Bah, io invece sto con gli umili stolti del rewind.
lunedì 13 aprile 2009
Onore
C'è chi crede al detto " Tanti nemici, tanto onore". Ci sono persone che preferisco mi siano nemici, perché non capisco il loro essere, i loro comportamenti e i loro valori. Ci sono persone con cui si è totalmente diversi che anche un dialogo sarebbe alquanto difficoltoso, figuriamoci un rapporto di conoscenza. Amicizia? Impossibile. E' scritto nel nostro Dna.
E se lui o loro mi odiano, beh, sta nelle cose. E' normale, no?
A volte però capita l'evento sfortunato di vedere persone per le quali provi affetto e stima scomparire come se fossi tu, il peggior nemico. Ed è una sensazione pazzesca, di quelle che ti spaccano in due, almeno se sei uno che considera l'amicizia come un bene prezioso, primario.
Ecco, a me, il pensare che là fuori ci sia qualcuno o più di qualcuno, che io non sento come nemico, perché nel mio imprinting c'è scritto che è persona da stimare e a cui voler bene, che invece mi evita come la peste, o che forse mi odia, mi fa pensare che aver nemici un onore non lo è affatto.
E se lui o loro mi odiano, beh, sta nelle cose. E' normale, no?
A volte però capita l'evento sfortunato di vedere persone per le quali provi affetto e stima scomparire come se fossi tu, il peggior nemico. Ed è una sensazione pazzesca, di quelle che ti spaccano in due, almeno se sei uno che considera l'amicizia come un bene prezioso, primario.
Ecco, a me, il pensare che là fuori ci sia qualcuno o più di qualcuno, che io non sento come nemico, perché nel mio imprinting c'è scritto che è persona da stimare e a cui voler bene, che invece mi evita come la peste, o che forse mi odia, mi fa pensare che aver nemici un onore non lo è affatto.
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