Fatacarabina

Fatacarabina

domenica 15 agosto 2010

Sicurezze

Ho riempito due casse di plastica piene zeppe di carte, documenti, rapporti. Centinaia di notes per gli appunti e adesso ho la scrivania per la prima volta vuota da dieci anni a questa parte. Mi sono ricordata che colore ha: gialla e bianca. Il pc respira libero, non è più un albero di Natale pieno di biglietti.
Ho fatto pulizie, insomma, di Ferragosto, e vedo oltre il mio naso, vedo i tavoli dei colleghi e non ho più il mio fortino di carta, la mia protezione dagli sguardi degli altri.
Io odio gli open space, li odio con tutta me stessa. Che mi tocca sentire i bisbigli del collega vicino e le facce sempre schifate di quello davanti. E penso che come io vedo loro, loro vedono me e boh...chissà che pensano. Magari, come me, vorrebbero solo vedere altro.
Che poi i miei colleghi, secondo me, ultimamente mica sanno come prendermi, insomma come collocarmi. Se tra gli strani o i "normali anca massa". Che sono diversissima anni luce da come mi han conosciuto la prima volta e adesso a volte vedo che mi guardano come se fossi una perfetta estranea. E il bello è che è quello che voglio, preciso preciso, senza ripensamenti.
E' che, non so come dirlo, ma a me tutta questa carta attorno mi dava sicurezza, alla fine.
Loro lo chiamavano disordine, io autodifesa.


 

giovedì 12 agosto 2010

Agosto

Per quelli come me che, a volte, si sentono trasparenti, agosto è il mese più bello.
Giri per la città e c'è così poca gente che non hai problemi ad esercitarti con la trasparenza, senza dover rendere conto a nessuno. Non ti preoccupi se ti vedono o no, tanto chi c'è? Nessuno.
E son trasparenti pure le vetrine, chiuse quasi tutte. E' sprangata pure quella dell'alimentari dove vai a comperare il pane. Che poi, pensi, è un male minore se il panettiere che lo rifornisce è chiuso pure lui, visto che il pane che fa è così privo di bontà che è trasparente pure quello, ma di una trasparenza diversa, quasi inutile, se solo ci fosse una classifica dell'essere trasparenti e del servizio che, così, si rende.
Passeggiando nella città vuota, portando a spasso la trasparenza, puoi anche cantare senza passar per strano. Puoi rileggerti in testa una frase che culli o citar una poesia così, come se là in fondo ci fosse la maestra delle elementari, con il librone dei voti aperto davanti.
All'angolo della piazza ci sono due signore che discutono. Si lamentano che quest'anno i saldi, boh, sono stati davvero fiacchi.  "Allora dove andate?", dice una all'altra. "Ci si alza presto e si va a baita Segantini. Speriamo di non trovar code".
Perché a Ferragosto tutti han la smania di far qualcosa ma dentro sanno che non c'han voglia di fare niente.

lunedì 9 agosto 2010

:)



Ce lo mettiamo un punto fermo?

Ci sono discorsi che tornano ciclici, come l'appuntamento con il dentista per l'eliminazione del tartaro.
Voi donne pensate all'amore, gli uomini al sesso...
Lo sento dire solo dagli uomini, ultimamente.
E allora, cari, vi svelo un segreto. A noi donne piace far sesso, quanto a voi.
Solo che nella nostra vita, noi,  abbiamo bisogno di una piccola magia, una sorpresa, una fascinazione quotidiana. Spesso serve per sconfiggere a priori quella cosa che voi, maschietti, invece considerate la pace dei sensi, ovvero l'abitudine.

sabato 7 agosto 2010

Della malinconia e di altre sventure

Quando sento la gente dire che ha la malinconia, come se fosse alle prese con una malattia grave, un pochino sorrido, un pochino mi intenerisco, un pochino mi incacchio.
Io con la malinconia ho un rapporto;ci frequentiamo, credo, esattamente come gli altri, ma non la considero una sventura. Non so, a me quella sensazione di lieve stordimento che lascia un ricordo e la voglia di ripetere quell'emozione, mi fa tanta tenerezza.
E non la scaccio perché ho imparato, che quella sensazione è giusto lasciarla fluire dentro. E attendere che passi. E' un po' come stare a guardare un temporale, solo che il temporale sei tu.
E allora la mia malinconia finisce che me la coccolo, che è il ricordo delle cose belle che abbiamo vissuto e che altre persone ci hanno regalato. Non si prova malinconia per uno schiaffo, un insulto, una violenza. No, assolutamente, a meno che non si prediligano rapporti basati su quello, ma è un altro discorso.
E non parlo solo di rapporti e persone. Nel mio caso si può provare anche malinconia al pensiero di un viaggio, di un passaggio tra le Ande alle 5 del mattino.
E' il ricordo della bellezza che abbiamo visto e vissuto. Victor Hugo ne ha dato una bella definizione: è la gioia di sentirsi tristi. Sono d'accordo.
Di questi tempi, invece, sembra quasi che la tristezza, la malinconia, il ricordo, siano concetti da scacciare, perché se fanno male sono assolutamente negativi.
E se una persona prova malinconia per un'altra, lontana, quella si debba sentire in colpa di provocare male e dolore. E allora sembra che a volersi bene e a ricordarsi ci si faccia del male.
Faccio un giro su  Wikipedia  e leggo la definizione: la malinconia è un sentimento che provoca una tristezza costante. Non so, non mi piace.
Io credo che anche il dolore che provoca un ricordo, nella sua abbagliante bellezza, abbia un ruolo positivo sulla nostra vita.
Non diamo alla malinconia pure la colpa di costringerci ad una vita passiva, piuttosto
quel sentimento ha una funzione diversa: costringerci a fermarci, a scendere dalla ruota dei criceti in cui molto spesso viviamo, e a ricalibrare i nostri personali baricentri, facendoci ripetere all'infinito cosa, davvero, ci piace davvero e cosa no, quello di cui abbiamo veramente bisogno e quello che è invece uno sfizio del momento.
Insomma, la malinconia è una amica. Darle ascolto, dipende da noi.

venerdì 6 agosto 2010

La ingeniosa hidalga

Io sono entrata da poco nello splendore quarantenne, mi sento bellissima e pure strafiga, ma stamattina mi sono svegliata e ho capito che sono diventata pure stolta.
Stavo là ad ammirare la bavetta lasciata sul cuscino nel sonno giusto, seguito ad una notte di riflessioni e mi son detta che ci voleva un gesto romantico nella mia vita,  non fatto da me, ma ricevuto, come un dono di quelli che arrossisci e stai bene per giorni.
E non so come, il mio cervello stolto ha visto quel che non c'era, ha pensato ad un avviso di romanticismo in arrivo e poi, con il passar delle ore, è rimasto interdetto.


L’amore non ha riguardi né si attiene nei suoi atti ai limiti della ragione, ed ha la stessa caratteristica della morte: che affronta tanto i sontuosi castelli dei re quanto le umili capanne dei pastori. (Don Chisciotte) 

Punti di vista


Avrei potuto diventare un soldato se avessi aspettato: sapevo più cose sulla ritirata di quante ne sapesse il tizio che l'ha inventata. (Marc Twain)

giovedì 5 agosto 2010

Di passaggio

Ah, stamattina mi è uscita da sotto i capelli, una frase proprio bella.
E ne vado orgogliosa da sola.

martedì 3 agosto 2010

Cassigheo

Ho scoperto con un certo sgomento interno, parlando con una serie di amiche sposate, che io, sì , moi, sono una donna comoda. Sì, proprio. Ripeto? Comoda.
Sono comoda per gli uomini, si intende. Comoda non solo anatomicamente, ma caratterialmente.
Perché sono abituata a gestire da sola lo sclero premestruale o al limite scartavetro la pazienza di alcune provvidenziali amiche.
Perché frigno poco e sono onesta.
Perché non ho mai parlato di principi azzurri ma racconto sempre dei fatti della nera e della mala.
Perché di solito in pizzeria o si fa a metà o pago io.
Perché vado al cinema anche da sola e a casa in macchina  di notte, ci arrivo senza bisogno di scorte.
Perché non sono una che la dà per la parure di lapislazzuli e corniola, ma per un libro forse sì.
Perché a 40 anni giro scollacciata e la forza di gravità non mi ha ancora abbattuto.
Perché inseguo i miei sogni e ho un solo conto corrente a cui attingere, il mio.

Insomma, cassigheo, so na sfigada


Ps: dimenticavo!!!! E poi le colpe, eventuali, me le piglio io, da sola. Faccio tutto mì

domenica 1 agosto 2010

Belli

Volevo ringraziare qui tutte quelle persone belle che oggi mi hanno fatto sentire il loro affetto e la loro simpatia, con telefonate, messaggini, mail, dm e auguri su Friendfeed e pure su Facebook (quel coso che io non uso mai).
Grazie, mi avete tramortito.
Siete belli
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