Questo blog sta diventando una sorta di diario. Prima qui ci scrivevo tutto: i pensieri, le poesie e i racconti. Poi ho pensato che i racconti avevano diritto di starsene in un posto a parte ed è nato Lestorie, in un momento evidente di superbia e sboroneria. E questo blog, il vecchio hotel, è diventato altro. Cioè, oggi è il mio angolo e finisce che ci scrivo soprattutto dei miei stati d'animo o dei tanti pensieri che faccio.
Ieri sera ho pensato: ma alla gente interessa quel che io penso e scrivo qui?
E se il mondo social ristabilisce paro paro, i comportamenti sociali della vita di tutti i giorni, senza andar oltre ai gruppetti degli amici degli amici, del ti liko perché sei figo e famoso, e del non ti cago perché qui tu non sei amico di quello o quella, io che c'azzecco?
Fare la parte del cane sciolto mi va bene, non è un problema. Sapere che sto antipatica a più di qualcuno, lo è ancora meno. Solo che davvero all'inizio avevo pensato al social 2.0 come ad un luogo che abbatte le barriere, invece di erigerne di nuove. Evidentemente il lavoro da fare è ancora molto. Ma a favore del Social, devo mettere nel conto anche alcune perle, che sono i miei nuovi amici. Uomini e donne a cui voglio bene e che conosco e di cui mi fido, anche.
Piuttosto, la prima domanda resta in sospeso. Ha senso quel che faccio e scrivo, il messaggio che cerco o spero di mandare arriva o passa via come l'acqua sprecata, dieci litri cavoli, ogni volta che tiro lo sciacquone in bagno? ( e qui va un sorriso a la Rejna per la suggestione passatami con un bel video).
Ha senso poi ostinarsi a pubblicare su Lestorie i miei racconti? In fondo, potrei ( e qui arriva un'altra suggestione, direttamente da Eio) fare come tanti: scrivere e tenere i miei scritti per me e partecipare al premio di poesia indetto dalla Proloco per la sagra del peperone, invece di scaricarvi addosso, in Rete, i miei racconti solo per la voglia che sento dentro di contarle, le storie. Cioè per dirla alla Zio Bonino, se giochi a tennis ci scrivi sopra un libro?
Ecco, a me il tennis non piace ma ci siamo capiti...
Allora sono un essere privo di pudore e così superbo da pensare che interessi davvero a qualcuno la mia fatica?
Evidentemente sì, forse una delle caratteristiche del mio essere blogger è proprio la superbia.
Mi è piaciuto tanto il post di Elenasenzaaggettivi, in cui raccontava della sua normalità. Ecco, io sono assolutamente normale, quasi banale a volte, e mi sta bene. Ho solo un problema, quando mi metto a scrivere difficilmente mi fermo e lascio uscire cose che sento fortemente mie. Ma ora sono qui e mi dico: ma agli altri cosa gliene frega?
Non farei meglio a sprecare meglio le mie energie, che ne sò, iscrivendomi a quel maledetto corso di tiro con l'arco? O ad un corso di cucina?
Besos
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
Visualizzazione post con etichetta superbia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta superbia. Mostra tutti i post
venerdì 27 marzo 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)

hotelushuaia is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at www.hotelushuaia.blogspot.com. Questo blog non è una testata giornalistica ma uno spazio di libera espressione del pensiero personale