Ti guardo e tu ti senti forse troppo osservato
Ma non riesco a non scrutarti.
E' vero.
Si, sei uno splendido uomo.
Il tuo sorriso aperto,
i tuoi capelli ci sono ancora e
non danno segno di incipiente calvizie
Mamma, come è vero.
Ci passerei le mani dentro alla tua capigliatura
lentamente
per sentire con il tocco delle dita che
forma ha il tuo cranio.
E sarebbe ancora tutto più vero.
Tu mi fissi e sorridi, lo sguardo
ora è sornione.
Le intuisci le mie intenzioni
ma lasci a me l'obbligo
di spiegarti che con te non farei la brava ragazza
Che, certo che è vero.
Dalla tua testa punterei diritta alle tue gambe
per saggiarne la muscolatura, addentandole delicatamente
E poi giocherei con il tuo ombelico,
comporrei anche una bella marcetta
degna di un imperatore.
Perché le tue gambe
sono splendide e massiccie pertiche
e io qui, come su un albero, ci starei benissimo.
Sono vera io, sei vero tu.
Combiniamo?
Ma tu non rispondi
hai sempre quel sorriso
da congelatore
e io mi scoccio.
Si è vero, mi stufo
di quel tuo sorriso ebete
da copertina.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina

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