Manca poco più di un mese, e io adesso in questo preciso istante me ne rendo conto, con terrore. Che tra un mese succede. E io non sono pronta, non sono preparata, io punto i piedi. Adesso vado di nascosto all'anagrafe e mi faccio cambiar la data di nascita. Il nome, no, che lo amo perché è da uomo e io son femmina e se lo anagrammi, alla svelta, vien fuori Ti ami, che è quello che cerco di far da una vita, bene. E a volte mi riesce e a volte, no.
Io tra un mese succede 'sta cosa e io so che tra un pochino sarò
lì a pensare a tutto quello che non sono riuscita a fare e sarà una montagna. Ma io ho paura e ho bisogno di pensare, ora , adesso solo a quello che mi riesce meglio fare. Un tempo avrei detto con certezza amare, non avrei mai detto scrivere. Non lo dico neanche oggi, scrivere, e forse amare ancora non sono capace come vorrei. E allora, resta solo una cosa, che so fare davvero bene: sentire.
"È vero, zio Stojil, ho visto una fata che ha trasformato un tizio in fiore." "Meglio così che il contrario," risponde Stojil senza togliere gli occhi dalla scacchiera. "Perché?" "Perché il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi, la campagna diventerà infrequentabile."
Fatacarabina
lunedì 28 giugno 2010
Quesiti
Un conoscente che non frequenta la rete sostiene che scrivere per essere letti sull'internet, alla fine è come farsi fare un pompino sulla piazzola dell'autostrada. Na robetta veloce, insomma, senza eccessivo gusto, dice.
E io è da ieri che mi chiedo a quanto li fanno i pompini virtuali, che c'ho il conto stretto e non vorrei trovarmi l'ufficiale giudiziario per la riscossione alla porta...
E io è da ieri che mi chiedo a quanto li fanno i pompini virtuali, che c'ho il conto stretto e non vorrei trovarmi l'ufficiale giudiziario per la riscossione alla porta...
domenica 27 giugno 2010
Come mi sento
A volte me lo chiedo, come mi sento. Ho imparato a farlo, senza aspettare che siano gli altri a chiedermi, come stai, e poi perché la risposta sarebbe il più delle volte viziata da quel bene, che dice tutto ma sostanzialmente non dice assolutamente niente. Solo con gli amici più cari capita che quel bene sia un modo per dire altro, e loro lo capiscono, e così, anche con me, quando mi chiedo,io, come sto , parto sempre con un bene, per non preoccuparmi troppo e poi qualcosa mi frega e mi tocca dirmelo, davvero, come sto. Ad esempio, in questi giorni io non sono né felice e manco triste, sono a metà. Sono una che cammina sul filo, ancora, sempre, che sembra non abbia niente che la scalfisce e invece c'è tanto che lascia ematomi. E io sono sul filo, a cercar di camminare non dico con la leggiadria dell'ippopotamo di Fantasia, e se cado non so sotto cosa c'è. Se c'è una mano pronta a prendermi, un materasso su cui rimbalzare ridendo o un ammasso di pietre su cui farmi male.
sabato 26 giugno 2010
Visore notturno
Sono carini i miei nuovi vicini di casa.
Lui mi saluta con entusiasmo che cresce ogni giorno che passa. Lei invece non saluta con convinzione, specie negli ultimi giorni. Sarà timida...
Sono gentili e soprattutto discreti.
La sera, messo a letto il figlio, spengono le luci di casa e si mettono in terrazza, al buio, si tengono la mano, accarezzano il cane, così la smette di mugulare. Si tengono stretti e si raccontano come è andata la giornata di lavoro, si guardano negli occhi e si dicono le cose belle, commentano quel che a loro piace commentare.
Ad esempio, il fatto che io la sera metto gli slip verde militare con il reggiseno nero, spaiato. O, quando fa un pochino più fresco, contano le pieghe del mio kimono.
Porca zozza, o mi vesto per chiudere la terrazza o mi compro un visore notturno per individuarli al buio.
Lui mi saluta con entusiasmo che cresce ogni giorno che passa. Lei invece non saluta con convinzione, specie negli ultimi giorni. Sarà timida...
Sono gentili e soprattutto discreti.
La sera, messo a letto il figlio, spengono le luci di casa e si mettono in terrazza, al buio, si tengono la mano, accarezzano il cane, così la smette di mugulare. Si tengono stretti e si raccontano come è andata la giornata di lavoro, si guardano negli occhi e si dicono le cose belle, commentano quel che a loro piace commentare.
Ad esempio, il fatto che io la sera metto gli slip verde militare con il reggiseno nero, spaiato. O, quando fa un pochino più fresco, contano le pieghe del mio kimono.
Porca zozza, o mi vesto per chiudere la terrazza o mi compro un visore notturno per individuarli al buio.
venerdì 25 giugno 2010
Egoisti
"Senza il sapere, senza l'arte, alla fine resta solo l'egoismo"
Un lavoratore della Fenice agli oltre cinquemila lavoratori in piazza a Mestre per lo sciopero generale della Cgil
Un lavoratore della Fenice agli oltre cinquemila lavoratori in piazza a Mestre per lo sciopero generale della Cgil
giovedì 24 giugno 2010
Ciuff
Allora, te sei lì, sistemi i piedi bene che la riga bianca della lunetta, non la devi oltrepassare. Devi stare con i piedi dietro la riga bianca, devi tenere le gambe larghe ma non troppo. Palleggi, poi ti posizioni per il tiro e...respiri. Se non respiri, non puoi fare un buon tiro libero. E' fondamentale la posizione dei piedi, quella della mano, ma senza il respiro, quello profondo e rilassato, stai sicuro che sbagli. Deve essere un respiro senza paura, senza fatica, senza tensione. E' un momento tutto tuo; sei in pantaloncini e sudata, a fissare il canestro e per far centro devi, non puoi non farlo, respirare.
Come per vivere.
Come per vivere.
mercoledì 23 giugno 2010
Come al liceo
Oggi su friendfeed si parla di Superiori ed esami di maturità. Io andavo al liceo, avevo per compagno di banco uno che ascoltava solo i Cure e i Joy division, e che oggi è l'unico della classe di allora, che frequento. Mi fa, a volte, da editor ed è fantastico il rapporto che abbiamo oggi, da grandi che son rimasti piccoli, dentro.
In Latino lui era più bravo di me, solo che non c'aveva voglia e allora sembravamo capre uguali, solo che io dopo una sequenza di 4 mi tiravo su con una interrogazione volontaria. Mi imparavo tutte le versioni a memoria e mi prendevo l'8 che mi salvava l'anno. Lo sapeva la prof, lo sapevano i miei, lo sapevano tutti. Che ero una capra, in latino, dall'ottima memoria.
Anni dopo mi sono ritrovata a sudare come all'interrogazione volontaria annuale, dentro un tribunale. Avevo fatto causa per ottenere l'assunzione dove lavoravo da anni come co.co.co. capo, fai te, e in una udienza arrivò il nuovo giudice. Io rimasi a bocca aperta quando vidi la mia prof di latino. Era lei, io non ci credevo, tra l'altro quel giorno dovevo esser sentita come teste. Lei fece finta di non riconoscermi e cominciò l'interrogatorio così
Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra
Galli appellantur.
In Latino lui era più bravo di me, solo che non c'aveva voglia e allora sembravamo capre uguali, solo che io dopo una sequenza di 4 mi tiravo su con una interrogazione volontaria. Mi imparavo tutte le versioni a memoria e mi prendevo l'8 che mi salvava l'anno. Lo sapeva la prof, lo sapevano i miei, lo sapevano tutti. Che ero una capra, in latino, dall'ottima memoria.
Anni dopo mi sono ritrovata a sudare come all'interrogazione volontaria annuale, dentro un tribunale. Avevo fatto causa per ottenere l'assunzione dove lavoravo da anni come co.co.co. capo, fai te, e in una udienza arrivò il nuovo giudice. Io rimasi a bocca aperta quando vidi la mia prof di latino. Era lei, io non ci credevo, tra l'altro quel giorno dovevo esser sentita come teste. Lei fece finta di non riconoscermi e cominciò l'interrogatorio così
Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra
Galli appellantur.
Io risi così forte che si girarono tutti.
Resto una capra :)
martedì 22 giugno 2010
Aveva ragione lui
S'i' fosse foco, arderei' il mondo;
s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i' fosse Dio, mandereil en profondo;
s'i' fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti ' cristiani embrigarei;
s'i' fosse 'mperator, sa' che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S'i' fosse morte, andarei da mio padre;
s'i' fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi' madre.
S'i' fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.
Niente
Ieri mi è arrivata una mail di un signore che manco so chi sia che raccontava della presentazione del suo libro in America, credo, visto che ha firmato gli autografi in americano, racconta lui.
Poi sono andata in ufficio e un amico era lì, che mi raccontava che aveva tutta in testa l'idea di un nuovo libro e che aveva anche tre, quattro presentazioni di lavori di altri .
Mi ha detto, alla fine, e tu?
Indovinate che ho risposto?
Poi sono andata in ufficio e un amico era lì, che mi raccontava che aveva tutta in testa l'idea di un nuovo libro e che aveva anche tre, quattro presentazioni di lavori di altri .
Mi ha detto, alla fine, e tu?
Indovinate che ho risposto?
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