E' stato morto un ragazzo, il film che racconta la lunga indagine e il processo per la morte di Federico Aldrovandi è disponibile in streaming.
L'ho visto stanotte, dopo la cena con gli amici e la visione di "The summit", in compagnia.
Rimasta sola, e infastidita dopo aver rivissuto i momenti del G8 di Genova, che fanno ancora male, mi sono detta che era il momento anche di vedere questo documentario.
Così ho portato il fastidio al massimo.
Tre dettagli riporto qui come una riflessione a voce alta.
Che il muro di omertà sia stato rotto, davvero, solo da una donna straniera, africana senza permesso di soggiorno.
Che Filippo Vendemmiati, regista del docufilm, ammetta tra le righe di aver voluto questo lavoro anche per chiedere scusa. Davanti a chi gli disse subito "diranno che era drogato, non è andata così", anche lui, giornalista, non guardò subito oltre, non capì.
Che un avvocato non esulta ma piange, dopo la sentenza, anche se giustizia è fatta perché "non cambia nulla" . Perché quello che è accaduto la notte del 25 settembre 2005 non è uno spiacevole "imprevisto" di un mestiere difficile.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina

domenica 7 aprile 2013
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