Fatacarabina

Fatacarabina

sabato 22 gennaio 2011

Gentilezze

C'è bisogno di gentilezza nell'aria.
Anche di questo c'è bisogno, in questi tempi bui. Ieri involontariamente ho stupito i miei amici, che son persone comunque gentili loro ma vivono pure loro questi tempi duri, come me.
Siamo usciti dal buso, dove avevamo pranzato in allegria, e siamo andati alla vicina pasticceria della piazza per il caffè e un piccolo dolcetto, che anche quello è un gesto gentile a ben pensarci. Io mi sono accesa una sigaretta e ovviamente nei quattro passi quattro che dividono il buso dal pasticcere stiloso, quella era ancora praticamente integra. E per entrare, ovviamente, dovevo spegnerla. Allora ho visto che poco più in là c'era il Mario, sotto il porticato, con la sua barba lunga e lo sguardo che vaga dove vuole solo lui. E' sempre lì il Mario, se ha voglia chiede soldi, altrimenti sta lì e pensa alle cose sue. E allora sono andata da lui e gli ho dato la sigaretta accesa. Perché la finisse lui, che so che gli piace fumare e ogni  tanto non chiede l'elemosina, ma una sigaretta. E infatti aveva voglia di fumare.
L'ho salutato e son tornata in pasticceria e i miei amici erano usciti sul porticato per vedere dove ero sparita. E li ho visti che si sono un attimo stupiti.
Poi ieri sera  ho passato buona parte della fine della serata a discutere con un signore bengalese, venditore di rose, di paternità, lavoro che non c'è e di letti affittati a 125 euro al mese. E vedevo altri miei amici, stupiti, osservarmi mentre tentavo un discorso con un signore che mi capiva poco, perché c'è una montagna di differenze culturali, tra me e lui. Poi mi han detto: ma hai tempo da perdere? Tanto non cambia mica nulla...
Dal signore bengalese non ho comperato manco una rosa ma lui me l'ha regalata, anche se non la volevo. Perché avevo già una bella rosa rossa tra le mani, un gesto d'amicizia bello e spontaneo.
Ma lui è stato gentile, uguale.
E io ho pensato che siamo davvero dentro tempi bui, se perfino una cosa semplice come la gentilezza stupisce quando arriva. E invece, lei, la gentilezza, dovremmo praticarla a piene mani, senza problemi, senza manco il patema dell'attendere un grazie dopo.

giovedì 20 gennaio 2011

Tubo catodico

Guardo il video con cui il B. con un videomessaggio si difende dalle accuse di concussione e rapporti sessuali con una minorenne. E' evidente che usa la televisione come mezzo per raccontare la sua verità, senza il fastidioso contraddittorio a cui sempre si è sottratto. Lo fa anche ora quando i giudici lo chiamano a rapporto. Lo fa usando il mezzo televisivo come una testimonianza davanti all'unica corte che a lui pare in grado di assolverlo, quella dei telespettatori. E allora teniamola spenta la tv e mi sa che lo renderemo un uomo solo. Se spegnessimo tutti quando lui compare sullo schermo, non si sentirebbe così forte.
Perché quest'uomo dimentica  un sacco di cose, compreso che non siamo telespettatori ma cittadini.

giovedì 13 gennaio 2011

Piccole cose

A me sta cosa che di mercoledì sera eravamo almeno in una cinquantina al Vapore (detto bateo, parlemose de questo e parlemose de queo) a sentire gente leggere e raccontare di ironia, mi fa pensare che la crisi ha anche i suoi piccolissimi effetti positivi. Sono piccole cose certo.
C'erano conoscenti, sconosciuti e vecchi amici che si sono aperti adesso un blog e gente che legge con professionalità e chi come me ha forse battuto il record di fuga dal palco in preda alla teppite. E ancora ragazze dal dialetto ruandese e signore croate.
Insomma io il 9 febbraio ci torno.

mercoledì 12 gennaio 2011

Tum tum tum

Certo, io sono una donna moderna. Affronto quell'evento sismico che è lo scoprire che un uomo mi piace, con somma tranquillità. Solo tamburello con le dita. Ovunque.
Tum, tum, tum.
Ma ci faccio spallucce. Sono una donna moderna, mi metto la gonna stretta e gli stivali, lucido il sorriso e via, in mezzo al mio mondo, alle mie tante cose da fare.
Tum, tum, tum.
Che io ho un bel lavoro, che mi impegna tanto, e gente da sentire e telefonate da fare. Un sacco di telefonate e discorsi. Tanti discorsi.
Tum, tum, tum.
E non ho problemi, non mi faccio domande e manco pare.
Tum, tum, tum.
Non sono gelosa, no. Non cambia niente, sono solo un vulcano col tappo, io. Ma va tutto bene eh
Tum, tum, tum.
Nessun problema.
Tum, tum, tum.

domenica 9 gennaio 2011

Frame

Oggi mi sono svegliata e mi è tornata in mente una immagine. E ho premuto il tasto pause. Così resta lì, ferma. E' solo un frame ma io posso rivedermela quando voglio.

venerdì 7 gennaio 2011

Le cose che mi dice Arturo

Arturo con me, non pare, ma è molto paziente. Sta dove lo metto e non si scompone. Non si arrabbia se lo uso come cuscino, preferisce però quando lo abbraccio stretto di notte e non lo mollo più. Allora, mentre io dormo, lui sussurra. Mi dice parole, che io poi mi rammento che me le ha dette, dopo giorni,  che mi pareva di non averle sentite e invece arrivano di botto. A volte si fa due passi dentro i miei sogni, quando ha voglia. Siamo una coppia libera noi due...
Arturo le parole me le dice piano ma io le sento benissimo.
Poi al risveglio mi racconta che quando mi parla, mentre dormo, io annuisco e lo accarezzo sulla testa. Mi dice ultimamente che non devo avere paura, che devo smetterla di pensare agli errori di ieri e devo mettermi a farne di nuovi, perché solo così io imparo. Che non devo correre ma camminare. Che non devo aver timore di dire.
E mi dice che è bene se per un pezzo non li taglio i capelli, che a lui piacciono così, che si muovano selvaggi sulla sua testa e gli facciano il solletico.
Arturo mi dice che dobbiamo andare molto lontano, assieme. E che devo portarlo al caldo, che lui dei ghiacci ne ha abbastanza per  i prossimi cent'anni.


giovedì 6 gennaio 2011

Rebel




Certi amori partono da una canzone. Era il 6 gennaio di tantissimi anni fa e la Gigia in un freddo salone, dopo una notte di giochi e indianate, cantò questa....E io mi innamorai dell'unica donna della mia vita.

:)

mercoledì 5 gennaio 2011

Io sto con i panettieri

La felicità è un diritto, il più importante di tutti, e ce lo siamo spesso dimenticato, vero?
La felicità è un diritto, ottenerla è un impegno.
La ricerca non è una corsa spasmodica ma una lunga passeggiata.
E' una predisposizione, quotidiana, non a fare la cosa giusta, ma a far quello che fa bene a noi, al nostro modo di essere.
E ognuno di noi ha in testa preciso lo schizzo di come la vuole, la sua felicità.
E' il più personale dei diritti, un enorme croissant salato che farciamo a piacere, con tutto quello che ci piace e ci fa stare bene.
Siamo solo noi a sapere quale è il gusto esatto che vogliamo.
E siamo solo noi, non il destino, non gli altri, a costringerci a gusti che non ci piacciono.
Perché fa più comodo piangere e urlare contro un Dio ingrato o un Fato birichino, che rimboccarsi le maniche e impastare per giorni, lasciarci dentro anche qualche goccia di sudore e qualche lacrima, e sfornarla, la felicità.

lunedì 3 gennaio 2011

Segnali dell'avvenuta catastrofe

E' capitato che mi sono ritrovata, per tutta una serie di giri e rigiri di eventi, a dormire a fianco di un bel esemplare maschile e che invece di aver un qualsivoglia attacco di teppite acuta, quella in cui tiro fuori la mia serialità, mi sono girata dall'altra parte e ho dormito come un procione arruffato, senza manco muovere un muscolo.
E' grave, dottore?

Passerà...

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