"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
giovedì 22 novembre 2012
Il treno
Ci sono treni che sono in orario, lo giuro, solo che sono treni sbagliati, lo sai che non ci devi salire, lo fai perché non ti hanno trattenuto sul binario. O perché sei convinto che potrai prenderne altri e magari stavolta perderli.
Poi passi il tempo del viaggio, verso casa, nello scompartimento a capire dove sta il freno d'emergenza. Non ti chiedi mai perché il capotreno ti ha fatto salire, ti chiedi solo cosa puoi fare te per scendere.
Poi arrivi a destinazione e scendi lì, lontano da dove volevi restare.
E capisci che era il treno da non prendere, quello.
E il capotreno, affaccendato nel suo lavoro, è completamente ignaro di quel passeggero che sta lì a chiedersi perché, per una volta, un treno è arrivato in orario ed era quello sbagliato.
mercoledì 21 novembre 2012
lunedì 19 novembre 2012
Luoghi comuni
Luoghi comuni da sfatare, una volta per tutte.
1) a moltissime donne non interessa nulla della macchina del potenziale fidanzato di turno. Nel senso che manco si ricordano il modello. Quindi perché parlarne? Stessa cosa dicasi per la busta paga: discutere di quanto si guadagna è noioso quanto un pomeriggio passato a seguire i programmi Rai. Devastante.
2) ci sono persone, che una volta che si sentono dimenticate, non provano minimamente odio o rancore. Gli spiace solo. E credo che basti.
3) ci sono persone che vogliono solo vivere serenamente assieme agli altri, senza dover per forza primeggiare. Nel senso che va bene competere, ma oziare ha il suo gran perché.
4) non è che se sei amico di una donna, questa vuole portarti a letto. Di solito se sei amico di una donna, lei non ti vuole portare a letto. Vale anche per l'uomo versus donna amica.
5) il trombamico non esiste, è solo che non si vuole ammettere che ci sveglieremmo volentieri con lui o lei la mattina dopo.
6) l'acidità degli animi va tenuta sotto controllo come il ph della pelle e dell'urina.
7) se sei stitico, fai poca cacca, diventi nervoso e facilmente irritabile. Prendi i fermenti lattici e lascia in pace il prossimo.
8) mica tutti gli extracomunitari che vedi in giro sono degli "scampai de casa". Molti sono laureati e ne sanno più di te.
9) i famosi "cinque schei de mona in scarsea" servono ancora oggi, nell'era dell'euro. Diciamo che valgono 50 cent?
10) ricevere una lettera, di quelle di carta, scritte a mano, è una bellissima sensazione. Dovremmo farlo più spesso perché la mail non ha lo stesso effetto, coccolante. Poi dipende tanto dal contenuto, eh.
Se avete altri luoghi comuni da sfatare, io li aggiungo...
1) a moltissime donne non interessa nulla della macchina del potenziale fidanzato di turno. Nel senso che manco si ricordano il modello. Quindi perché parlarne? Stessa cosa dicasi per la busta paga: discutere di quanto si guadagna è noioso quanto un pomeriggio passato a seguire i programmi Rai. Devastante.
2) ci sono persone, che una volta che si sentono dimenticate, non provano minimamente odio o rancore. Gli spiace solo. E credo che basti.
3) ci sono persone che vogliono solo vivere serenamente assieme agli altri, senza dover per forza primeggiare. Nel senso che va bene competere, ma oziare ha il suo gran perché.
4) non è che se sei amico di una donna, questa vuole portarti a letto. Di solito se sei amico di una donna, lei non ti vuole portare a letto. Vale anche per l'uomo versus donna amica.
5) il trombamico non esiste, è solo che non si vuole ammettere che ci sveglieremmo volentieri con lui o lei la mattina dopo.
6) l'acidità degli animi va tenuta sotto controllo come il ph della pelle e dell'urina.
7) se sei stitico, fai poca cacca, diventi nervoso e facilmente irritabile. Prendi i fermenti lattici e lascia in pace il prossimo.
8) mica tutti gli extracomunitari che vedi in giro sono degli "scampai de casa". Molti sono laureati e ne sanno più di te.
9) i famosi "cinque schei de mona in scarsea" servono ancora oggi, nell'era dell'euro. Diciamo che valgono 50 cent?
10) ricevere una lettera, di quelle di carta, scritte a mano, è una bellissima sensazione. Dovremmo farlo più spesso perché la mail non ha lo stesso effetto, coccolante. Poi dipende tanto dal contenuto, eh.
Se avete altri luoghi comuni da sfatare, io li aggiungo...
domenica 18 novembre 2012
Dna
Quando si andava da mia nonna, e le si chiedeva "Com'è?", lei rispondeva così di getto.
Spiazzante.
Poi, ricordo, il tutto finiva in una grande risata.
Oggi è successo a me mentre scorrevo il tumblr.
(mi scuserà rispostesenzadomanda)
Spiazzante.
Poi, ricordo, il tutto finiva in una grande risata.
Oggi è successo a me mentre scorrevo il tumblr.
(mi scuserà rispostesenzadomanda)
sabato 17 novembre 2012
Tu sei come una trottola
Provate a dirmi il nome o indicarmi una persona che in tutta la sua vita è rimasta sempre uguale.
Impossibile. Non esiste una persona così. Perché si cambia, sempre.
Magari non lo si intuisce subito, ci vuole tempo, ma poi guardando ciascuno al proprio passato, ci si rende conto che si è diventati altro, il cambiamento c'è stato.
E allora, visto che tutti siamo in cambiamento continuo, perché vogliamo imprigionare le persone in quei comportamenti che ci sono piaciuti o che abbiamo odiato?
Magari il più grande stronzo oggi è una persona adorabile.
Magari la migliore persona del mondo oggi è una merda.
Il giudizio, quindi, va sospeso?
Non lo so. Siamo troppo abituati a giudicare piuttosto che fare.
Mi ci metto in mezzo anche io, ovviamente, sia mai che mi tiro fuori, io, specie quando si parla di merda.
Si cambia, sempre. Il fatto che si speri di cambiare in meglio, è probabilmente un modo per aspirare ad esserlo, meglio. Basta? Non lo so.
Siamo fatti di cambiamento, quindi, siamo come le trottole.
Siamo anche fatti di tentativi, o come li chiama qualcuno, di errori.
Se non passi per un tentativo, non saprai mai se ce la fai o no. Cioè il successo, il cosidetto meglio (?) passa per un tentativo, che non è detto che vada a buon fine.
Il vero discrimine del meglio, allora, forse, oggi non è tanto come e quanto cambi ma quanto poco usi gli altri.
Quanta poca empatia ci metti nel capire come i tuoi comportamenti sono azioni che producono reazioni.
Quanta poca voglia hai di capire la lingua dell'altro o dell'altra che ti sta davanti.
Quanto bisogno consolatorio hai di sentirti fermo mentre giri.
Tu, centro del mondo, granitico punto fermo.
Impossibile. Non esiste una persona così. Perché si cambia, sempre.
Magari non lo si intuisce subito, ci vuole tempo, ma poi guardando ciascuno al proprio passato, ci si rende conto che si è diventati altro, il cambiamento c'è stato.
E allora, visto che tutti siamo in cambiamento continuo, perché vogliamo imprigionare le persone in quei comportamenti che ci sono piaciuti o che abbiamo odiato?
Magari il più grande stronzo oggi è una persona adorabile.
Magari la migliore persona del mondo oggi è una merda.
Il giudizio, quindi, va sospeso?
Non lo so. Siamo troppo abituati a giudicare piuttosto che fare.
Mi ci metto in mezzo anche io, ovviamente, sia mai che mi tiro fuori, io, specie quando si parla di merda.
Si cambia, sempre. Il fatto che si speri di cambiare in meglio, è probabilmente un modo per aspirare ad esserlo, meglio. Basta? Non lo so.
Siamo fatti di cambiamento, quindi, siamo come le trottole.
Siamo anche fatti di tentativi, o come li chiama qualcuno, di errori.
Se non passi per un tentativo, non saprai mai se ce la fai o no. Cioè il successo, il cosidetto meglio (?) passa per un tentativo, che non è detto che vada a buon fine.
Il vero discrimine del meglio, allora, forse, oggi non è tanto come e quanto cambi ma quanto poco usi gli altri.
Quanta poca empatia ci metti nel capire come i tuoi comportamenti sono azioni che producono reazioni.
Quanta poca voglia hai di capire la lingua dell'altro o dell'altra che ti sta davanti.
Quanto bisogno consolatorio hai di sentirti fermo mentre giri.
Tu, centro del mondo, granitico punto fermo.
venerdì 16 novembre 2012
Sconosciuto
Ieri ho ricevuto una telefonata da un numero sconosciuto.
Ho risposto, non ha parlato nessuno.
Click. Ho rimesso il cellulare sul tavolo.
Per un secondo ho pensato che fosse qualcuno che pensavo.
Poi sono scoppiata a ridere. E mi sono rimessa a lavorare.
Che, di solito, quando pensi qualcuno, la telefonata che arriva è quella di un call center.
Hanno imparato a chiamare da numeri sconosciuti, i call center, manco fossero amanti segreti.
Ho risposto, non ha parlato nessuno.
Click. Ho rimesso il cellulare sul tavolo.
Per un secondo ho pensato che fosse qualcuno che pensavo.
Poi sono scoppiata a ridere. E mi sono rimessa a lavorare.
Che, di solito, quando pensi qualcuno, la telefonata che arriva è quella di un call center.
Hanno imparato a chiamare da numeri sconosciuti, i call center, manco fossero amanti segreti.
giovedì 15 novembre 2012
martedì 13 novembre 2012
Free pasta
Quando la pazienza diventa pratica quasi fastidiosa mi scatta un moto di ribellione.
Prima ho impastato la madre in mutande. Non la ottantenne, che si poteva offendere, ma la parente giovane. E la sua pasta è finita anche sui piedi nudi.
Divertimento assicurato, pazienza free.
Prima ho impastato la madre in mutande. Non la ottantenne, che si poteva offendere, ma la parente giovane. E la sua pasta è finita anche sui piedi nudi.
Divertimento assicurato, pazienza free.
lunedì 12 novembre 2012
Certe donne
No, guarda, bella. Credi a me. Quello che ti porti dietro non è un moroso, è il tuo criceto in gabbietta.
sabato 10 novembre 2012
Preferisso i nemissi ai mone
Cercavo il significato di una parola veneziana, che a me piace ricordarmi le parole veneziane e riproporle, e sono incappata in questo libro dele parolasse di Dino Durante, datato 1973.
Se segui il link lo puoi leggere.
Dino Durante spiega nella prefazione che all'epoca, negli anni Settanta, intendo, sentiva il problema farsi avanti, la scarsissima fantasia nell'espressione della parolaccia moderna. Un problema che oggi si sente ancora.
E allora lui è andato a scavare, nel vasto e fantasioso vocabolario lagunare, per una operazione che è, dice lui stesso, dettata "dall’immenso amore che provo per il nostro dialetto, il più schietto, sincero, gagliardo d’Italia, anche nelle parolacce".
Se segui il link lo puoi leggere.
Dino Durante spiega nella prefazione che all'epoca, negli anni Settanta, intendo, sentiva il problema farsi avanti, la scarsissima fantasia nell'espressione della parolaccia moderna. Un problema che oggi si sente ancora.
E allora lui è andato a scavare, nel vasto e fantasioso vocabolario lagunare, per una operazione che è, dice lui stesso, dettata "dall’immenso amore che provo per il nostro dialetto, il più schietto, sincero, gagliardo d’Italia, anche nelle parolacce".
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