Mi viene detto che dico troppo. Cosa è troppo? Cosa è troppo poco?
Mi viene detto che dico troppo ma alla fine il problema, non mio, è che dico.
Che quel che sento non lo lascio marcire dentro, non lo getto in pasto alle galline, non ci gioco come fossero caccole prima di spararle lontano.
Quel che sento lo dico, e non è solo con le parole, lo dico coi miei sorrisi.
Dicono che sorrido spesso, ho una soglia di sorrisibilità più alta della media di depressi in circolazione, pare.
Ma chi mi conosce sa riconoscere al volo un mio sorriso tirato da uno spontaneo.
E il bello è che ci azzeccano pure.
Ma con le parole pare che ci sia chi ha problemi, perché le parole sono già state usate da altri e riecheggiano con tonalità strane, forse? Allora ho pensato che è meglio se uso parole in codice.
Che capisco solo io.
Ho deciso.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina

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1 commento:
Codice privato. Un bellissimo film, una sola attrice, un monologo di due ore circa. Eppure era tutto chiaro. Ti auguro allora un dialogo così.
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