Di lui, Zaher ho già scritto un anno fa e lo rifaccio adesso, perché da oggi il mio Comune apre al pubblico il bosco a lui dedicato. Zaher era un immigrato clandestino, è morto due anni fa. Soprattutto, era un ragazzino che cercava una occasione per vivere una vita diversa. Ha rischiato. Ha perso.
Ecco, l'iniziativa del mio Comune è molto bella, è una piccola cosa che lascia un segno e merita in questi tempi bui in cui è diventato facilissimo associare il Nordest al peggio. Certo viviamo in mezzo a fior di esempi negativi, ma ci sono isole, dove arrivi e non ti prendono a calci in culo preventivamente se dici che arrivi da oltre il Po. Come diceva De Andrè? Dalla merda nascono fiori. Magra consolazione, vero? Certo, ma dopo tanti quotidiani esempi negativi, eccone uno positivo. Piccolo ma che brilla.
Di quelli che ti fan pensare, che rischiando, si può ancora sperare.
Da oggi chi entra in quel parco, che deve crescere certo e ha gli alberi piccoli, penserà che quest'area verde, non è dedicata ad un fuorilegge ma ad un ragazzino, che cercava la felicità.
Se passate da queste parti, magari, ci andiamo assieme a far quattro passi. Metti che ci venga voglia a tutti di rischiare di essere felici.
Anche questo è Nordest.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
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domenica 3 ottobre 2010
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