E' da domenica scorsa che sulla scrivania ho questa pagina di libro, l'ho trovata per strada mentre camminavo per andare al lavoro.
Ho visto il foglio per terra, ho pensato, guarda strappan via le pagine dei libri.
Mi sono chinata e l'ho raccolta.
E' ingiallita, è di un libro vecchio, ho letto le prime righe
e ho ritrovato il sapore della prosa di Guareschi e delle avventure di don Camillo e Peppone.
La paginetta, fronte retro, racconta di Peppone alle prese con Barchini che non gli corregge gli errori del discorso e don Camillo lo aiuta a sistemare la grammatica del discorso e alla fine il foglio corretto ritorna pieno di cancellature e segnacci.
E per ringraziare il prete, Peppone gli dice che gli manderà delle uova.
E poi don Camillo davanti al Cristo si prende la sua "carne" (come si dice dalle parti mie) perché era andato lui a scrivere in giro per il paese "Peppone asino!".
Le loro storie le ho lette tanti anni fa...
Ho deciso che quella paginetta, persa da chissà chi, forse da qualche immigrato che sta imparando l'italiano, o da qualche signora anziana che passeggia di solito davanti a dove lavoro, io me la tengo sulla scrivania così quando voglio mi tornano in mente le facce belle di Cervi e Fernandel e del loro piccolo mondo antico.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
martedì 27 marzo 2012
Caso-lin
Parlavo con un amico l'altro giorno e gli dicevo "guarda, se compro casa sarà un casolare".
Lui mi ha guardato fisso e ha detto "meglio se ti compri un casolin".
Mica male come idea però...
(per i non capenti, casolin in veneto è il negozietto degli alimentari rionale).
Lui mi ha guardato fisso e ha detto "meglio se ti compri un casolin".
Mica male come idea però...
(per i non capenti, casolin in veneto è il negozietto degli alimentari rionale).
domenica 25 marzo 2012
Costrizione
Con tutto questo non dire, non fare, non mostrare, non chiedere, mi sa che il mio lato femmineo si sta rincoglionendo.
Una pentola a pressione non sapevo potesse essere sexy e invece mi sa di sì.
Una pentola a pressione non sapevo potesse essere sexy e invece mi sa di sì.
venerdì 23 marzo 2012
Quei sogni premonitori
Ammetto non mi è capitato spessissimo, non di sognare, che quello mi capita spesso, ma di fare sogni premonitori. Un pochino tendo a non crederci, anche. Ma da oggi non più.
Quei sogni lì ti lasciano sempre, poi, quel sapore di segnale ricevuto.
Sono un utile preavviso, un messaggio che ti evita conseguenze spiacevoli.
E così stanotte mentre sognavo che ero in bagno impegnata in una seduta lunga e laboriosa e pure faticosa, mi sono di botto svegliata e sono dovuta correre al bagno, per davvero, io che ho l'intestino che di solito è più pigro di me e devo costringerlo a muoversi, per fare la cacca.
Erano le 3.13 precise.
Se non mi svegliavo si scatenava l'inferno.
Quei sogni lì ti lasciano sempre, poi, quel sapore di segnale ricevuto.
Sono un utile preavviso, un messaggio che ti evita conseguenze spiacevoli.
E così stanotte mentre sognavo che ero in bagno impegnata in una seduta lunga e laboriosa e pure faticosa, mi sono di botto svegliata e sono dovuta correre al bagno, per davvero, io che ho l'intestino che di solito è più pigro di me e devo costringerlo a muoversi, per fare la cacca.
Erano le 3.13 precise.
Se non mi svegliavo si scatenava l'inferno.
domenica 18 marzo 2012
Memorandum
A tener stretti i segreti si fa bene perché, a volte, sono la sola cosa affascinante che abbiamo.
sabato 17 marzo 2012
Altrove
La foto è quello che è, vecchia, sfocata, ma è un gran bel ricordo, di un momento felice, con le margherite in bocca e sui capelli, su un prato di San Luca. L'ha scattata una persona che oggi è altrove, ma è come se fosse sempre qui. O meglio, assieme siamo rimasti lì, secondo me :)
giovedì 15 marzo 2012
شُكْراً :: sħukrân = Grazie
Una domenica nel Vicentino ad imparare a cucinare il cous cous e la tajine da una splendida e sorridente signora marocchina, Mina, la mamma di Zai, una amica.
Mina ci ha aperto la porta di casa, ci ha sorriso e ha fatto quello che sogna da una vita di far diventare un lavoro, cucinare. Insegnandoci l'arte delle spezie.
Abbiamo iniziato con la menta dentro il tè verde, abbiamo proseguito con lo zafferano, il pepe, il coriandolo, poi il limone al sale, una vera sorpresa sensoriale, tra patate, peperoni, zucca, zucchine, pesce spada e quattro chili di carne di manzo, con gli odori trasportati dal vapore e tanti sorrisi e domande. E poi il pane, che per lievitare, finisce sotto le coperte di lana, proprio come i bambini.
Una giornata diversa, trascorsa ad ascoltare, guardare, assaggiare e, si spera, ad imparare.
L'arte delle mani che hanno imparato gesti a volte forti e a volte dolci, da bambini.
L'arte delle spezie e dei tempi.
E poi l'arte dell'ospitalità e del dialogo.
E grazie, shukran, l'abbiamo ripetuto tante volte.
Siamo tornati a casa contenti e speziati.
Mina ci ha aperto la porta di casa, ci ha sorriso e ha fatto quello che sogna da una vita di far diventare un lavoro, cucinare. Insegnandoci l'arte delle spezie.
Abbiamo iniziato con la menta dentro il tè verde, abbiamo proseguito con lo zafferano, il pepe, il coriandolo, poi il limone al sale, una vera sorpresa sensoriale, tra patate, peperoni, zucca, zucchine, pesce spada e quattro chili di carne di manzo, con gli odori trasportati dal vapore e tanti sorrisi e domande. E poi il pane, che per lievitare, finisce sotto le coperte di lana, proprio come i bambini.
Una giornata diversa, trascorsa ad ascoltare, guardare, assaggiare e, si spera, ad imparare.
L'arte delle mani che hanno imparato gesti a volte forti e a volte dolci, da bambini.
L'arte delle spezie e dei tempi.
E poi l'arte dell'ospitalità e del dialogo.
E grazie, shukran, l'abbiamo ripetuto tante volte.
Siamo tornati a casa contenti e speziati.
lunedì 12 marzo 2012
Sale e limone
Che sapore ha il desiderio? Io ho scoperto un gusto nuovo ieri, in una casa che non è la mia, davanti ad una donna che non sono io. Racconterò bene questa esperienza, ma ieri mi sono portava via da quella casa un gusto nuovo. Quello di un limone, tagliato in quattro, intriso di sale, e tenuto bagnato in un pochino d'acqua per un mese. E poi cucinato.
E' un limone, c'è del sale dentro. Mentalmente il cervello ti rimanda ad un sapore che si conosce, ti manca solo la tequila, e ti viene del tutto normale pensare che quel gusto lo conosci già.
Poi lo metti in bocca, il limone cucinato per un'ora, dentro una pentola di terracotta, con del pesce, delle verdure, tanto coriandolo, e scopri un sapore tutto nuovo.
Che non ti aspetti, che ti solletica il palato, che ti fa partire per un viaggio.
Il desiderio non ha mai un gusto uguale all'altro, ogni storia non è mai la ripetizione di un'altra. Ci sono le spezie per stupirci: i sapori delle vite, dei luoghi, e cambia tutto.
E' un limone, c'è del sale dentro. Mentalmente il cervello ti rimanda ad un sapore che si conosce, ti manca solo la tequila, e ti viene del tutto normale pensare che quel gusto lo conosci già.
Poi lo metti in bocca, il limone cucinato per un'ora, dentro una pentola di terracotta, con del pesce, delle verdure, tanto coriandolo, e scopri un sapore tutto nuovo.
Che non ti aspetti, che ti solletica il palato, che ti fa partire per un viaggio.
Il desiderio non ha mai un gusto uguale all'altro, ogni storia non è mai la ripetizione di un'altra. Ci sono le spezie per stupirci: i sapori delle vite, dei luoghi, e cambia tutto.
sabato 10 marzo 2012
Anniversari
Nel marzo 2009 ho preso e spostato tutti i miei racconti qui, nelle storiedimitia. Uno spazio che è stato un regalo di un amico, che è uno a cui non piace se lo dico apertamente che il regalo me lo ha fatto lui, ma io sono una esagerata e ogni volta che lo penso vedo l'Aconcagua (se non sapete dov'è ve lo spiego a parte) e insomma quello spazio quest'anno fa tre anni di vita, tre anni di storie e persone che secondo me ci sono davvero, da qualche parte.
E poi è arrivato un libro, che io ci penso con affetto, anche se mi accorgo dei difetti suoi come mi accorgo dei miei.
E insomma, tanti auguri al mio blog :)
E poi è arrivato un libro, che io ci penso con affetto, anche se mi accorgo dei difetti suoi come mi accorgo dei miei.
E insomma, tanti auguri al mio blog :)
giovedì 8 marzo 2012
Cucù
Allora c'è che sono passata di qua e mi è venuta la nostalgia, e allora sono entrata e dato aria alle stanze, ho aperto le finestre, ho sollevato le lenzuola impolverate e mi sono seduta per terra.
Che la terra è un posto strano.
Ci si fa l'amore e odora di piante; ci si fa anche la guerra, troppo, e odora di sangue. Ci si cammina sopra e ci si sente diversi, ci si passa sopra pensierosi e non si sente niente.
Ci si rotola piangendo e versando lacrime calde e poi là, spunta un filo d'erba.
Non hai idea di quanta erba c'è qua dentro.
Ciao
Che la terra è un posto strano.
Ci si fa l'amore e odora di piante; ci si fa anche la guerra, troppo, e odora di sangue. Ci si cammina sopra e ci si sente diversi, ci si passa sopra pensierosi e non si sente niente.
Ci si rotola piangendo e versando lacrime calde e poi là, spunta un filo d'erba.
Non hai idea di quanta erba c'è qua dentro.
Ciao
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