Fatacarabina

Fatacarabina

venerdì 31 agosto 2012

Cose che penso

Penso che certe persone, che ti entrano in testa senza bussare, all'improvviso, e ti fanno fare un bel sorriso mentre sei davanti allo schermo del pc, mentre parli con il capo che te la sta smenando sul fatto che vuole di più, mentre sei a colloquio con il tipo pedante e che magari ha anche lo sputacchio facile, che esce pure quello pedante, mentre sei al banco del supermercato con il numero 100 e hanno appena chiamato il 97 e a te scappa di andare in bagno, e un bagno non c'è, mentre sei in coda dal dottore e attorno a te parlano di calli, malattie cardiache e funghi, mentre sei in macchina e la radio ti trasmette solo musica unz unz e non puoi cambiare perché a tuo nipote piace tanto, mentre sei al bancone del bar e ti pare che tutti non abbiano di fondo nulla da dire e fanno quel blablabla sommesso che fa solo l'effetto di un ronzio che toglie suono al silenzio. Io penso che certe persone, che ti entrano in testa senza bussare e ti fanno sorridere solo grazie al ricordo, che ci sono state, che ti hanno fatto ridere, che ti hanno abbracciato, che ti hanno detto che sei stupida, ecco quelle persone meriterebbero un regalo all'anno, senza ricorrenze fisse, quando viene viene. Solo per dire grazie, che ci sei.


Ovunque siano.

giovedì 30 agosto 2012

A me

A me, francamente, dell'aver ragione a tutti i costi non me ne può fregare di meno.


mercoledì 29 agosto 2012

Silenzio

Adesso mi metto qua in silenzio e voglio proprio sentire che casino che viene fuori. Ciao

lunedì 27 agosto 2012

Tan-tan-taan

Tan-tan-taan.
Odio il suono della sveglia ma devo odiarlo per svegliarmi.
Sembra assurdo ma mi risolve un sacco di problemi.

Io se dormo, profondamente, fatico a svegliarmi. Se sogno, ancora peggio. Se sogno cose belle, tipo fare sporcacessi con uomini bellissimi, siamo al disastro.
Faccio tardi.
Mi serve un rumore odioso, fastidioso, per alzarmi e strapparmi all'onirico divertimento notturno.
Negli anni ho avuto tante sveglie, rimpiango ancora quella vecchia col batacchio enorme, che la caricavi la sera e poi dormivi con il ticchettio in sottofondo che conciliava. 
Poi sono arrivate le radiosveglie, io l'avevo sintonizzata su un canale di classica, e mi sono fatta ronfate epiche con il sottofondo di Mozart e Bach. Mi conciliano il rilassamento.

Poi sono arrivate le suonerie dei cellulari, che sono comode, eviti di avere troppi oggetti sul comodino, che è già occupato dai libri.
I grilli, no, mi fanno tenerezza.
Lo scampanellio della bici, no, che mi spinge a sognare lunghe pedalate.
Il sonar di "Caccia ad ottobre rosso", non si può, è la suoneria ufficiale delle chiamate e non mi piace confondermi.
Le musichette techno semplicemente non le sento.
Sono finita per adottare quel Tan-tan-Taan che parte sommesso e si eleva in un fastidioso crescendo, e dopo cinque minuti, riparte, sommesso, in crescendo.
Una rottura clamorosa.
Mi tocca svegliarmi per porre fine a quel fastidio, una volta aperti gli occhi capisco che è ora di alzarmi e non faccio tardi.
Ringrazio la sveglia ma la odio.
Profondamente.

venerdì 24 agosto 2012

Risveglio lento

C'è quel momento tra le 7 e le otto e mezza del mattino, che ti svegli, infastidito dal raggio di sole che filtra dalla tapparella. E' presto per alzarsi e riprendi a dormire ma non è un sonno profondo, è un vero e proprio dormiveglia con l'occhio che ogni tanto smette di sonnecchiare e va a cercare l'orologio per capire se è presto, ancora, o è quasi tardi.
E i minuti passano così lenti che la senti tutta la differenza con il resto della giornata in cui il tempo sembrerà volare, via, inesorabile, mangiandosi le ore a morsi.
Ed è bello assaporare quella lentezza con i minuti che diventano evidenti, nel loro passare lento.
E hai il tempo di abbracciare il cuscino, di stenderti a stella sul letto, di nuotarci dentro, di fare la capriole e le giravolte. Tutto lento, che c'è tempo.

martedì 21 agosto 2012

Follow you, follow me (1978)

Kaurismaki

Ho sognato in una tonalità che è quella dei film di Kaurismaki, stanotte, con quei panorami là, quelle facce là e quei toni di colore così particolari.
Ero in un cinema afoso e guardavo questo film sullo schermo e ad un certo punto mi sono accorta che quella proiettata era la mia vita degli ultimi mesi.
Oh vi dirò che ho trovato il film davvero bello, pieno di colpi di scena  e inattesi lunghi silenzi, romantico, con un finale privo di rancore che è tutta speranza, se ci penso.
Mi sono svegliata con la voglia di rivederlo, chissà se il mio cervello lo mette in cartellone.
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