Fatacarabina

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venerdì 4 febbraio 2011

domenica 9 agosto 2009

Attacchi di gelosia

No, chiariamoci.
Io raramente ho sofferto di gelosia, ma ultimamente mi vengono degli attacchi di gelosia per i due del triangolo e la cavaliera della fatarotonda, e pure per le gattine, e per gli splendidi...insomma mi ritrovo gelosa, io che non seguo sempre tutto, non ci sono spesso...perché c'ho dei turni di merda.
Son gelosa di loro...vorrei esser là a struccarmeli tutti e ridere.
Guai a chi me li tocca, loro.
Una forma di gelosia...mi pare sana, non malata. Ma sempre gelosia è, roba da bestie.
:)

martedì 7 luglio 2009

Comprite un libro...

"Da qui dove? do cazz sei vagabonda..... comprite un libro e fatte 'na famegia. anzi scrivilo 'sto libro inalfabeta !!!!! grazie degli auguri cara"

La risposta di un vecchio amico ai miei auguri su Facebook ( che mi ero dimenticata del tutto e ho recuperato il ritardo così - so che non è bello ma capita pure a me che cerco di star attenta), mi ha ricordato questa vecchia frase che ci dicevamo tra noi, anni fa, quando ci prendevamo in giro sul futuro.
"Comprite un libro e fatte 'na famegia".
E' veneziano ma è facile da capire, e soprattutto, dentro, c'è tutto l'essenziale.

martedì 23 giugno 2009

Le cose di cui ho paura

Mi pare di aver già detto di aver paura del microonde, quella cosa demoniaca che tutti hanno in casa. Faccio finta che sia perché preferisco una cucina di tipo tradizionale, in realtà sono rimasta terrorizzata. Mi era stato regalato e siccome io non leggo mai, giuro mai, le istruzioni, ho pensato fosse un forno normale e ci ho infilato dentro la vaschetta di alluminio con le lasagne della mamma, avanzate dal giorno prima, e ho assistito ad una tempesta con fulmini dentro la mia cucina. Da allora, ho paura dei fulmini e pure dei forni a microonde. Ho paura anche della pentola a pressione, come ho già detto, causa i fagioli all'uccelletto stampati sul soffitto, e pure delle montagne russe dopo che ho perso le scarpe in un giro a Gardaland. Non statemi a chiedere come mai, ma io ho pensato che la morte fosse venuta a prendermi. Perché quando trapassi, dicono, perdi le scarpe.
Se uno per scherzare mi prende per il collo, caccio un urlo sopra i 70 decibel che se fossi a Milano finirei multata.
E' colpa dell'uomo nero che mi viene a trovare ogni tanto, quando vuole lui e sempre senza invito, nei miei sogni.
E ho paura di chi si mette le mani negli occhi. Se vedo qualcuno che si mette le lenti a contatto, vomito. Colpa, dice il mio immaginario, di un occhio tagliato visto in un film (forse che fosse tratto da Bunuel - non ricordo bene).
C'ho paura, pure, degli assorbenti intimi ultimamente. Li uso ma mi è venuto il trauma da quando una amica mi ha raccontato della figuraccia di gioventù: quando l'amico tonto mentre eran stesi sul bagnasciuga volle a tutti i costi strappare il filetto che spuntava dagli slip, pensando fosse un difetto del tessuto.

Ecco, siccome io sono piena di amici tonti, meglio prevenire

martedì 28 aprile 2009

Spritz-alismi

Mi informa un amico, venessian doc, che a Milano oggi è andato a bersi uno spritz.
Passi che il Select non ce l'avevano, e diciamo si tratta con il senno di poi quasi di un male secondario, ma pagare 10 euro uno spritz quando noi qua nella patria natìa dell'aperitivo, che odora tanto di provincia, ci lamentiamo se lo paghiamo 2 euro e 50....Vorrà dire che la prossima volta che si va Milan, si parte col thermos !!

Un post che idealmente pensa a sid, la mia signora dell'aperol e a checco, colui che ha sborsato i dieci Euri oggi

mercoledì 18 marzo 2009

Ecosistema amicale

Cosa sarei senza i miei amici? Io sono quel che sono e mi va benissimo così, grazie anche al mio ecosistema amicale. Non serve che li ringrazi di sopportarmi, farmi ridere, leggermi in faccia quando ho un terribile temporale di pensieri in testa. I miei amici ci sono e sanno che se io li cerco è perché sto bene con loro. Un grazie è parola inopportuna.
Sanno che non devono dire nulla quando io ho voglia di starmene da sola. O sanno quanto mi riempie di gioia vederli buttare in ridere ogni mia questione lavorativa, perché è importante chi sono io e non che lavoro faccio. E chi sono loro e non che lavoro fanno. E sanno i miei amici quanto amo la loro compagnia, come stasera che cade di mercoledì, e significa pappa e vino in compagnia. A ridere ma anche aiutarsi, se serve. Con alcuni condivido tutto, praticamente da una vita. Altri sono arrivati dopo e sono oggi parte di quella filosofia che io chiamo il piacere personale e condiviso. Altri sono spariti, e mi mancano comunque, e sento che l'ecosistema amicale, senza di loro, non è perfetto. Loro sanno, che io, perfetta non sarò mai. Ma sarò sempre me stessa e un abbraccio scioglie , spero, qualsiasi tensione o incomprensione. Ecco perché un grazie sarebbe solo di troppo.
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