Fatacarabina

Fatacarabina

martedì 20 luglio 2010

giovedì 15 luglio 2010

Un'estate fa

Non è una data precisa, è un periodo.
Un'estate fa io sono rinata. Venivo da un anno in cui mi dibattevo tra gli errori di valutazione e reazione dovuti all'ansia, che voleva a tutti i costi essere la mia migliore amica, e si divertiva a distorcere quel che sentivo e che vedevo. Mi chiedevo se sarei stata capace di amare, ancora, un uomo, con tutto il mio carico da novanta di paure, che ribollivano e mi facevano sentire una pentola a pressione. Avevo scambiato un bacio per affetto, avevo cercato risposte là dove non c'erano manco domande, avevo provocato disprezzi definitivi e collezionato piccoli fallimenti da primo premio alla sagra del garusolo.

Poi arrivò il caldo. Un'estate fa avevo in bocca il sapore di mojito e kebab, sulla pelle un vento caldo.
Avevo amici nuovi, veri, con cui vidi l'alba.
Con il vento arrivò un bacio, inatteso e spontaneo, che sembrava non finire mai. Gli errori non sembravano più così insormontabili, l'affetto aveva una definizione, non c'era manco bisogno di far domande perché quel che vedevo era reale.  La mia pancia mi lanciava segnali inequivocabili come il faro del porto. E poi la meravigliosa sensazione di stare bene, di essere ancora donna. Mi sono spogliata, sono rimasta nuda. E ho spento il cervello e il fuoco sotto la pentola a pressione, con un colpo d'anca.




martedì 13 luglio 2010

Buonanotte

Passiamo buona parte della vita a far le comparse nella vita altrui, se abbiamo davvero culo siam protagonisti nella nostra, di vita.

sabato 10 luglio 2010

Ci sono canzoni che entrano nel midollo

Nuotando nell'aria

Marlene Kuntz

Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo, momento
è la tua pelle ciò che sento, nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente,tremante,ardente,
il cuore domanda cos'è che manca
perché si sente male,molto male,
amando,amando amandoti ancora.
Nel letto aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso
e non mi basta nuotare nell'aria per immaginarti:
se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro.
E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile dovresti credermi
sentirti qui con me perché tu non ci sei
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi.

testo preso da qui 

mercoledì 7 luglio 2010

Quello che tanti non sanno

Io ho un ricordo di San Giuliano, il parco dove ieri sera hanno sognato i Pearl Jam. Ero piccola, mia sorella mi portava in bicicletta alle terre perse, quella lingua di terra davanti alla laguna che da Campalto portava alla grande discarica. I ragazzi ci andavano a far le gare in motocross, noi andavamo a correrci con le bici, perché le buche nel terreno erano divertenti. Arrivavi fino al canale e dall'altra parte c'era la grande discarica. La riconoscevi da lontano perché ne sentivi l'odore di immondizia, fortissimo e acido che ti prendeva al naso, e perché c'erano migliaia di gabbiani in volo che urlavano. Sembrava a me che ero piccina  un inferno, di scoasse puzzolenti, a pochi passi dal centro città.
Oggi quella discarica non esiste più o meglio l'hanno interrata sotto la montagnola di quello che è oggi probabilmente il parco urbano più bello d'Italia. Perché tolte le immondizie, adesso ci vedi Venezia da lontano. E le due parti della stessa città adesso si guardano e si stanno sulle palle decisamente meno.
Io sognavo qualche anno fa di veder Bruce Springsteen cantare qui. Sono finalmente arrivati i Pearl Jam, con tre anni di ritardo, e son contenta uguale. Forse manco loro sanno sopra cosa hanno cantato. Ma dalla merda, escono spesso bellissimi fiori. E noi, qui, a Mestre, lo speriamo ogni giorno.

La crisi

Il mio migliore amico ha 46 anni. E ogni giorno che passa perde il sorriso. Convive con l'ansia ma non va a scriverlo nei social network. Da tre mesi non lavora,  ha i debiti alle calcagna, ha cercato di correre e adesso lo mordono alle ginocchia. Da tre mesi ha una rabbia dentro che se potesse spaccherebbe tutto. Non lo fa perché è una persona per bene.
Fa parte di quella generazione che ha avuto la fortuna di far il lavoro che ama, un lavoro che adesso praticamente non c'è più. La crisi taglia le commesse ai services, questi non ti chiamano più a lavorare. Di colpo non esisti più come lavoratore. Non hai alcun paracadute sociale. Hai 46 anni, non hai nulla se non anni di professione che di colpo non valgono niente. Vai a cercar lavoro e sulle vetrine vedi che cercano solo, se ci sono gli annunci,  qualche lavoratore in mobilità o apprendisti. Quelli che costano meno, con gli incentivi. Se hai 46 anni,  non esisti manco davanti alla vetrina di una agenzia interinale.
E ti vien voglia di spaccar tutto, perché hai i debiti che ti mordono le ginocchia, e ti senti niente.
Ma non lo fai, perché sei una persona perbene.

(Quindi, se sapete di un lavoro per gente perbene, fate un fischio grazie)

venerdì 2 luglio 2010

In un mondo che

-"In un mondo che non ci vuole più..."
-"Sssss, ma che fa! Canta alle due e mezzo di notte?"
-"Il mio canto libero, sei tu!"
-"Ssssssss!"
- "Mi scusi...ce l'ha una sigaretta?"
- "Aspetti, gliela lancio dal terrazzo. Ecco, e adesso silenzio che la gente dorme"
- "La gente dorme sì, io no. Son uscito così dallo psichiatrico, con un sacchetto di plastica. Me la da una sigaretta?"
- "Gliel'ho appena data,  tenga. Ecco un'altra. Ma io non andrei a dirlo a tutti che è uscito dallo psichiatrico. E adesso dove va?"
- "Vado a dormire al parco, magari fa fresco".
- "Sì giusto, allora buonanotte".
- "In un mondo che, non ci vuole piùùùùùùù, il mio canto libero sei tuuuuuuuuu".
- "Sssssssss!"
- " Ah giusto, che me la da una sigaretta?"
- "Ecco, notte".
"Sì, notte".

giovedì 1 luglio 2010

Limiti

Ci sono giorni in cui i miei limiti si mostrano così bene che resto, stupita, ad osservare tutta la mia incapacità.
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