Fatacarabina

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domenica 18 maggio 2008

Solitaria

Sono una solitaria ma non vivo affatto in solitudine.
Amo il mondo attorno a me, il cicaleccio tranquillizzante degli amici, l'affetto delle persone che sono la "mia" famiglia, che è sicuramente più estesa di quella biologica.
Ma a volte ho bisogno di un momento in solitaria, di stare sola con me, di pensare solo a volermi bene. Nessuno mi ama più di me stessa.
Sono stata a lungo la peggior giudice della mia condotta ed ora ho deciso, dopo tante sentenze e condanne senza appello, di essere anche il mio miglior avvocato difensore, il medico e la spalla su cui contare nei momenti del bisogno. Non è una sensazione facile da gestire.
Ci sono a volte dei "No" da dire, senza per questo dover motivare che si ha bisogno di stare con una persona decisamente importante, ovvero noi stessi.
Mica tutti lo capirebbero.
E a volte, se lo spieghi, ci si sente non compresi.
Mica tutto si può dire, spiattellare, al prossimo senza sentirsi poi un pochino nudi.
L'ho scoperto anche con le mie poesie.
Che siano belle o brutte non è questo l'importante, in questo momento.
Sono pezzi, brandelli di emozioni e sensazioni della mia vita presente e passata, e la scelta di farli leggere ad alcune persone ha prodotto reazioni decisamente contrastanti.
Gli amici più cari, la "famiglia", ha reagito con affetto e condivisione ma anche stupore.
Alcune persone che invece ritenevo pronte ad entrare a far parte della "famiglia" hanno reagito con assoluto distacco ed indifferenza. Come se avessero letto un qualsiasi banale annuncio su un giornale. E persone lontane, che neanche conosco realmente, hanno invece saputo cogliere dei particolari che mi hanno fatto intuire che avevo trasmesso con quel che scrivevo la sensazione che provavo nell'attimo esatto in cui posavo la penna sul foglio di carta.
E mi sono sentita nuda davanti ad un perfetto estraneo e completamente vestita davanti a chi credevo fosse interessato a conoscere di più di me.

1 commento:

Roberto ha detto...

Meraviglioso, Mitia! Quando ci si offre senza veli e senza maschere, molte volte riceviamo sorprese. E' come dici tu: alcuni che credevi fossero in sintonia con te dimostrano di essere sordi, di non capirti, di non volere fare neanche un piccolo sforzo per cercare di comprendere come mai non ti stanno capendo. Altri, persone di cui magari non conosci neppure il viso, o che hai appena incontrato, risuonano alla stessa frequenza che fa vibrare te, e guardandoti e ascoltandoti non possono non sorriderti, non possono non volerti bene.
Siamo entrambi indaffaratissimi e abbiamo poche occasioni di fermarci a chiacchierare, ma sai che ti sono amico, come io so che tu sai essere sincera amica di chi ti si presenta davanti senza protervia, indicandoti per primo i suoi limiti e i suoi difetti.
Un abbraccio, Roberto.

PS
Di tanto in tanto vado a cercare tuoi articoli sul web e ogni volta che posso leggerli ricevo la conferma che sei un'ottima giornalista e, come ti scrissi parecchio tempo fa, una scrittrice, una vera scrittrice :-)

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