Nella mia città c'è un grande centro culturale ed un bar che serve i visitatori del centro. Entrambi guardano su una piazzetta, dove la gente passa solo di fretta, perché dicono ci sono i drogati e la gente c'ha paura.
Ieri sera sono andata al bar del centro culturale, lo gestiscono due amiche. Mi son seduta ai tavolini che guardano verso la piazza con gli amici miei e c'era movimento. Ho pensato, saran i soliti drogoni, c'era anche un ragazzetto con le dred e i bonghi.
Poi ho sentito delle risate e li ho visti: sei bambinetti sono spuntati dal lato sinistro della piazza, correndo. Rincorrevano un pallone, ridendo tutto tempo. In piazza c'erano solo loro.
Ad un certo punto, qualcuno ha colpito la palla troppo forte e quella è rotolata fin sotto il mio tavolino. E i bimbetti urlando son venuti a reclamare la palla: erano tutti indiani, con gli occhi blu notte e tutti bellissimi. Cioè arruffati, sudati ma belli come solo i bambini contenti sanno essere. Li ho rivisti anche dopo, quando urlando di gioia per la vittoria della squadra dei piccoli contro i più grandi, sono entrati nel bar a chiedere un bicchier d'acqua. Con tanto ghiaccio.
Erano oramai quasi le nove di sera. Siamo andati via dal bar tutti assieme, loro verso casa, noi verso le nostre cose. Sorridendoci a vicenda.
Drogoni, io, ieri, non ne ho visti.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
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sabato 8 agosto 2009
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