A ta piase el ges.
Iole! Ah?
Vientu a catare aranati
che sguasse inte el speciaro del fussa'?
Ah! Mi vae.
Basta te me cioi in bicicleta
col manubrio ratatera.
A ta piase el ges.
Tu non senti che l'albero trastula
e le fueie sono tute spanissiate
e i mandrachi che sbrissano inte l'erba
e i porcueti che brucano inte 'l ciodo.
E se tu mi volessi bene
non mi lasciavi solo inte la piassa
invece tu m'hai voluto male
m'hai lasciato inte la culmiera.
"Iole vedi oggi c'e' il sole
Qui con te nel bosco sarebbe l'ideale
Da solo sull'argine del fiume
m'hai abbandonato, ci son rimasto male".
A ta piase el ges.
Questa è la canzone dei Pitura Freska che amo di più. Ieri sera Skardy cantava alla festa Democratica di Campalto e mio nipote, 14 anni, era a vederlo. Il suo primo concerto da solo con gli amici.
Son cose eh...
Ps: giochino estivo per i non veneti. Vediamo quante parole in dialetto riuscite ad indovinare?
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
sabato 25 luglio 2009
venerdì 24 luglio 2009
Editto della fatarotonda
Da domani sono meno sette, quindi vado via. Avevo però prima alcune cose da dire, e uso questo posto, che è tutto mio.
1) Letto il thread della mia amica Claudia mi rendo conto che ho passato una vita a vantarmi di esser simpatica, e invece volevano solo dire che sono un cessetto. E son cose che fan riflettere, eh. Il prossimo che me lo dice lo spacco. Piuttosto ditemi che sono una buffona :) Tanto c'è già chi lo fa.
2) Letto il post della mia amica Silvia, sono sempre più convinta che uno in un blog ci fa assolutamente quel che vuole, può anche usarlo per pulirsi il naso. E sono solo affari suoi, cioè non è obbligatorio per un blogger dover ricercare il successo, a tutti i costi.
Per me è più importante continuare a scrivere e divertirmi con le persone con cui sto bene, conoscerne di nuove che mi fanno stare bene.
3)Ho amici su Friendfeed che sono amici veri, e li avviso che dovranno sopportarmi a lungo perché non ho alcuna intenzione di mollarli. Altri vorrei lo diventassero: quindi li preavviso, così, approfittando della mia assenza, potranno mimetizzarsi o bloccarmi.
4) Ho progetti in testa, robe su cui lavorare. Dove mi porteranno? Non lo so. Vorrei solo che almeno uno andasse in porto. Scrivere con gusto, in mutande, seduta al tavolo della mia cucina, senza preoccuparmi...Chiedo troppo? Non lo so, spesso ho chiesto troppo poco... Ho anche progetti di vita, sarebbe anche ora che mi sposassi. O forse no...
5) Collettivovoci mi sta dando enormi soddisfazioni, uno dei progetti riguarda proprio questo tumblr. Ma per i dettagli, l'aggiornamento è previsto a Natale. Intanto se volete mandar voci belle, la mail è sempre disponibile. Chi fa il furbetto lo sgamo subito, che io c'ho i cavalieri della fata rotonda che vigilano.
6) Io qui sono quel che sono, prendere o lasciare. Non intendo photoshopparmi l'ego per risultare carina. Io sono figa, a modo mio, eh.
Non è follia, io mi guardo allo specchio e mi piaccio. E se mi mettete tutti i nomignoli possibili, ci godo. E quando godo, son cazzi perché il mio mondo ride.
Se i canoni della mia figaggine non sono i vostri, non so che farci. Io non sono una donna rassicurante, sono fragile ma non sono debole, mi faccio il culo da 20 anni per mantenermi. Se aspettavo il principe azzurro, morivo di fame...quindi mi sono attrezzata. E mi son divertita, ho gozzovigliato, ho preso tramvate in faccia, mi sono fatta male ( e quanto lo so io, come tutti quelli che se le sono prese a modo loro), mi son fatta fare male, male ne ho fatto. Ho regalato bene, e tanto bene mi han dato. E intendo procedere su questa linea...
7) Quindi...se organizzate il concorso per il miglior animale da compagnia su FF, per favore stavolta inserite anche la mia fotina. Non vedo l'ora di partecipare.
1) Letto il thread della mia amica Claudia mi rendo conto che ho passato una vita a vantarmi di esser simpatica, e invece volevano solo dire che sono un cessetto. E son cose che fan riflettere, eh. Il prossimo che me lo dice lo spacco. Piuttosto ditemi che sono una buffona :) Tanto c'è già chi lo fa.
2) Letto il post della mia amica Silvia, sono sempre più convinta che uno in un blog ci fa assolutamente quel che vuole, può anche usarlo per pulirsi il naso. E sono solo affari suoi, cioè non è obbligatorio per un blogger dover ricercare il successo, a tutti i costi.
Per me è più importante continuare a scrivere e divertirmi con le persone con cui sto bene, conoscerne di nuove che mi fanno stare bene.
3)Ho amici su Friendfeed che sono amici veri, e li avviso che dovranno sopportarmi a lungo perché non ho alcuna intenzione di mollarli. Altri vorrei lo diventassero: quindi li preavviso, così, approfittando della mia assenza, potranno mimetizzarsi o bloccarmi.
4) Ho progetti in testa, robe su cui lavorare. Dove mi porteranno? Non lo so. Vorrei solo che almeno uno andasse in porto. Scrivere con gusto, in mutande, seduta al tavolo della mia cucina, senza preoccuparmi...Chiedo troppo? Non lo so, spesso ho chiesto troppo poco... Ho anche progetti di vita, sarebbe anche ora che mi sposassi. O forse no...
5) Collettivovoci mi sta dando enormi soddisfazioni, uno dei progetti riguarda proprio questo tumblr. Ma per i dettagli, l'aggiornamento è previsto a Natale. Intanto se volete mandar voci belle, la mail è sempre disponibile. Chi fa il furbetto lo sgamo subito, che io c'ho i cavalieri della fata rotonda che vigilano.
6) Io qui sono quel che sono, prendere o lasciare. Non intendo photoshopparmi l'ego per risultare carina. Io sono figa, a modo mio, eh.
Non è follia, io mi guardo allo specchio e mi piaccio. E se mi mettete tutti i nomignoli possibili, ci godo. E quando godo, son cazzi perché il mio mondo ride.
Se i canoni della mia figaggine non sono i vostri, non so che farci. Io non sono una donna rassicurante, sono fragile ma non sono debole, mi faccio il culo da 20 anni per mantenermi. Se aspettavo il principe azzurro, morivo di fame...quindi mi sono attrezzata. E mi son divertita, ho gozzovigliato, ho preso tramvate in faccia, mi sono fatta male ( e quanto lo so io, come tutti quelli che se le sono prese a modo loro), mi son fatta fare male, male ne ho fatto. Ho regalato bene, e tanto bene mi han dato. E intendo procedere su questa linea...
7) Quindi...se organizzate il concorso per il miglior animale da compagnia su FF, per favore stavolta inserite anche la mia fotina. Non vedo l'ora di partecipare.
giovedì 23 luglio 2009
Ah dimenticavo

Sì dimenticavo, oggi questo blog compie due anni...
E allora volevo organizzare una festa qui con i 50 pazzi che mi leggono, e che io leggo; con gli amici di Friendfeed e quei gran signori e signore che han lasciato l'ugola in "Collettivovoci".
Due anni non sono niente, ma io qui continuo a spassarmela.
io me

Sfoglio l'album delle vecchie foto...adesso quando vieni al mondo, dopo la luce della sala parto, arrivano i flash delle macchine fotografiche di papà e dei nonni e degli amici di mamma e papà e dei nonni. E hai filmati, hai interi album e manco hai aperto bene l'occhio per vedere dove sei stato catapultato.
Io non ho una foto in quell'album in cui mi si veda neonata. Non c'è. Mi han detto che era perché quando son nata, io, ad agosto, c'era un caldo infernale e nessuno aveva la forza di tenerla in mano la macchina fotografica. Mi han detto che sono nata con qualche problemino, poi è tutto passato.
Poi dopo qualche mese han cominciato a farmele le foto e han continuato tanto che ho album pieni di foto mie. Con i riccioli e le costicine in bocca, biondissima con il mio cicciobello inseparabile, poi castana con lo sguardo del "ti perdono"...e via via andare...
Però se ci ripenso, io una foto in versione rana, l'avrei voluta. Per ricordarmi la prima bestemmia che sicuramente ho tirato.
mercoledì 22 luglio 2009
Mattina
La tequila? Ricordarsi di abolirla dal proprio menù.
Mi ha messo una sete che ho preso sonno alle 4.30 e siccome mi dovevo svegliare prima delle 8, in pratica ho dormito niente.
E oggi c'ho ancora una sete addosso...
In compenso ho intravisto di nuovo l'alba. A me le albe mi portan bene ultimamente, perché nonostante il sonno e la sete, sono contenta come una scimmietta urlatrice :)
Mi ha messo una sete che ho preso sonno alle 4.30 e siccome mi dovevo svegliare prima delle 8, in pratica ho dormito niente.
E oggi c'ho ancora una sete addosso...
In compenso ho intravisto di nuovo l'alba. A me le albe mi portan bene ultimamente, perché nonostante il sonno e la sete, sono contenta come una scimmietta urlatrice :)
lunedì 20 luglio 2009
Scusatemi
Non ci avevo fatto caso, o meglio, diciamola tutta, avevo fatto finta di nulla. Ma quando più persone te lo fan notare, e ti ritrovi con le spalle al muro, beh allora non resta che riderci su. E ammettere.
Perché tra i tanti difetti che ho, e ne ho una collezione immensa, c'è quello di ripetere le parole. C'è stato un anno fa il periodo del "Posso dire?", che inserivo ogni volta che io mi inserivo in una conversazione con gli amici. Ho avuto anche il periodo del "assolutamente" utilizzato come un rafforzativo del semplice e perfetto sì. Adesso c'è il "scusa", che tiro fuori ogni due per quattro, quando dico una cosa che lascia interdetto l'interlocutore. Evidentemente ne dico tante di queste cose, se lo tiro fuori spesso? No, piuttosto lo "scusami" è figlio diretto della mia paura di disturbare, una sensazione che mi accompagna da anni. Io quando mi affeziono alle persone, poi ho sempre paura di disturbarle con il mio caratteraccio che tende a coinvolgere gli altri in praticamente tutto quello che faccio. Perché io sono quella dei messaggini a tarda ora, del "ti adoro", dei regali inattesi come le visite, degli abbracci lunghi. E magari passo per bizzarra come minimo, penso. E' che in giro vedi solo gente composta e chic e io sono sempre con qualcosa fuori posto, solo perché quando faccio magari penso ad altro. E allora mi scuso della mia irruenza e chiedo permesso prima di lanciarmi. Poi mi lancio e chiedo scusa...
Diciamo che sono un procione gentile, va...Scusatemi :)
Perché tra i tanti difetti che ho, e ne ho una collezione immensa, c'è quello di ripetere le parole. C'è stato un anno fa il periodo del "Posso dire?", che inserivo ogni volta che io mi inserivo in una conversazione con gli amici. Ho avuto anche il periodo del "assolutamente" utilizzato come un rafforzativo del semplice e perfetto sì. Adesso c'è il "scusa", che tiro fuori ogni due per quattro, quando dico una cosa che lascia interdetto l'interlocutore. Evidentemente ne dico tante di queste cose, se lo tiro fuori spesso? No, piuttosto lo "scusami" è figlio diretto della mia paura di disturbare, una sensazione che mi accompagna da anni. Io quando mi affeziono alle persone, poi ho sempre paura di disturbarle con il mio caratteraccio che tende a coinvolgere gli altri in praticamente tutto quello che faccio. Perché io sono quella dei messaggini a tarda ora, del "ti adoro", dei regali inattesi come le visite, degli abbracci lunghi. E magari passo per bizzarra come minimo, penso. E' che in giro vedi solo gente composta e chic e io sono sempre con qualcosa fuori posto, solo perché quando faccio magari penso ad altro. E allora mi scuso della mia irruenza e chiedo permesso prima di lanciarmi. Poi mi lancio e chiedo scusa...
Diciamo che sono un procione gentile, va...Scusatemi :)
sabato 18 luglio 2009
La adoro, io
Oggi la mia amica Silvia diventa doppiamente ventenne. Me la immagino abbronzata, con quella bocca perennemente sorridente, ballare tutto il giorno per festeggiare.
L'ho conosciuta in un viaggio a due a Torino, andata e ritorno, e in quelle ore ho sentito dentro tanta di quella partecipazione e condivisione che mi son detta: Io questa donna non voglio perderla, voglio che mi sia amica. Beh l'ho rivista a Gazzo, ci ho passato un tramonto, un'alba e una colazione che non dimentico. Mi ha pure regalato il "Pignagnoli ballabile", e ogni volta che lo ascolto mi immagino lei che ride in sottofondo. Poi mi ha mandato un messaggio: io e te non ci dobbiamo perdere.
Ecco, io sono contenta che nella mia vita ci siano persone come lei.
Tanti auguri tesora.
Mitia
L'ho conosciuta in un viaggio a due a Torino, andata e ritorno, e in quelle ore ho sentito dentro tanta di quella partecipazione e condivisione che mi son detta: Io questa donna non voglio perderla, voglio che mi sia amica. Beh l'ho rivista a Gazzo, ci ho passato un tramonto, un'alba e una colazione che non dimentico. Mi ha pure regalato il "Pignagnoli ballabile", e ogni volta che lo ascolto mi immagino lei che ride in sottofondo. Poi mi ha mandato un messaggio: io e te non ci dobbiamo perdere.
Ecco, io sono contenta che nella mia vita ci siano persone come lei.
Tanti auguri tesora.
Mitia
giovedì 16 luglio 2009
spettabile signor automobilista
Spettabile signor automobilista
che mi precedi sulla circonvallazione e che ligio alle indicazioni della segnaletica verticale viaggi alla velocità di crociera di 40 chilometri orari quando deviamo verso la strada delle fabbriche. Si vede lontano un miglio che tu sei un signore, hai la giacchetta e fuori ci son 40 gradi. Corri piano, attento a non superare i limiti. Sei curioso, ti guardi attorno come se cercassi una strada che non trovi. Metti anche la freccia quando rallenti e avanzi piano, e io che posso fare? C'è traffico, mica ho fretta, ti sto dietro. Poi vedo che dal tuo specchietto retrovisore scende un rosario, che ondeggia, ondeggia al tuo passo, che non è il mio. Ma io mi adeguo, mica ti supero strombazzando e facendoti le corna. Sei una persona per bene, si vede. Sarai anche nonno, sei religioso se tieni il rosario che ondeggia dallo specchietto retrovisore. Al semaforo, ovviamente c'è il rosso, ti guardo meglio. Porti gli occhiali, hai una faccia che da me si qualifica da "pan comune". Sei un uomo come tanti. Ma che ci fai qui a marciar a passo lento in questa strada tra le fabbriche dove ci sono solo signorine con le seggioline in strada e un lungo viavai di uomini che escono dal lavoro? Che ci fai? Se cerchi il market, io sto andando lì, se vuoi ti faccio strada. Ma c'è traffico e non posso superarti.
E poi ti vedo, spettabile signor automobilista che accosti al semaforo, ovviamente rosso, e parli con lei. Lei mi sa che non ha manco 18 anni ma ha una pancia che non lascia dubbi. E' carina, ha i capelli lunghi e lisci. Porta un paio di short di jeans e la maglietta stretta. La pancia tira la maglia di cotone, non puoi non vederla che ha la pancia ma non è una pancia da bambina grassa cresciuta. No, quella ragazza è incinta. Magari sei un prete, mi dico. Magari sei un volontario, la vuoi aiutare.
E allora accosto e faccio finta di telefonare. E intanto ti osservo, stavolta sono io a guardarti dallo specchietto retrovisore. Parlotti, sorridi, allunghi la mano e tasti la gamba.
Allora capisco, sei arrivo al tuo supermarket, signor automobilista.
E stasera la volevi giovane, bianca, soda e incinta.
Che ti frega a te se è pure clandestina, vero... mi sa che hai applaudito quando son cominciati i respingimenti e hai commentato: "Finalmente!".
Lei sale, tu le sfiori il viso con la mano, e parti sgommando.
Brutto pezzo di merda.
Che l'impotenza sia con te...e ti tolga dalle nostre strade.
che mi precedi sulla circonvallazione e che ligio alle indicazioni della segnaletica verticale viaggi alla velocità di crociera di 40 chilometri orari quando deviamo verso la strada delle fabbriche. Si vede lontano un miglio che tu sei un signore, hai la giacchetta e fuori ci son 40 gradi. Corri piano, attento a non superare i limiti. Sei curioso, ti guardi attorno come se cercassi una strada che non trovi. Metti anche la freccia quando rallenti e avanzi piano, e io che posso fare? C'è traffico, mica ho fretta, ti sto dietro. Poi vedo che dal tuo specchietto retrovisore scende un rosario, che ondeggia, ondeggia al tuo passo, che non è il mio. Ma io mi adeguo, mica ti supero strombazzando e facendoti le corna. Sei una persona per bene, si vede. Sarai anche nonno, sei religioso se tieni il rosario che ondeggia dallo specchietto retrovisore. Al semaforo, ovviamente c'è il rosso, ti guardo meglio. Porti gli occhiali, hai una faccia che da me si qualifica da "pan comune". Sei un uomo come tanti. Ma che ci fai qui a marciar a passo lento in questa strada tra le fabbriche dove ci sono solo signorine con le seggioline in strada e un lungo viavai di uomini che escono dal lavoro? Che ci fai? Se cerchi il market, io sto andando lì, se vuoi ti faccio strada. Ma c'è traffico e non posso superarti.
E poi ti vedo, spettabile signor automobilista che accosti al semaforo, ovviamente rosso, e parli con lei. Lei mi sa che non ha manco 18 anni ma ha una pancia che non lascia dubbi. E' carina, ha i capelli lunghi e lisci. Porta un paio di short di jeans e la maglietta stretta. La pancia tira la maglia di cotone, non puoi non vederla che ha la pancia ma non è una pancia da bambina grassa cresciuta. No, quella ragazza è incinta. Magari sei un prete, mi dico. Magari sei un volontario, la vuoi aiutare.
E allora accosto e faccio finta di telefonare. E intanto ti osservo, stavolta sono io a guardarti dallo specchietto retrovisore. Parlotti, sorridi, allunghi la mano e tasti la gamba.
Allora capisco, sei arrivo al tuo supermarket, signor automobilista.
E stasera la volevi giovane, bianca, soda e incinta.
Che ti frega a te se è pure clandestina, vero... mi sa che hai applaudito quando son cominciati i respingimenti e hai commentato: "Finalmente!".
Lei sale, tu le sfiori il viso con la mano, e parti sgommando.
Brutto pezzo di merda.
Che l'impotenza sia con te...e ti tolga dalle nostre strade.
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