Non credeteci, a quelli che vi dicono che sentirete le campane, le farfalle nello stomaco, il duodeno che borbotta, che vi verrà la faccia ebete.
E allora capirete.
Se è amore, lo capirete solo dopo.
Quando non avrete niente e vi mancherà tutto, quando non potrete parlarne perché siete troppo signori, dentro, per anche solo proferire verbo.
Quando vi costringerete a dimenticare ogni secondo, ogni parola, ogni movimento rotatorio di lingua, ogni sfioramento di dita.
Quando il sentir parlare dell'amore altrui vi vedrà ondeggiare in preda ad un lieve fastidio, come di mancanza di aria.
Quando al racconto di storie che finiscono male non proverete alcun tipo di subdolo godimento ma andrete a sedervi sull'erba. Sulle panchine, no.
Quando la smetterete di star male e penserete che comunque voi, ce l'avete avuto, per un attimo o un secolo chissenefrega, il grande culo.
Quando ci saranno altre mani che vi sfiorano, altri movimenti arzigogolati di lingue, e voi vi direte, con certezza: tutto qui?
Quando non smetterete di cercarle mani e lingue, perché voi capite.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina

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1 commento:
Sì, si impara tutto sulla propria pelle e, sì, ci si siede sull'erba, non sulle panchine.
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