Leggi qua te che guardi l'Isola dei famosi e dimmi se va tutto bene, se è tutto giusto. Dimmelo se c'è qualcosa che ti urta, se ti arriva un moto di schifio che prendi il telecomando e dici 'spetta che spengo.
Dimmelo te che guardi le tv private e non ti sembra strano quel ballar dell'immagine. Mica te lo dicono, sai, che a far le riprese spesso è un giovane che vuole far il giornalista e gli tocca far due lavori, tenere il microfono e fare le riprese, per lavorare.
Mica te lo dicono quando vedi un servizio in tv se l'operatore è assunto a tempo pieno o lavora in un service, a chiamata. Si chiama a casa mia lavoro a cottimo. Il che significa che se oggi lavori, domani e dopodomani e l'altro giorno, ancora, mica è certo. Ma devi star reperibile, metti che chiamino. E mi perdo 120 euro lordi. Son soldi, servono per mangiare e vivere.
Perché non si ribellano? Perché è il lavoro che amano e che sanno fare e sperano di camparci e poterlo fare finché invecchiano. Senza malattie e ferie pagate, senza pensione messa via nel peggiore dei casi.
E mica te ne accorgi, te che guardi, se quell'operatore lo pagano ogni mese o quando i committenti si decidono a saldare le fatture.
No, non te ne accorgi. Va tutto bene? Non ti ha preso un pochino di schifio?
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
mercoledì 31 marzo 2010
martedì 30 marzo 2010
Buonanotte
Chi può, faccia l'amore stanotte. Non dico sesso, ginnastica...no, parlo di far l'amore, sul serio.
Serve, credetemi
Serve, credetemi
lunedì 29 marzo 2010
Declinazioni
Alcuni giorni fa ho scritto questo post Io e lo scuro. Parla di abbracci e affetti. Cose di cui hanno scritto anche alcuni miei amici.
Se vi va di leggerli ecco i loro link
Talentuosa
Free hugs
Condividere
Lessico famigliare n° 8
Menti a contatto
Gli abbracci non hanno fretta
Abbracci
Se altri si vogliono unire e parlarne, segnalatemelo che aggiorno i link :) grazie
Se vi va di leggerli ecco i loro link
Talentuosa
Free hugs
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Lessico famigliare n° 8
Menti a contatto
Gli abbracci non hanno fretta
Abbracci
Se altri si vogliono unire e parlarne, segnalatemelo che aggiorno i link :) grazie
Colon colon
Sono entrata in quel paio di jeans comprati due anni fa e mai messi perché troppo stretti. Adesso mi metto a cantare "Colon-colon".
giovedì 25 marzo 2010
Pignolerie
Prima ero in attesa, fuori di un albergo, per un appuntamento di lavoro, e c'era un sacco di gente attorno a me. E qualcuno che conoscevo mi salutava, per altri ero una perfetta estranea. E mi sono messa sul marciapiede a fumare. C'era una lieve brezza nell'aria e un raggio di sole mi ha colpito la lente dell'occhiale e a me è venuta voglia di far l'amore. Lì, senza manco la fatica di spostarsi.
Ma non era una voglia di quelle generiche che lascian il tempo che trovano.
No, era una voglia precisa, quasi meticolosa, mi verrebbe da dire. Roba da pignoli, insomma.
Ma non era una voglia di quelle generiche che lascian il tempo che trovano.
No, era una voglia precisa, quasi meticolosa, mi verrebbe da dire. Roba da pignoli, insomma.
Appunti
Cose che sto imparando di me
1) che ho bisogno di sentirmi desiderata e amata
2) che se dico che sono fragile, ci credono pochi
3) che non reggo più certi ritmi lavorativi
4) che sviluppo un silenzioso disgusto per le parole sbagliate
5) che il disgusto aumenta più sento certe stronzate di discorsi in giro
6) che continuo ad aver terrore della pentola a pressione e del microonde
7) che il sole mi fa bene
8) che ho bisogno di sorrisi e abbracci
9) che colleziono collane come colleziono mutande (il nesso? boh)
10) che a volte faccio fatica, io. Voi non so
1) che ho bisogno di sentirmi desiderata e amata
2) che se dico che sono fragile, ci credono pochi
3) che non reggo più certi ritmi lavorativi
4) che sviluppo un silenzioso disgusto per le parole sbagliate
5) che il disgusto aumenta più sento certe stronzate di discorsi in giro
6) che continuo ad aver terrore della pentola a pressione e del microonde
7) che il sole mi fa bene
8) che ho bisogno di sorrisi e abbracci
9) che colleziono collane come colleziono mutande (il nesso? boh)
10) che a volte faccio fatica, io. Voi non so
mercoledì 24 marzo 2010
Io e lo scuro
Ci son giorni in cui è come se fossi cieca con tutto questo nero che ho attorno che getta ombre sulle mie azioni, sul mio cuore che mi pare pompi fuori ritmo e sulle mie parole che mi sembran incapaci di farsi sentire...Io lo chiamo il giorno nero, ogni tanto capita, so che deve andare come va, che se lo contrasto è peggio. Quando cammino nel buio, la mia vista si abitua a quello e mi muovo a tentoni, e ho paura di sbagliare, e di aver sbagliato, di non avere nulla da dare. Sabato io avevo la giornata nera, non ero solo stanca, avevo proprio la visuale annerita e mi son sentita come se fossi fuori posto. Perché seduta alla tavolata c'ero io con quello scuro accompagnatore.
Ci ho messo un pochino a sentirmi a mio agio, con la vista oscurata, e mi son tranquillizzata solo con gli abbracci, che li ho sentiti sinceri, nonostante ci vedessi male.
L'abbraccio vero lo senti quando il ritmo del cuore sembra non cambiare ma in realtà dal profondo ti arriva quel tu-tuc che non collima con il tuo, ma ci sta così bene che potresti anche prenderlo quel ritmo e stenderlo sullo spartito e scriverci sopra una marcetta allegra o sorpresa o una ninna nanna tutta dolce.
Lo senti nella serenità dello sfiorarsi e la voglia di cercarsi in quello sfioro lieve e ridanciano che quasi un pochino ti vergogni perché, lo sai, che la pelle dice molto di noi e di quel che siamo.
Lo senti nei baci, che tanti spargono come i risi ai matrimoni e io invece ne son quasi gelosa che van buttati solo per sciogliere il gelo, che son gesti intimi. Ci son baci che sorprendono come quelli in fronte che son qualcosa che uno non si aspetta più perché te li danno da bimbo e mai da grande.
Ci son voci che sono come carezze.
Ed è in quei momenti, che quelli come me, quelli che vivono anche con il buio dentro, talvolta, si sentono meno scuri. E si rilassano aspettando che domani torni il sole.
(questo post è nato da stimolazioni sensoriali dovute alle cene dei disadattati ed è dedicato a tutte le persone a cui voglio bene , io e pure lo scuro )
Ci ho messo un pochino a sentirmi a mio agio, con la vista oscurata, e mi son tranquillizzata solo con gli abbracci, che li ho sentiti sinceri, nonostante ci vedessi male.
L'abbraccio vero lo senti quando il ritmo del cuore sembra non cambiare ma in realtà dal profondo ti arriva quel tu-tuc che non collima con il tuo, ma ci sta così bene che potresti anche prenderlo quel ritmo e stenderlo sullo spartito e scriverci sopra una marcetta allegra o sorpresa o una ninna nanna tutta dolce.
Lo senti nella serenità dello sfiorarsi e la voglia di cercarsi in quello sfioro lieve e ridanciano che quasi un pochino ti vergogni perché, lo sai, che la pelle dice molto di noi e di quel che siamo.
Lo senti nei baci, che tanti spargono come i risi ai matrimoni e io invece ne son quasi gelosa che van buttati solo per sciogliere il gelo, che son gesti intimi. Ci son baci che sorprendono come quelli in fronte che son qualcosa che uno non si aspetta più perché te li danno da bimbo e mai da grande.
Ci son voci che sono come carezze.
Ed è in quei momenti, che quelli come me, quelli che vivono anche con il buio dentro, talvolta, si sentono meno scuri. E si rilassano aspettando che domani torni il sole.
(questo post è nato da stimolazioni sensoriali dovute alle cene dei disadattati ed è dedicato a tutte le persone a cui voglio bene , io e pure lo scuro )
Sòla
Che io lo so che arriva quel momento, in cui la gente per me importante, mi vede all'improvviso in modo diverso da prima e si accorge di quel che ha davanti. E allora vado a passeggiare, che c'è un pochino di sole finalmente e magari mi scalda. Vado, sola nel sole, da sòla.
martedì 23 marzo 2010
Definisciti con una canzone
Volta la Carta / cioè Angelina di de Andrè. Un tipo, un tempo, disse che mi assomigliava tutta. - Ilmondodigalatea
a me hanno detto che sono come il Bolero di Ravel - simple
Fields of Gold. - Le Favà
beh io sono Guantanamera - Prociona (storiedimitia)
lettera di Guccini - molengai
La escalera, di Silvio Rodríguez - francesca (fu reloj)
Romeo and Juliet dei Dire Straits - Tony.aka.Maestri
san diego serenade. - Isa Dex
nata sotto il segno dei pesci di Venditti - Linda
Hold Me di Daniele Silvestri :) - HoldMe
naturalmente se valgono anche alcuni dei miei inni mi definiscono appieno :p - molengai
la strega di vasco rossi (certo per me e hold me è più facile :D) - lastrega
ma non si sdegni la brava gente se nella vita non riesco a far niente (il fannullone - fda) (ps: la citavo giusto l'altro giorno) - dud
easy - splendidi quarantenni
"Il battito" di Ivano Fossati - mastrangelina
L'inno del corpo sciolto - stacciaburatta
sul fronte delle dediche, a me han detto che sono come La donna cannone, ma non so se andarne proprio fiera :D - Prociona (storiedimitia)
Caterina (di De Gregori)... chi sa se giochi ancora con i riccioli sulle orecchie... e la chitarra veramente la suonavi molto male però quando cantavi sembrava carnevale... :P - catepol
E di nuovo cambio casa - Ivano Fossati - momix74
Non saprei, ma mi piacerebbe sapere quale mi associereste voi - Roberto.aka.PepsiCola da FreshFeed
ciao sono francesco... non so se questo è il titolo ma inizia così e in questo momento mi sento come lui - kairos
Girls on film - Roberta Greenfield
Born to run. - Niki Costantini
"Tutto quello che un uomo" - ӊooқ
three imaginary boys - Stefania/stered
"No quarter" dei Led Zeppelin - Haukr
(dal cazzeggio su Friendfeed)
a me hanno detto che sono come il Bolero di Ravel - simple
Fields of Gold. - Le Favà
beh io sono Guantanamera - Prociona (storiedimitia)
lettera di Guccini - molengai
La escalera, di Silvio Rodríguez - francesca (fu reloj)
Romeo and Juliet dei Dire Straits - Tony.aka.Maestri
san diego serenade. - Isa Dex
nata sotto il segno dei pesci di Venditti - Linda
Hold Me di Daniele Silvestri :) - HoldMe
naturalmente se valgono anche alcuni dei miei inni mi definiscono appieno :p - molengai
la strega di vasco rossi (certo per me e hold me è più facile :D) - lastrega
ma non si sdegni la brava gente se nella vita non riesco a far niente (il fannullone - fda) (ps: la citavo giusto l'altro giorno) - dud
easy - splendidi quarantenni
"Il battito" di Ivano Fossati - mastrangelina
L'inno del corpo sciolto - stacciaburatta
sul fronte delle dediche, a me han detto che sono come La donna cannone, ma non so se andarne proprio fiera :D - Prociona (storiedimitia)
Caterina (di De Gregori)... chi sa se giochi ancora con i riccioli sulle orecchie... e la chitarra veramente la suonavi molto male però quando cantavi sembrava carnevale... :P - catepol
E di nuovo cambio casa - Ivano Fossati - momix74
Non saprei, ma mi piacerebbe sapere quale mi associereste voi - Roberto.aka.PepsiCola da FreshFeed
ciao sono francesco... non so se questo è il titolo ma inizia così e in questo momento mi sento come lui - kairos
Girls on film - Roberta Greenfield
Born to run. - Niki Costantini
"Tutto quello che un uomo" - ӊooқ
three imaginary boys - Stefania/stered
"No quarter" dei Led Zeppelin - Haukr
(dal cazzeggio su Friendfeed)
Dalla prostata al disgusto
Ne parlavamo l'altra sera con Sergio e la Syla che l'importante del 2.0 è la condivisione e senza quella non c'è manco senso di accenderlo il pc, alla fine, conviene fare i lurker o starsene buonini a spolverare il blog. Che è vero quel che diceva il Sergio: che spesso sui Social Network per la velocità di passaggio delle informazioni di ciascuno, finisce che non si esiste più. Che un nome o come dicono certi oggi, un avatar, un feed, diventa invisibile agli occhi se te lo vedi passare davanti tante volte. E' così, capita a tutti di diventare invisibili, vero?
Il passo successivo al 2.0, diceva la Syla, sarà questo, e con la mano ha indicato la tavolata di gente che era a cena con noi, alla Splendid house. Ecco appunto, una tavolata, piena di uomini e donne, e spesso anche degli animali reali o di pezza, che trovano somiglianze, punti in comune, diversità. Che si raccontano, in una mescolanza di parlate diverse che fa sorridere. E poco male se ad un certo punto salta fuori qualcuno a parlare di prostata o di disgusto. Poco male se qualcuno parla poco e ascolta tanto. Va bene, perché quello che stiamo facendo è proprio quel condividere che ognuno di noi ha cercato, consapevole o meno, quando ha cliccato sul tastino per aprire il proprio blog.
Il passo successivo al 2.0, diceva la Syla, sarà questo, e con la mano ha indicato la tavolata di gente che era a cena con noi, alla Splendid house. Ecco appunto, una tavolata, piena di uomini e donne, e spesso anche degli animali reali o di pezza, che trovano somiglianze, punti in comune, diversità. Che si raccontano, in una mescolanza di parlate diverse che fa sorridere. E poco male se ad un certo punto salta fuori qualcuno a parlare di prostata o di disgusto. Poco male se qualcuno parla poco e ascolta tanto. Va bene, perché quello che stiamo facendo è proprio quel condividere che ognuno di noi ha cercato, consapevole o meno, quando ha cliccato sul tastino per aprire il proprio blog.
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