Oggi in città c'è l'ampolla dell'Udi che tocca da mesi le città italiane per dire no alla violenza sulle donne. Ogni anno nella mia città, mediamente, 300 donne si rivolgono al centro antiviolenza per denunciare botte e percosse e violenze psicologiche subite dagli uomini. Sono solo la punta dell'iceberg, dicono gli esperti, perché molte donne e ragazze, italiane e straniere, continuano a subire in silenzio. Per paura.
Ieri nella mia città una donna è stata ammazzata a colpi di pistola dall'ex marito che non voleva esser lasciato. Lui poi si è suicidato.
Oh come siamo fortunate, noi che viviamo serene e senza paure, vero? Leggi sul giornale di queste tragedie e ti consoli: Io sono una donna libera, indipendente, non mi farò far del male da nessuno.
Siamo sicure?
Me lo chiedo perché basta parlare un pochino in giro, con la gente e nei SN, e ti accorgi, che no, mica va tutto bene. Avevo già scritto mesi fa di questo documentario, di come il nostro modo di vedere il corpo femminile sia stato modificato da una immagine di donna, che passa soprattutto attraverso la tv, che è completamente diversa dalla realtà. Mi è tornato in mente quel video, ieri, perché mi sto convincendo che anche questa è una forma di violenza, subdola, contro le donne.
Quando ho sentito apostrofare in un SN le figlie di Zapatero, nella foto con Obama ( non la linko, ve la cercate da soli) come "esteticamente svantaggiate", ho capito che il danno è fatto.
Parlare di quanto è bella o è brutta una donna è diventato una sorta di sport nazionale per gli italiani.
E persino due ragazzine adolescenti, che vestono con abiti neri sformati (mai stati dark?), con gli anfibi, come piace a loro, che fanno le facce buffe, che sono simili a tante che vedo in giro per la mia città, mescolate a bellezze che si atteggiano a donne vissute, con abiti copiati dalle riviste di moda, soprattutto nelle taglie mini, diventano oggetto di commenti senza appello. "Sono di una bruttezza demoniaca" o "Sono esteticamente svantaggiate". Qualcuno e qualcuna si incazzano, piccola consolazione.
Sento spessissimo discutere uomini e pure donne della necessità di un ritocco estetico, per questa o quella signora, che si vede in tv o che comunque è un personaggio pubblico. E gli stessi commenti finiscono con il riguardare amiche, conoscenti, vicine di casa, colleghe di lavoro. La bellezza, la perfezione dei corpi e dei volti, sono oggi una questione di stato. Nel senso che ne parlano tutti, nel senso che da quello si giudica spesso il valore di una donna.
E si finisce tutte davanti allo specchio e guardar le occhiaie e la cellulite sui fianchi, a pesarci con la mannaia, a flagellarci perché imperfette.
Io stamattina sono stata salutata dalla mia cellulite, ho la pancia gonfia e ho una borsa sotto l'occhio che dentro ci potrei mettere il minipc. Contenti?
Ecco, l'Italia sarà un paese migliore, anche quando lasceremo in pace il corpo delle donne.
ps:Non ci metto di mezzo pure la politica, perché certi paragoni sarebbero fin troppo facili.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina

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lunedì 28 settembre 2009
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