"Ma lei quante volte viene?".
Glielo ha ripetuto più volte e lei, la signorina mora, poi, a riflettori spenti all'amico giornalista ha spiegato che era "onorata e divertita" più che imbarazzata di quelle allusioni, così pesanti.
Davanti a centinaia di persone, anche suoi colleghi.
"Onorata e divertita", ha detto del siparietto.
Io per lei all'inizio mi sono preoccupata, ho temuto un imbarazzo dovuto al fatto che davanti a uno così, potente, ti viene paura a rispondere per le rime perché temi. Che ne so, hai paura di perdere il posto.
No, ritiro la preoccupazione.
Lei è onorata e divertita.
Non ho capito se è onorata che gli ha fatto firmare un contratto o se è perché ha sentito accanto quello là, tutto ringalluzzito, pompare e farsi i filmetti sul quante volte.
Come se una girasse con sul colletto il numerino. Una, sette, tre lunghe, una extra large, dieci small.
Lui ha dimostrato, pompato dal filmetto autoprodotto, con una ironia tutta ad uso e consumo del potere suo proprio, tutto mi alzo il pene e ti abbasso l'Imu, di non sapere che le donne, se vogliono, sanno fingere benissimo.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
lunedì 11 febbraio 2013
domenica 10 febbraio 2013
I pirla
Ci sono gesti, azioni, parole che hanno l'unico scopo di dare forma a quello che sentiamo. Cuore o cervello, non importa chi comanda. I due, talvolta, specie se li hai tenuti a bada con lo scudiscio per un bel pezzo, poi si ribellano e fanno quel che hanno voglia di fare.
Azioni, gesti, parole.
Che hanno la potenza, dentro.
Poi quando, dopo l'impeto, tutto si placa ci si sente dei pirla.
Un poco perché comunque non cambia nulla e poi perché aver fatto, detto, mostrato non rispetta il bon ton dei saggi. Quegli inumani che non fanno mai nulla di non sensato.
Il saggio dice: spegni, click, turn off.
E tu, invece, sei quello che un giorno, ha sbottato e ha fatto Turn on.
Un pirla della migliore specie.
Tranquilli.
Non finisce il mondo.
Al massimo otterrete di vedere qualcuno con il sopracciglio sollevato per mostrare la sua disapprovazione. Qualcun altro piegherà il labbro per enfatizzare il fastidio.
Li notate? Li vedete? Il sopracciglio sollevato e il labbro piegato? Sì?
Adesso chiedetevi.
A noi pirla cosa cambia?
Ecco, vi siete risposti da soli.
Appunto, nulla.
Azioni, gesti, parole.
Che hanno la potenza, dentro.
Poi quando, dopo l'impeto, tutto si placa ci si sente dei pirla.
Un poco perché comunque non cambia nulla e poi perché aver fatto, detto, mostrato non rispetta il bon ton dei saggi. Quegli inumani che non fanno mai nulla di non sensato.
Il saggio dice: spegni, click, turn off.
E tu, invece, sei quello che un giorno, ha sbottato e ha fatto Turn on.
Un pirla della migliore specie.
Tranquilli.
Non finisce il mondo.
Al massimo otterrete di vedere qualcuno con il sopracciglio sollevato per mostrare la sua disapprovazione. Qualcun altro piegherà il labbro per enfatizzare il fastidio.
Li notate? Li vedete? Il sopracciglio sollevato e il labbro piegato? Sì?
Adesso chiedetevi.
A noi pirla cosa cambia?
Ecco, vi siete risposti da soli.
Appunto, nulla.
venerdì 8 febbraio 2013
Il bello delle donne
Possono investire tutto sulla loro intelligenza e cultura, possono macinare libri tanto quanto i colpi sulla spianatoia lavorando il pane, possono saper usare tranquillamente il martello e la carezza.
Poi passano interminabili minuti a bearsi del colore nuovo sulle unghie.
(Sì, sto parlando di me medesima ma la prendevo larga, sperando in un poco di sostegno femminile :D)
Poi passano interminabili minuti a bearsi del colore nuovo sulle unghie.
(Sì, sto parlando di me medesima ma la prendevo larga, sperando in un poco di sostegno femminile :D)
Cronachette dall'ignoto
Sto pensando di comperare un bastone, non tanto per proteggermi, quanto per appoggiarmi, che il passo è sconnesso. Nel territorio ignoto mica sai dove poggi i piedi, non hai mappe né conoscenza delle condizioni del terreno.
La bussola l'ho lasciata sul comodino e senza io non so bene dove sia il Nord.
Per ora la considero una passeggiata defatigante, l'azione finalizzata al movimento produce una reazione, quella dell'andare. Mi pare già qualcosa.
mercoledì 6 febbraio 2013
lunedì 4 febbraio 2013
Lo capirete solo dopo
Non credeteci, a quelli che vi dicono che sentirete le campane, le farfalle nello stomaco, il duodeno che borbotta, che vi verrà la faccia ebete.
E allora capirete.
Se è amore, lo capirete solo dopo.
Quando non avrete niente e vi mancherà tutto, quando non potrete parlarne perché siete troppo signori, dentro, per anche solo proferire verbo.
Quando vi costringerete a dimenticare ogni secondo, ogni parola, ogni movimento rotatorio di lingua, ogni sfioramento di dita.
Quando il sentir parlare dell'amore altrui vi vedrà ondeggiare in preda ad un lieve fastidio, come di mancanza di aria.
Quando al racconto di storie che finiscono male non proverete alcun tipo di subdolo godimento ma andrete a sedervi sull'erba. Sulle panchine, no.
Quando la smetterete di star male e penserete che comunque voi, ce l'avete avuto, per un attimo o un secolo chissenefrega, il grande culo.
Quando ci saranno altre mani che vi sfiorano, altri movimenti arzigogolati di lingue, e voi vi direte, con certezza: tutto qui?
Quando non smetterete di cercarle mani e lingue, perché voi capite.
E allora capirete.
Se è amore, lo capirete solo dopo.
Quando non avrete niente e vi mancherà tutto, quando non potrete parlarne perché siete troppo signori, dentro, per anche solo proferire verbo.
Quando vi costringerete a dimenticare ogni secondo, ogni parola, ogni movimento rotatorio di lingua, ogni sfioramento di dita.
Quando il sentir parlare dell'amore altrui vi vedrà ondeggiare in preda ad un lieve fastidio, come di mancanza di aria.
Quando al racconto di storie che finiscono male non proverete alcun tipo di subdolo godimento ma andrete a sedervi sull'erba. Sulle panchine, no.
Quando la smetterete di star male e penserete che comunque voi, ce l'avete avuto, per un attimo o un secolo chissenefrega, il grande culo.
Quando ci saranno altre mani che vi sfiorano, altri movimenti arzigogolati di lingue, e voi vi direte, con certezza: tutto qui?
Quando non smetterete di cercarle mani e lingue, perché voi capite.
domenica 3 febbraio 2013
Ah, signora mia
L'erotismo, signora mia.
Nell'era delle catalogazioni facili, da social network, del tutto visto, specie sul fronte porno, delle donne che camminano per strada e si sentono, cinquantenni single e senza figli, indicare come Milf (non parlo di me per questioni di età, stronsi) l'erotismo vive momenti davvero difficili.
Vedo ragazzi vestiti come tronisti senza trono e coroncina.
Vedo donne con le bocche a forma di canotto, senza alcuna volontà di allusione alla Marylin di Dalì. Vedo uomini dai toraci più lisci delle mie gambe a tre giorni dalla ceretta rivendicare la loro eterosessualità con una convinzione che mi fa sorridere.
Gli chiedi perché lo fanno e dicono che è perché vogliono essere puliti.
Non ti lavi, chiedo. Poi cambio discorso.
Vedo donne ammettere che due colpi a uno, antipatico e strafottente, che ha il cognome di una birra svampita e manco l'unghia incarnita del saperci fare di certi ceffi da galera, li darebbero volentieri. Poi, ho notato, sono quelle a cui quella birra svampita piace.
Ho sentito narrare di signore che accettano la depilazione totale (dicono sia una sofferenza, lo dicono le estetiste che la fanno, quindi ci credo) solo perché il marito lo ha chiesto come regalo di San Valentino.
Ti piaci così?, chiedo. Poi cambio discorso.
Ho visto donne inorridire, come davanti ad un piatto di cacca, ascoltando la lettura di un passo di Tiziano Scarpa dedicato alle mestruazioni della compagna.
Non hai le mestruazioni, chiedo. Poi cambio discorso.
Sento uomini indicare termini inglesi a raffica per narrare serate di sesso, mentre io, che sono sensibile, mi immagino le compagne annoiate e impacciate, che cercano di capire che cacchio vogliono questi qui.
Non so, ho come l'impressione che stiamo andando sempre più verso un erotismo plastificato, inodore e insapore.
Noiosissimo come un piatto di pasta scotta.
Nell'era delle catalogazioni facili, da social network, del tutto visto, specie sul fronte porno, delle donne che camminano per strada e si sentono, cinquantenni single e senza figli, indicare come Milf (non parlo di me per questioni di età, stronsi) l'erotismo vive momenti davvero difficili.
Vedo ragazzi vestiti come tronisti senza trono e coroncina.
Vedo donne con le bocche a forma di canotto, senza alcuna volontà di allusione alla Marylin di Dalì. Vedo uomini dai toraci più lisci delle mie gambe a tre giorni dalla ceretta rivendicare la loro eterosessualità con una convinzione che mi fa sorridere.
Gli chiedi perché lo fanno e dicono che è perché vogliono essere puliti.
Non ti lavi, chiedo. Poi cambio discorso.
Vedo donne ammettere che due colpi a uno, antipatico e strafottente, che ha il cognome di una birra svampita e manco l'unghia incarnita del saperci fare di certi ceffi da galera, li darebbero volentieri. Poi, ho notato, sono quelle a cui quella birra svampita piace.
Ho sentito narrare di signore che accettano la depilazione totale (dicono sia una sofferenza, lo dicono le estetiste che la fanno, quindi ci credo) solo perché il marito lo ha chiesto come regalo di San Valentino.
Ti piaci così?, chiedo. Poi cambio discorso.
Ho visto donne inorridire, come davanti ad un piatto di cacca, ascoltando la lettura di un passo di Tiziano Scarpa dedicato alle mestruazioni della compagna.
Non hai le mestruazioni, chiedo. Poi cambio discorso.
Sento uomini indicare termini inglesi a raffica per narrare serate di sesso, mentre io, che sono sensibile, mi immagino le compagne annoiate e impacciate, che cercano di capire che cacchio vogliono questi qui.
Non so, ho come l'impressione che stiamo andando sempre più verso un erotismo plastificato, inodore e insapore.
Noiosissimo come un piatto di pasta scotta.
sabato 2 febbraio 2013
Fastidio
La parola di queste ore è fastidio.
Mi torna in bocca, spesso, amara.
Le finte io le ammetto solo nel basket, l'unica competizione vera che conosco.
Nella vita, se posso evito. Io.
Fastidio.
Scaccio via la parola con un sorso d'acqua, poi con un bicchiere di vitamina e propoli.
Torna sù.
Ci ho mangiato e riso sopra.
L'ho addormentata e annegata nella doccia.
Niente, provo fastidio.
Mi torna in bocca, spesso, amara.
Le finte io le ammetto solo nel basket, l'unica competizione vera che conosco.
Nella vita, se posso evito. Io.
Fastidio.
Scaccio via la parola con un sorso d'acqua, poi con un bicchiere di vitamina e propoli.
Torna sù.
Ci ho mangiato e riso sopra.
L'ho addormentata e annegata nella doccia.
Niente, provo fastidio.
venerdì 1 febbraio 2013
Notti magiche
www.storpionimi.it diventa grande. Sba ha fatto un gran bel lavoro e io sono contenta per lui e per tutti.
La creatività passa anche di qui, dallo storpiare, plasmare come pongo, modificare le parole.
Significa amarle, le parole.
Di mio ho passato qualche notte insonne, in passato, per dare una mano.
Notti magiche, passate per lo più a ridere.
E quindi non posso che ringraziarli i balenghi di storpionimi.it.
La creatività passa anche di qui, dallo storpiare, plasmare come pongo, modificare le parole.
Significa amarle, le parole.
Di mio ho passato qualche notte insonne, in passato, per dare una mano.
Notti magiche, passate per lo più a ridere.
E quindi non posso che ringraziarli i balenghi di storpionimi.it.
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