"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
domenica 15 giugno 2008
tera e aqua
Medusa


Questo post stavolta e' un omaggio. Ad una amica che ha saputo, tra pochi, conoscermi meglio di tanti altri. Una sorella nel senso meraviglioso di un termine che puo' andare oltre i legami di sangue ed essere altrettanto forte.lunedì 9 giugno 2008
Goditi il silenzio
Parole come violenza
Rompono il silenzio
Arrivano irrompendo
nel mio piccolo mondo
Doloroso per me
Mi trafiggono
Non puoi capire
Oh mia piccola ragazza
Tutto quanto ho mai voluto
Tutto quanto di cui ho avuto bisogno
E' qui nelle mie braccia
Parole sono davvero non necessarie
Possono solo fare male
Le promesse sono dette
per essere spezzate
I sentimenti sono intensi
Le parole sono devianti
I piaceri restano
Cosi il dolore
Le parole sono senza senso
e dimenticabili
Tutto quanto ho mai voluto
Tutto quanto di cui ho avuto bisogno
E' qui nelle mie braccia
Parole sono davvero non necessarie
Possono solo fare male
Goditi il silenzio
sabato 7 giugno 2008
Lo spirito del mate
Ci ha ristorato, protetto ma anche punito.
Gli argentini, anche se l'italianità scorre ampiamente nel loro sangue, hanno imparato a fare a meno del caffè e a preferire il mate. E nei miei viaggi, da cinque anni a questa parte, ho imparato a convivere con questa pianta, tritata, che si beve come un thè ma con un rituale che rende l'appuntamento con mate e bombilla decisamente più divertente.
Perchè il caffè lo puoi bere da solo, ma il mate lo devi assolutamente gustare in compagnia. Meglio se seduti in cerchio, con la zucchetta svuotata che contiene l'amara bevanda che passa di mano in mano. Facile? No.
Perchè non basta bere dalla speciale cannuccia ma bisogna evitare, nonostante la temperatura da ustione, di fare soffi e rigurgiti che possano infastidire lo spirito del mate.
Sì, avete capito bene: anche il mate ha uno spirito. E come tutti gli spiriti, anche se è quello di una pianta, se infastidito si può anche irritare. E allora il viaggio può diventare una vera avventura. Del resto senza colpi di sfortuna, non ci sarebbe nulla da raccontare al rientro a casa. E il mate lo sa...
Lo abbiamo capito subito, a nostre spese
A San Salvador de Jujuy dove , raccontano i residenti, non piove mai, il nostro arrivo dopo una sorsata
di uno dei compagni di viaggio, è stato decisamente....umido. Il tempo di quattro passi nel mercatino coperto del paese e la pioggia è iniziata a scendere.
Un signore del mercato guarda fuori e rivela sicuro: "Smette subito". Certamente.
Siamo stati investiti da un nubifragio che ha trasformato le strade in torrenti ed il nostro unico obiettivo è stato quello di rimetterci in fretta in viaggio. Fortunati? No, lo spirito del mate ci ha inseguito strada facendo, regalandoci pochi chilometri fuori da San Juan mentre procedevamo verso Catamarca, anche il primo brivido con la rottura di una gomma. Finiamo a bordo strada, sotto una pioggia battente e neanche i poliziotti di passaggio si fermano ad aiutarci.
La salvezza saranno i volti perbene di due camionisti boliviani, capaci di mettere in funzione il "gato" ( ovvero il crick) del nostro furgone a noleggio che intanto si era completamente allagato, mandando fuori uso pure le plafoniere delle luci interne. Quando con il buio siamo arrivati a Catamarca, nell'ostello Malka dove avevamo prenotato, eravamo sopraffatti; bagnati fradici, infreddoliti, stanchi. L'ostello era una meraviglia, stanze con letti di legno e coperte calde, un bagno accogliente. La stanchezza grazie ad una doccia calda diventa affrontabile ( non per tutti, M. crolla sul letto e si farà 14 ore di sonno ininterrotto) ma poi è l'immancabile rito del mate a salvarci da una quasi certa influenza.
E stavolta tutto fila liscio, anzi la stanchezza lascia il posto all'allegria con una spassosa partita a domino in cucina e poi l'allegra passeggiata nel paesino, con una illuminazione pubblica che garantisce assoluto buio e tra le case di terra, verso l'unico ristorante. Una "pèna", ovvero una locanda, dove si suona e si mangia tutti assieme in un clima rilassato. E anche lo spezzatino di lama diventa una leccornia da alta cucina. Lo spirito del mate tutto disfa e tutto rimette a posto.
Con il passare degli anni, e gli assaggi, il mate ha capito che eravamo amici, lontani, ma fedeli. Ed ha scelto di sopportare i nostri errori. Ma ogni volta che tocchiamo la zucchetta, ora stiamo decisamente più attenti.
Lo spirito del Mate ci controlla, è meglio non dimenticarlo mai.
ma che succede
domenica 18 maggio 2008
Solitaria
Amo il mondo attorno a me, il cicaleccio tranquillizzante degli amici, l'affetto delle persone che sono la "mia" famiglia, che è sicuramente più estesa di quella biologica.
Ma a volte ho bisogno di un momento in solitaria, di stare sola con me, di pensare solo a volermi bene. Nessuno mi ama più di me stessa.
Sono stata a lungo la peggior giudice della mia condotta ed ora ho deciso, dopo tante sentenze e condanne senza appello, di essere anche il mio miglior avvocato difensore, il medico e la spalla su cui contare nei momenti del bisogno. Non è una sensazione facile da gestire.
Ci sono a volte dei "No" da dire, senza per questo dover motivare che si ha bisogno di stare con una persona decisamente importante, ovvero noi stessi.
Mica tutti lo capirebbero.
E a volte, se lo spieghi, ci si sente non compresi.
Mica tutto si può dire, spiattellare, al prossimo senza sentirsi poi un pochino nudi.
L'ho scoperto anche con le mie poesie.
Che siano belle o brutte non è questo l'importante, in questo momento.
Sono pezzi, brandelli di emozioni e sensazioni della mia vita presente e passata, e la scelta di farli leggere ad alcune persone ha prodotto reazioni decisamente contrastanti.
Gli amici più cari, la "famiglia", ha reagito con affetto e condivisione ma anche stupore.
Alcune persone che invece ritenevo pronte ad entrare a far parte della "famiglia" hanno reagito con assoluto distacco ed indifferenza. Come se avessero letto un qualsiasi banale annuncio su un giornale. E persone lontane, che neanche conosco realmente, hanno invece saputo cogliere dei particolari che mi hanno fatto intuire che avevo trasmesso con quel che scrivevo la sensazione che provavo nell'attimo esatto in cui posavo la penna sul foglio di carta.
E mi sono sentita nuda davanti ad un perfetto estraneo e completamente vestita davanti a chi credevo fosse interessato a conoscere di più di me.
sabato 10 maggio 2008
Incomunicabilità
Capita anche di sentirsi dire questo, nella vita. E l'effetto è quello di uno schiaffo
diretto al viso, di quelli che lasciano la pelle dolorante, con un fastidioso
effetto di bruciore che sembra non volersene mai andare.
Perchè senza parole, c'è solo silenzio. Imposto.
lunedì 5 maggio 2008

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