Allora qualche ora fa, ho fatto una cazzata.
Ho detto una cosa che non dovevo dire, cioè è bella ma sicuramente ho sbagliato modi e tempi.
Ma l'ho detta. E' uscita spontanea.
L'ultima volta che ho fatto una cosa simile sono diventata una merda agli occhi di chi l'ha sentita.
Una merda gigantesca, da evitare. Tanta era la puzza, evidentemente.
Stavolta l'ho detta meglio, era sentita sul serio, è vera per davvero.
Vado a farmi una doccia col deodorante, non si sa mai
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
martedì 22 settembre 2009
lunedì 21 settembre 2009
Colleghi saggi
"Te sei una che sta viaggiando su un camion pieno di patate e cerchi di trovare il tuo equilibrio. Ma non per diventare una patata".
domenica 20 settembre 2009
Scoperte
Mi diverte sapere che ci sono persone che mi ritengono IL MALE!
Adesso vado a farmi una doccia di acqua santa, così vediamo se mi sfino...
Adesso vado a farmi una doccia di acqua santa, così vediamo se mi sfino...
giovedì 17 settembre 2009
Vado a Cuba
Avessi detto che andavo a Bonisiolo o che mi facevo un weekend a Mormanno o a Bastardo o che andavo a far le terme in Croazia...sarebbe per loro lo stesso. Ogni volta che mollo l'ufficio i miei colleghi pensano solo ad una cosa. Che vado a Cuba.
Prima ho mandato un sms al mio capo, che gli avevo inviato la mail con un lavoro finito a casa, e mi ha risposto con un grazie ed un W Cuba. Appunto.
Prima ho mandato un sms al mio capo, che gli avevo inviato la mail con un lavoro finito a casa, e mi ha risposto con un grazie ed un W Cuba. Appunto.
mercoledì 16 settembre 2009
martedì 15 settembre 2009
Gatta dentro
Mi han detto che sono "gatta dentro".
A me, che adoro i cani e aborro i gatti, mi dicon che son "gatta dentro". Ne ho già parlato: fin dall'infanzia i gatti non sono mai entrati nella mia vita, perché io con i gatti ci faccio a botte, e non è una affermazione metaforica. Ci faccio a botte sul serio. Ed è stata battaglia.
A 14 anni sono rimasta tre ore al davanzale della finestra per sfidare il soriano della vicina: lui mi fissava, seduto pacioso sul davanzale, io ho cominciato a fissarlo, lui non mollava lo sguardo, faceva lo stronzo, mi miagolava contro e mi mostrava i denti infastidito. Voleva abbassassi lo sguardo. E io...io con il cavolo, brutto gattaccio, ti fisso e lo abbassi tu lo sguardo.
E la sfida è andata avanti imperterrita per tre ore.
Un gatto e una ragazzina a fissarsi da una casa all'altra con sguardo di sfida... Due deficienti, verrebbe da dire...Ma andò così, e finì in pareggio. Il giorno dopo il soriano mi tese un agguato all'angolo della stradina e finì a morsicate. Vinse lui, ma io non mollai la lotta.
Beh io con i gatti insomma non ci vado d'accordo e quando ieri la tettuta se ne è uscita con "la fata è gatta dentro", ho riso ma ci son rimasta...
E ho finito con il pensarci un po'. Vuoi vedere che tutta 'sta confusione che ho dentro, da sempre, 'sti mille dubbi sulle mie capacità, sul mio saper dare, sul mio esser strana, si spiegan tutti con quel "gatta dentro" ?
Ho passato la notte a sognare che vomitavo palline di pelo.
A me, che adoro i cani e aborro i gatti, mi dicon che son "gatta dentro". Ne ho già parlato: fin dall'infanzia i gatti non sono mai entrati nella mia vita, perché io con i gatti ci faccio a botte, e non è una affermazione metaforica. Ci faccio a botte sul serio. Ed è stata battaglia.
A 14 anni sono rimasta tre ore al davanzale della finestra per sfidare il soriano della vicina: lui mi fissava, seduto pacioso sul davanzale, io ho cominciato a fissarlo, lui non mollava lo sguardo, faceva lo stronzo, mi miagolava contro e mi mostrava i denti infastidito. Voleva abbassassi lo sguardo. E io...io con il cavolo, brutto gattaccio, ti fisso e lo abbassi tu lo sguardo.
E la sfida è andata avanti imperterrita per tre ore.
Un gatto e una ragazzina a fissarsi da una casa all'altra con sguardo di sfida... Due deficienti, verrebbe da dire...Ma andò così, e finì in pareggio. Il giorno dopo il soriano mi tese un agguato all'angolo della stradina e finì a morsicate. Vinse lui, ma io non mollai la lotta.
Beh io con i gatti insomma non ci vado d'accordo e quando ieri la tettuta se ne è uscita con "la fata è gatta dentro", ho riso ma ci son rimasta...
E ho finito con il pensarci un po'. Vuoi vedere che tutta 'sta confusione che ho dentro, da sempre, 'sti mille dubbi sulle mie capacità, sul mio saper dare, sul mio esser strana, si spiegan tutti con quel "gatta dentro" ?
Ho passato la notte a sognare che vomitavo palline di pelo.
domenica 13 settembre 2009
La libreria ovvero la sottile arte della pazienza
Io sono una persona che di suo sarebbe impaziente: di fare, di leggere, di andare (mai di tornare), di conoscere. Forse è colpa della mia eccessiva istintività ma io la pazienza la conosco e pratico poco. E allora ho trovato la terapia perfetta.
Il mio libraio.
Lo conosco da una vita, lui non si ricorda mai chi sono.
Gli chiedo un libro, ci si fa su quattro chiacchiere della durata media di 15/20 minuti se lui quel libro non lo conosce.
Ordino il libro e mi dice di tornare diciamo il martedì successivo: stai sicuro che torni e si è dimenticato di fare l'ordine.
Per avere "Bassotuba non c'è" di Paolo Nori, che era finito, ho aspettato, con questo tira e molla, quasi 15 giorni.
Ieri sono andata a prendere la mia copia, ordinata 15 giorni fa, di Ermanno Cavazzoni
e stranamente, l'ha trovata nel giro di 20 minuti. Poi avevo ordinato, un mese fa oramai, anche il Pignagnoli. Con lui ne avevamo parlato, l'aveva incuriosito assai quel libro, avevamo parlato anche del ballabile e gli era piaciuto un casino. Tanto che, mi ha detto, ne voleva una copia pure lui.
Io ieri ero sicura che quel libro che lui ha catalogato nella categoria "robe da matti", come tutti i libri che gli chiedo ultimamente, era arrivato. Dopo un mese, cavoli, il libro arriva, no?
Certo che è arrivato, mi ha detto lui. Ma non so dove l'ho messo, mi ha detto.
Come non lo sai, gli chiedo e le mani mi prudevano.
No, è qui dentro, ma non so dove. Ma entro sera salta fuori, ha aggiunto con una flemma da far schifo.
E la mia pazienza, quella che nella sua piccola libreria sto imparando a piccole dosi a praticare, ha cominciato a vacillare.
Torna stasera, mi ha detto.
Non posso, torno domani, gli ho ribattuto infastidita.
E poi l'ho persa la pazienza.
Allora dammi la
Trilogia della città di k che anche quello voglio leggere.
Roba da eroina, bellissimo, mi dice lui.
Ok, lo prendo, faccio io.
Non ce l'ho, te lo ordino, mi ha risposto.
E gli ho visto spuntare un ghignetto sulla faccia, se la rideva sotto gli occhiali.
Il mio libraio.
Lo conosco da una vita, lui non si ricorda mai chi sono.
Gli chiedo un libro, ci si fa su quattro chiacchiere della durata media di 15/20 minuti se lui quel libro non lo conosce.
Ordino il libro e mi dice di tornare diciamo il martedì successivo: stai sicuro che torni e si è dimenticato di fare l'ordine.
Per avere "Bassotuba non c'è" di Paolo Nori, che era finito, ho aspettato, con questo tira e molla, quasi 15 giorni.
Ieri sono andata a prendere la mia copia, ordinata 15 giorni fa, di Ermanno Cavazzoni
e stranamente, l'ha trovata nel giro di 20 minuti. Poi avevo ordinato, un mese fa oramai, anche il Pignagnoli. Con lui ne avevamo parlato, l'aveva incuriosito assai quel libro, avevamo parlato anche del ballabile e gli era piaciuto un casino. Tanto che, mi ha detto, ne voleva una copia pure lui.
Io ieri ero sicura che quel libro che lui ha catalogato nella categoria "robe da matti", come tutti i libri che gli chiedo ultimamente, era arrivato. Dopo un mese, cavoli, il libro arriva, no?
Certo che è arrivato, mi ha detto lui. Ma non so dove l'ho messo, mi ha detto.
Come non lo sai, gli chiedo e le mani mi prudevano.
No, è qui dentro, ma non so dove. Ma entro sera salta fuori, ha aggiunto con una flemma da far schifo.
E la mia pazienza, quella che nella sua piccola libreria sto imparando a piccole dosi a praticare, ha cominciato a vacillare.
Torna stasera, mi ha detto.
Non posso, torno domani, gli ho ribattuto infastidita.
E poi l'ho persa la pazienza.
Allora dammi la
Trilogia della città di k che anche quello voglio leggere.
Roba da eroina, bellissimo, mi dice lui.
Ok, lo prendo, faccio io.
Non ce l'ho, te lo ordino, mi ha risposto.
E gli ho visto spuntare un ghignetto sulla faccia, se la rideva sotto gli occhiali.
sabato 12 settembre 2009
Cerchi e trovi altro
« la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino »
(Julius Comroe Jr., 1976)
Ieri sera, finito il turno, sono andata a caccia di cibo e sono finita alla trattoria degli amici. Mi han fatto da mangiare alle dieci e mezza di sera, che per dove vivo io è quasi un evento mangiare una pasta, buonissima tra l'altro, dopo le 22. E finiti i tagliolini neri con folpi e pistacchi e pomodoro ciliegino ( una goduria), ci siamo seduti tutti attorno ad un tavolo a cantare le canzoni dei Pink Floyd ( guarda le coincidenze, mi sono detta...) e bere un bicchiere di vino. Poi è arrivato lo zuccherino sotto spirito e ho cominciato a saltellare per il locale a ritmo di "The wall".
Poi a letto, e stamattina mi sono svegliata con la cellulite che mi faceva ciao ciao.
(Julius Comroe Jr., 1976)
Ieri sera, finito il turno, sono andata a caccia di cibo e sono finita alla trattoria degli amici. Mi han fatto da mangiare alle dieci e mezza di sera, che per dove vivo io è quasi un evento mangiare una pasta, buonissima tra l'altro, dopo le 22. E finiti i tagliolini neri con folpi e pistacchi e pomodoro ciliegino ( una goduria), ci siamo seduti tutti attorno ad un tavolo a cantare le canzoni dei Pink Floyd ( guarda le coincidenze, mi sono detta...) e bere un bicchiere di vino. Poi è arrivato lo zuccherino sotto spirito e ho cominciato a saltellare per il locale a ritmo di "The wall".
Poi a letto, e stamattina mi sono svegliata con la cellulite che mi faceva ciao ciao.
venerdì 11 settembre 2009
Voci
Sto riascoltando l'ultimo contributo inserito oggi in Collettivovoci.
E rifletto: io Gilgamesh lo leggo, vado a vedere il suo blog, o lo seguo su Friendfeed. Non l'ho però mai visto una volta sola in faccia. Non ci ho bevuto un caffé, non so manco come alza il sopracciglio sinistro.
E' un esempio, Gilgamesh, ovviamente, potrei dire la stessa cosa di molti di quelli che in questi mesi hanno accettato la sfida di registrarsi mentre leggono un post che a loro è piaciuto, di un blogger che magari neanche loro hanno mai visto in faccia, e di cui non sanno come è quando beve il caffè o alza il sopracciglio sinistro.
Ecco, io leggendo il blog di Gilgamesh o quello di tanti altri, fatico ad immaginarmi che voce ci sia dietro. Ma ci provo, e così queste voci diventano fantasie di toni e cadenze. Mi immagino una voce e la cosa più bella è quando ho la fortuna di veder arrivare sulla mia mail quel file mp3 con la voce immaginata.
Fai click e si tramuta in realtà che mi stupisce ogni volta.
Ci senti i fruscii, il battito del braccialetto, il bambino che urla in sottofondo, il mouse che casca oppure lo stacco professionale. Non c'è differenza, io rimango stupita.
Che non è mai la voce che ti aspetti, ma è sempre meglio.
(grazie a tutti gli amici del collettivo)
E rifletto: io Gilgamesh lo leggo, vado a vedere il suo blog, o lo seguo su Friendfeed. Non l'ho però mai visto una volta sola in faccia. Non ci ho bevuto un caffé, non so manco come alza il sopracciglio sinistro.
E' un esempio, Gilgamesh, ovviamente, potrei dire la stessa cosa di molti di quelli che in questi mesi hanno accettato la sfida di registrarsi mentre leggono un post che a loro è piaciuto, di un blogger che magari neanche loro hanno mai visto in faccia, e di cui non sanno come è quando beve il caffè o alza il sopracciglio sinistro.
Ecco, io leggendo il blog di Gilgamesh o quello di tanti altri, fatico ad immaginarmi che voce ci sia dietro. Ma ci provo, e così queste voci diventano fantasie di toni e cadenze. Mi immagino una voce e la cosa più bella è quando ho la fortuna di veder arrivare sulla mia mail quel file mp3 con la voce immaginata.
Fai click e si tramuta in realtà che mi stupisce ogni volta.
Ci senti i fruscii, il battito del braccialetto, il bambino che urla in sottofondo, il mouse che casca oppure lo stacco professionale. Non c'è differenza, io rimango stupita.
Che non è mai la voce che ti aspetti, ma è sempre meglio.
(grazie a tutti gli amici del collettivo)
Le cose che mi dicono
Allora ieri, che è stata giornata dura, da pulizia con le canne mozze, in ufficio e fuori mi han detto nell'ordine
- che sui miei tacchettini gonnati, avevo il passo marziale ( te credo due palle cosmiche a sentir urli di continuo...)
- che avevo l'occhio di quella che se la spassa troppo nei giorni di riposo ( ovvero modello triglia lessa)
- che dovevo andar a cenare alla festa dei Pd per portarci un tocco di sex appeal ( a posto siamo...)
- che starei bene con i capelli neri e lisci (uh?)
- che devo farmi desiderare per farmi slurpare di più (questa è cosa buona e giusta)
Poi mi ha chiamato mia madre e mi ha detto che devo darmi una regolata
- che sui miei tacchettini gonnati, avevo il passo marziale ( te credo due palle cosmiche a sentir urli di continuo...)
- che avevo l'occhio di quella che se la spassa troppo nei giorni di riposo ( ovvero modello triglia lessa)
- che dovevo andar a cenare alla festa dei Pd per portarci un tocco di sex appeal ( a posto siamo...)
- che starei bene con i capelli neri e lisci (uh?)
- che devo farmi desiderare per farmi slurpare di più (questa è cosa buona e giusta)
Poi mi ha chiamato mia madre e mi ha detto che devo darmi una regolata
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