Stamattina mi sono svegliata sorridente, sono andata in bagno, mi sono seduta là dove arriva il primo pensierino del mattino, e ho cacciato un urlo. Che avevo una cimice che mi passeggiava addosso e mi mollava addosso le scoreggine. Ho cominciato a correre per casa per toglierla, che mi pareva di averne non una ma dieci addosso, tutte lì, intente a mollar scoreggine sui miei pensieri mattutini. Poi nell'atto di liberarmi ho urtato un piatto sulla credenza della cucina e quello è caduto a terra e ho cominciato a saltellare, che ero a piedi nudi, e avevo paura di farmi male con le schegge della ceramica, che ovviamente erano finite ovunque, e saltellando, mi è tornato il male alla gamba, che l'altra sera, nell'irruenza della pallacesto, son volata coi piedi dentro la sacca dei palloni, e ho fatto una scivolata sulla schiena che manco nelle migliori comiche. Saltellavo e avevo male, ma ero libera dalla cimice, che era una, puzzona, non dieci.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
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venerdì 5 novembre 2010
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