Oggi, in bici, mentre andavo al lavoro, me lo sono detta.
Che sono stupenda.
E ho ripreso a pedalare.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
giovedì 11 ottobre 2012
mercoledì 10 ottobre 2012
E comunque
Secondo me se una persona la pensi e al solo pensiero sorridi, quella persona ha fatto del bene.
martedì 9 ottobre 2012
Robetta
Dicono di lei che è centenaria e veneziana, e che ne ha fatte di cose buone lei, sciogliendosi e ricomponendosi, lievitando e gonfiando, mescolata con passione, cotta, mantenuta, alimentata con costanza.
E mi dicono che esagero quando dico che la madre è uno dei tanti modi per spiegare l'amore che se non fai così, quello muore, che ci vuole serena follia, nel crederci, e costanza nel volerlo portare avanti.
Se non mi credono, non mi importa più.
Lei è arrivata ieri sera, è entrata in casa, e una persona si è messa a raccontarmi una cosa, un pochino dolorosa, certamente spiacevole, che con l'amore non ha niente a che vedere, alla fine, anche se vorrebbe tanto assomigliargli.
E io ascoltavo e pensavo.
E mi sono ricordata che le azioni hanno sempre due facce e in assenza di comunicazione, quello che a te pare bene agli occhi di chi lo riceve appare male.
E in tempi di multitasking, ci metti un bite a far sparire tutte le tracce di quel che avevi pensato di aver costruito. E ho agito.
Intanto mettevo in frigo lei, la centenaria. Che ha bisogno di cure e attenzione.
Lei, la centenaria, che, sicuramente agli occhi di qualcuno appare solo come un pezzo insignificante di lievito. Robetta.
Ma che è la gioia, di quelli che come me hanno il raptus dell'impasto.
O sono solo folli e costanti :)
E mi dicono che esagero quando dico che la madre è uno dei tanti modi per spiegare l'amore che se non fai così, quello muore, che ci vuole serena follia, nel crederci, e costanza nel volerlo portare avanti.
Se non mi credono, non mi importa più.
Lei è arrivata ieri sera, è entrata in casa, e una persona si è messa a raccontarmi una cosa, un pochino dolorosa, certamente spiacevole, che con l'amore non ha niente a che vedere, alla fine, anche se vorrebbe tanto assomigliargli.
E io ascoltavo e pensavo.
E mi sono ricordata che le azioni hanno sempre due facce e in assenza di comunicazione, quello che a te pare bene agli occhi di chi lo riceve appare male.
E in tempi di multitasking, ci metti un bite a far sparire tutte le tracce di quel che avevi pensato di aver costruito. E ho agito.
Intanto mettevo in frigo lei, la centenaria. Che ha bisogno di cure e attenzione.
Lei, la centenaria, che, sicuramente agli occhi di qualcuno appare solo come un pezzo insignificante di lievito. Robetta.
Ma che è la gioia, di quelli che come me hanno il raptus dell'impasto.
O sono solo folli e costanti :)
lunedì 8 ottobre 2012
Disadattata ma felice
Che è anche il nome di uno dei gruppi di amici che ho.
Ma qua si tratta che oggi ho parlato a lungo con una persona, che era un pezzo che non ci parlavo, e quella persona mi ha chiesto se io sono mai stata gelosa, e io gli ho detto di sì, due volte, una volta tanti anni fa, e una volta recentemente, ma nè quella volta lì, nè questa volta qua, io dico tranquillamente che ero gelosa perché non era comprensibile che lo fossi e quindi non l'ho mai detto e ho fatto finta di non esserlo e poi non ci ho pensato più.
E questa persona mi ha detto che invece io c'ho diritto di esserlo gelosa, e io gli ho risposto che non avevo motivo e che quindi senza motivo, che senso aveva esserlo?
E questa persona mi ha girato il discorso perché la gelosia non è mica solo cosa di letto, è soprattutto cosa di comunicazione ed emozioni, e io avevo ogni diritto, il mio, esclusivamente di esserlo, visto che di emozioni ne ho avute così tante che certi manco in tutta la loro lunghissima vita, e che comunque ci sono quelli che davanti ad una emozione schiattano e io invece ballo, perché io di quelle mi nutro, mica di fronzoli e promesse e regali e lustrini, che quelli me li so dare da me.
E insomma io adesso sono qua che mi coccolo la mia gelosia, che è una sensazione disadattata ma felice, che io non so. Quasi quasi per la contentezza impasto.
Ma qua si tratta che oggi ho parlato a lungo con una persona, che era un pezzo che non ci parlavo, e quella persona mi ha chiesto se io sono mai stata gelosa, e io gli ho detto di sì, due volte, una volta tanti anni fa, e una volta recentemente, ma nè quella volta lì, nè questa volta qua, io dico tranquillamente che ero gelosa perché non era comprensibile che lo fossi e quindi non l'ho mai detto e ho fatto finta di non esserlo e poi non ci ho pensato più.
E questa persona mi ha detto che invece io c'ho diritto di esserlo gelosa, e io gli ho risposto che non avevo motivo e che quindi senza motivo, che senso aveva esserlo?
E questa persona mi ha girato il discorso perché la gelosia non è mica solo cosa di letto, è soprattutto cosa di comunicazione ed emozioni, e io avevo ogni diritto, il mio, esclusivamente di esserlo, visto che di emozioni ne ho avute così tante che certi manco in tutta la loro lunghissima vita, e che comunque ci sono quelli che davanti ad una emozione schiattano e io invece ballo, perché io di quelle mi nutro, mica di fronzoli e promesse e regali e lustrini, che quelli me li so dare da me.
E insomma io adesso sono qua che mi coccolo la mia gelosia, che è una sensazione disadattata ma felice, che io non so. Quasi quasi per la contentezza impasto.
Il prosecco commuove
Ieri ero a Valdobbiadene. Gita lampo, improvvisata, per tornare in un posto a cenare da dove mancavo da più di vent'anni. Un posto dove andavo con gli amici e l'amore di allora, diversissima da oggi, protesa verso la carriera, decisa a difendermi dal mondo a colpi di capelli e intelligenza.
Son cambiata io, è cambiato in parte il personale, i muri sono gli stessi, la vigna anche.
Un posto dove mi ritrovai su una carriola (meglio non precisare) e al centro di una proposta di acquisto (ancora meglio, non precisare).
Prima di cenare ci siamo concessi un aperitivo in centro nell'unica simil osteria e arriva l'oste e io mi dico no, ma te sei il clone brutto della mancanza che sento, e insomma quello arriva e io ordino un dry e lui se ne va.
E mentre va io penso che quel clone ha culo perché ci sono persone, come me, che lo guardano, e pur sapendo che è brutto, lo trovano un pochino bello perché ha quei tratti che ricordano una mancanza
che è niente rispetto all'originale ma porta al clone brutto un certo non so che di bellezza indiretta, che lui manco lo sa di avere, ma insomma lo rende meglio.
E sia l'originale che la brutta copia non sanno niente ma io vedo somiglianze e differenze e prendo il mio bicchiere di prosecco, rigorosamente dry, come aperitivo e mi dico che adesso scaccio il pensiero e mi gusto l'aperitivo.
La mancanza lo percepisce, si mette a farmi i grattini sotto il mento e a me lacrima un attimo l'occhio destro. Solo un attimo.
Il tempo di spiegare, agli altri, no non è raffreddore, è il prosecco che commuove.
Son cambiata io, è cambiato in parte il personale, i muri sono gli stessi, la vigna anche.
Un posto dove mi ritrovai su una carriola (meglio non precisare) e al centro di una proposta di acquisto (ancora meglio, non precisare).
Prima di cenare ci siamo concessi un aperitivo in centro nell'unica simil osteria e arriva l'oste e io mi dico no, ma te sei il clone brutto della mancanza che sento, e insomma quello arriva e io ordino un dry e lui se ne va.
E mentre va io penso che quel clone ha culo perché ci sono persone, come me, che lo guardano, e pur sapendo che è brutto, lo trovano un pochino bello perché ha quei tratti che ricordano una mancanza
che è niente rispetto all'originale ma porta al clone brutto un certo non so che di bellezza indiretta, che lui manco lo sa di avere, ma insomma lo rende meglio.
E sia l'originale che la brutta copia non sanno niente ma io vedo somiglianze e differenze e prendo il mio bicchiere di prosecco, rigorosamente dry, come aperitivo e mi dico che adesso scaccio il pensiero e mi gusto l'aperitivo.
La mancanza lo percepisce, si mette a farmi i grattini sotto il mento e a me lacrima un attimo l'occhio destro. Solo un attimo.
Il tempo di spiegare, agli altri, no non è raffreddore, è il prosecco che commuove.
sabato 6 ottobre 2012
Mi sono inventata
Mi son messa a pensare ad un gioco. E siccome l'ho pensato io e le regole pure, lo dico e vediamo se qualcuno ha voglia di giocare.
Ho pensato che siccome ho tanti conoscenti e amici che hanno dei blog, sarebbe bello pensare ad una storia, una di quelle cose con tante pieghe inaspettate, fatta di due frasi ciascuno. E siccome ci deve essere una regola, la prima è che non si usa il c'era una volta, la seconda è che chi comincia indica il blog che dovrà proseguire e se quello non accetta lo scriverà nei commenti, così il blog da cui parte la storia può segnalare un altro link, dove il blogger scriverà il suo pezzo di storia di due frasi e passerà il link di un altro.
Allora questa cosa funziona se si ha voglia di giocare, primo, se si accetta il passaggio di link, secondo, se chi arriverà dopo accetterà il passaggio di link, e così via.
In teoria, se non inciampiamo in gente priva di fantasia e ahimè, possiamo andare avanti una trentina d'anni senza colpo ferire? No?
Io dico di sì.
E siccome quando ho voglia di giocare, difficilmente mi fermo, comincio subito.
Allora, l'inizio è questo
Giacomo aprì la porta della camera, andò ad aprire le tapparelle della finestra della cucina, si mise a preparare il caffè. Poi appoggiò la moka sul ripiano, e si guardò attorno. "Ma non c'è nessuno?".
Continua
Pepper mind
che ha accettato e ha aggiunto le sue due frasi.
Ho pensato che siccome ho tanti conoscenti e amici che hanno dei blog, sarebbe bello pensare ad una storia, una di quelle cose con tante pieghe inaspettate, fatta di due frasi ciascuno. E siccome ci deve essere una regola, la prima è che non si usa il c'era una volta, la seconda è che chi comincia indica il blog che dovrà proseguire e se quello non accetta lo scriverà nei commenti, così il blog da cui parte la storia può segnalare un altro link, dove il blogger scriverà il suo pezzo di storia di due frasi e passerà il link di un altro.
Allora questa cosa funziona se si ha voglia di giocare, primo, se si accetta il passaggio di link, secondo, se chi arriverà dopo accetterà il passaggio di link, e così via.
In teoria, se non inciampiamo in gente priva di fantasia e ahimè, possiamo andare avanti una trentina d'anni senza colpo ferire? No?
Io dico di sì.
E siccome quando ho voglia di giocare, difficilmente mi fermo, comincio subito.
Allora, l'inizio è questo
Giacomo aprì la porta della camera, andò ad aprire le tapparelle della finestra della cucina, si mise a preparare il caffè. Poi appoggiò la moka sul ripiano, e si guardò attorno. "Ma non c'è nessuno?".
Continua
Pepper mind
che ha accettato e ha aggiunto le sue due frasi.
Attraverso
Attraverso in greco si scrive dià; se ci metti vicino la parola logos (discorso), viene fuori il dialogo.
Che è il confronto tra due o più persone dai sentimenti, dagli interessi, dalle convinzioni contrapposte.
Non è detto che si arrivi a capirsi, non c'è uno spazio per la ragione a priori, ma parlarsi in questa nostra civiltà è il modo migliore per tentare di farlo.
Di fare cosa? Capire l'altro, capire noi, e andare avanti.
Altrimenti ci toccherebbero solo monologhi e insomma ve la immaginate la scena, tutti che espongono da soli le loro opinioni, senza nessuno che li ascolti, controbatta, faccia notare che c'è un errore in quella costruzione mentale, tutti a monologare per i cavoli loro.
Che tristezza, vero?
A me piace molto quel dià, l'attraverso, è un moto a capire.
Non c'è amore, non c'è amicizia, non c'è gruppo, non c'è movimento, che non sia fatto di attraverso e discorsi.
Se c'è solo il logos ma manca l'attraverso, il moto a capire, dopo un poco ci si mette a fare monologhi, che è più comodo, sicuramente.
Che è il confronto tra due o più persone dai sentimenti, dagli interessi, dalle convinzioni contrapposte.
Non è detto che si arrivi a capirsi, non c'è uno spazio per la ragione a priori, ma parlarsi in questa nostra civiltà è il modo migliore per tentare di farlo.
Di fare cosa? Capire l'altro, capire noi, e andare avanti.
Altrimenti ci toccherebbero solo monologhi e insomma ve la immaginate la scena, tutti che espongono da soli le loro opinioni, senza nessuno che li ascolti, controbatta, faccia notare che c'è un errore in quella costruzione mentale, tutti a monologare per i cavoli loro.
Che tristezza, vero?
A me piace molto quel dià, l'attraverso, è un moto a capire.
Non c'è amore, non c'è amicizia, non c'è gruppo, non c'è movimento, che non sia fatto di attraverso e discorsi.
Se c'è solo il logos ma manca l'attraverso, il moto a capire, dopo un poco ci si mette a fare monologhi, che è più comodo, sicuramente.
mercoledì 3 ottobre 2012
Succa baucca
I semi di zucca, già sgusciati, tostati e salati, insacchettati e pronti all'uso sono la DROGAAAAHHHH!!
(Io ve l'ho detto, ho la coscienza a posto)
(il titolo è un gioco di parole, deriva da suca baruca, che è veneziano, e sì è una canzone dei pitura freska)
(Io ve l'ho detto, ho la coscienza a posto)
(il titolo è un gioco di parole, deriva da suca baruca, che è veneziano, e sì è una canzone dei pitura freska)
lunedì 1 ottobre 2012
Dammi tre parole
Non sole, cuore, amore.
Ma te che leggi questo blog in silenzio, oggi potresti dirle tre parole.
Lo stesso farò io nei vostri blog.
Insomma, giochiamo?
Ma te che leggi questo blog in silenzio, oggi potresti dirle tre parole.
Lo stesso farò io nei vostri blog.
Insomma, giochiamo?
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